La Secca di Amendolara liberata dalla rete incagliata: operazione di bonifica sui fondali
A lanciare la segnalazione era stato un gruppo di apneisti locali che frequentano l’area per battute subacquee
REGGIO CALABRIA Si è conclusa con successo una complessa e articolata operazione di bonifica subacquea nei fondali del Parco marino regionale della Secca di Amendolara, dove l’Ente per i Parchi marini regionali della Calabria (EPMR), in stretta sinergia con pescatori subacquei in apnea, volontari e associazioni del territorio, ha recuperato una voluminosa rete da circuizione, tipo cianciolo, rimasta incagliata sui fondali. L’intervento, avviato nei giorni scorsi, si è rivelato particolarmente impegnativo a causa delle avverse condizioni del mare che impedivano le immersioni in sicurezza. La rete era finita agganciata alle barriere e ai massi sommersi posizionati sia come dissuasori per contrastare la pesca a strascico, sia per favorire il ripopolamento delle specie ittiche. A lanciare la segnalazione era stato un gruppo di apneisti locali che frequentano l’area per battute subacquee, in particolare notturne, attirati dalla straordinaria ricchezza della Secca, la montagna marina più estesa d’Italia, l’antica isola di Ogigia, habitat favorevole per cernie bianche e grandi polpi.
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