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Migranti e "cluster" sardo, impennata di contagi nell'area urbana di Cosenza

Sono 15 gli ospiti di una struttura per migranti a Santo Stefano di Rende a risultare positivi al coronavirus. Contagiati i familiari delle vacanziere in rientro dalla Sardegna. Giornata record con…

Pubblicato il: 01/09/2020 – 13:52
Migranti e "cluster" sardo, impennata di contagi nell'area urbana di Cosenza

COSENZA L’allerta per i contagi da Covid-19 a Cosenza è massima. Si tracciano i contatti e l’esito dei tamponi conferma quanto sia alta la contagiosità del virus. Nell’area urbana di Cosenza l’attenzione dei sanitari della task-force dell’Asp è tutta rivolta agli inquilini ospitati in una struttura dedicata ai migranti nella frazione di Santo Stefano di Rende. Dopo i primi due contagi registrati nei giorni scorsi, nella tarda mattinata, sono arrivati gli esiti dei tamponi che fanno balzare di molto il numero degli infetti. Sono 15 gli inquilini della struttura positivi al coronavirus e oltre a loro c’è da registrare anche il caso di un operatore. In tutto sono 37 le persone e oltre ai 17 contagiati gli esiti del tampone sugli altri hanno dato esiti negativi. L’indagine epidemiologica riguarderà anche eventuali contatti che i migranti, lasciata la struttura avrebbero potuto intrattenere con persone all’esterno.
DI RIENTRO DALLA SARDEGNA I contatti in Sardegna per il periodo estivo hanno portato nuovi contagi da rientro in tutte le regioni calabresi. Cosenza fa i conti con un piccolo “cluster” che è arrivato a sette persone. Le persone rientrate hanno contagiato i familiari stretti e anche loro, adesso, dovranno osservare un periodo di quarantena per rimettersi completamente in salute e spezzare la catena dei contagi. In totale i contagiati nella sola giornata di martedì sono 22, oltre a questi, una persona proveniente in da altra regione e un caso isolato sono stati registrati dal personale sanitario in servizio nell’Asp di Cosenza.  Come confermato dal comune di Rose, un caso è riconducibile al comune della Valle del Crati. «Si tratta di un caso isolato, essendo i familiari conviventi risultati negativi al tampone. Sono già state predisposte tutte le procedure di isolamento domiciliare previste dalla normativa, che erano già state messe preventivamente in maniera volontaria, con estrema diligenza, dalla persona interessata e dai suoi familiari» spiegano dal comune.(mi.pr.)

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