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Sanità, sulle nomine la Regione valuta il blitz ma il governo alza il “muro”

Braccio di ferro sul nuovo” Decreto Calabria. Lunga discussione in Giunta e nel centrodestra per provare il “colpo gobbo”. Da Roma però con l’ultima versione del provvedimento arriva un ulteriore “…

Pubblicato il: 03/11/2020 – 0:05
Sanità, sulle nomine la Regione valuta il blitz ma il governo alza il “muro”

CATANZARO Partita a scacchi (per usare un eufemismo), braccio di ferro, guerra di nervi, alta tensione (per essere più aderenti alla realtà). Da una parte Roma, il governo nazionale a guida “giallorossa” M5S-Pd (e la sinistra del ministro Speranza), da un’altra la Cittadella di Catanzaro, la Giunta regionale di centrodestra e presieduta da un vice facente funzioni, Spirlì. Si litiga sul “nuovo” Decreto Calabria che il governo ad horas varerà suggellando un commissariamento della sanità calabrese (quasi) “sine die” e ancora più “punitivo” di quello che finora ha (mal)gestito il settore più delicato della Calabria. Alla luce della scadenza di mezzanotte, si litiga soprattutto sul potere di nomina dei vertici aziendali, che è il vero terreno di scontro. E – sia pure a distanza – scontro è stato al fondo di una giornata intensa e fibrillante: da una parte maggioranza giallorossa e tecnici del ministero a limare il testo del “nuovo” Decreto Calabria, dall’altro la Giunta regionale e il centrodestra calabro a trovare una “breccia” nel muro calato sulla Regione e a procedere con un blitz che però ha le sue controindicazioni: quello di creare uno scontro e un corto circuito istituzionale dagli effetti devastanti vista l’emergenza Covid in atto.
GIUNTA “INFINITA” ALLA CITTADELLA Probabilmente per questo la Giunta regionale programmata nel pomeriggio si è trascinata per ore e ore fino a notte quasi fonda. La tentazione del centrodestra calabrese di dare vita a un clamoroso “colpo di mano” con le nomine nelle Asp e nelle aziende ospedaliere è stata visibile, plasticamente, nel fiume di comunicati di sdegno da parte della maggioranza regionale contro le prime anticipazioni del “nuovo” Decreto Calabria. Nel frenetico pomeriggio fonti accreditate avevano anche già “veicolato” alcuni nomi dei possibili direttori generali-commissari delle aziende che la Giunta avrebbe potuto indicare: le conferme della Bettelini e della Panizzoli rispettivamente all’Asp e all’Ao di Cosenza, e di Giuliano a Vibo Valentia, e la nomina di Fico a Crotone, e poi il “nodo” – secondo indiscrezioni – rappresentato da Catanzaro, “presidiata” da Zuccattelli che è molto di sinistra (e indicato come il probabile successore del commissario ad acta Cotticelli). In Giunta – riferiscono fonti della Cittadella – la discussione c’è stata e anche molto lunga, e pure molto serrata, com’era del resto prevedibile e comprensibile: in tutti la consapevolezza di muovesi su un crinale estremamente pericoloso e scivoloso perché – per dirla brutalmente – con le eventuali nomine nella sanità la prospettiva di ingaggiare una “guerra” (impari) con Roma e con il governo nazionale è concretissima, ma fino all’ultimo il centrodestra è sembrato disposto a “vendere cara” la pelle. Anche a costo di registrare – secondo quanto si è appreso – una divaricazione tra “falchi” e “colombe” (in Giunta le “colombe” essenzialmente – si vocifera – sarebbero stati gli assessori meno “politicizzati”, come la Savaglio o De Caprio alias Capitano Ultimo).
IL “NUOVO” DECRETO In ogni caso la tentazione del “colpo gobbo” si sarebbe scontrata con il rischio di un “salto nel buio” ben avvertito dalla Giunta, probabilmente anche per le notizie che in queste ultime ore sono rimbalzate da fonti governative. In sostanza, è stato steso un testo pressoché definitivo del “nuovo” Decreto Calabria, sempre più vicino all’approvazione in Consiglio dei ministri. L’impianto è fondamentalmente quello apparso negli ultimi giorni, con qualche aggiunta però molto significativa. Nella versione finale, a esempio, si dispone la decadenza dei direttori generali nominati dalla Regione nei 30 giorni antecedenti l’entrata in vigore del “nuovo” Decreto Calabria: un altro “muro”, ancora più invalicabile, eretto in faccia alla Regione. Altre novità nel testo finale del Decreto: la concessione alla Calabria di un contributo (detto “di solidarietà”, come se fosse un’elemosina…) al piano di rientro, pari a 60 milioni all’anno per tre anni ( 2021, 2022 e 2023), e infine la permanenza in carica dell’attuale commissario, Cotticelli, fino alla nuova nomina in forza del “nuovo” Decreto Calabria. (cant. a.)
 

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