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Decreto Calabria, Furgiuele: «Politica e parti sociali facciano fronte comune»

Il deputato calabrese della Lega commenta la decisione del governo di prorogare il commissariamento della Sanità in Calabria: «Va contrastata in modo energico e netto»

Pubblicato il: 02/11/2020 – 10:25
Decreto Calabria, Furgiuele: «Politica e parti sociali facciano fronte comune»

ROMA «La decisione scellerata di prolungare il commissariamento della Sanità in Calabria va contrastata in modo energico e netto, senza ambiguità. Un nuovo decreto Calabria sarebbe la sconfitta di tutti: politica e parti sociali devono unirsi in un patto per respingere il crimine politico che si sta per compiere. Se il governo, infatti, dovesse intravedere, ancora una volta, eventuali diversità di vedute sulla questione, in primis tra i parlamentari calabresi, non esiterà a rinnovare per decreto l’ennesimo atto discriminatorio verso la nostra terra, condannandola allo status umiliante di colonia sanitaria di altre realtà con tutto ciò che questo già comporta». Lo dichiara il deputato calabrese della Lega Domenico Furgiuele.
«Abbiamo il dovere – prosegue il deputato – in questo momento così difficile, di fare uno sforzo di memoria, ricordandoci che i commissari governativi, alternatisi negli anni, avrebbero dovuto ricostruire, ancor prima che risanare, il governo della salute in Calabria. Ciò non è avvenuto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: le cifre impietose del debito crescente, la distruzione di interi reparti, la disarticolazione di ospedali fondamentali, l’indecisionismo dilagante, l’attuale pessima gestione della crisi Covid con un sistema ospedaliero nel caos confermano che questi signori hanno fallito miseramente. Nulla fa più male alla Calabria della gestione da parte di burocrati di Stato totalmente staccati dal territorio e assolutamente privi di sensibilità gestionale. I commissari, hanno distrutto ogni prospettiva di rinascita».
«Pertanto – conclude Furgiuele – non vanno riconfermati, ma cacciati restituendo ai calabresi il diritto di ricevere cure efficienti secondo un’organizzazione sanitaria radicata nei territori. Con la salute non si scherza: basta con i Don Abbondio a capo delle istituzioni sanitarie calabresi. Reagiamo coralmente attraverso una battaglia parlamentare che abbracci tutti i gruppi politici».

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