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«Regione esautorata dal governo nazionale»

Il presidente facente funzioni ricorda le tappe dei provvedimenti (mai completati) sull’emergenza Covid. «Giunta mai resa partecipe. Tuteliamo insieme la nostra terra, no all’avvelenamento dei pozzi»

Pubblicato il: 07/11/2020 – 17:31
«Regione esautorata dal governo nazionale»

REGGIO CALABRIA «Di chi sono le responsabilità? Sono decenni ormai che questa giostra maledetta non perde un giro: la politica, la burocrazia, i commissari, le abitudini, i silenzi, le connivenze. Parole. Cataste di parole che sono servite finora per sfuggire alla cattura della verità e dei colpevoli». A dirlo è stato il presidente facente funzioni della Giunta, Nino Spirlì, intervenendo in Consiglio regionale.
«E IL GIORNO DELLA RESA DEI CONTI» «Jole Santelli – ha sostenuto Spirlì – ha vuoto a cuore la sanità di questa terra lottando fino alla fine tanto a cuore da rivolgersi accorata con una lettera straziante al presidente del Consiglio. Sapeva, Jole, e l’aveva capito sperimentandolo sulla sua carne, e come amava sempre dire: “ora o mai più”, e si è consegnata ancora una volta, al confronto, alla collaborazione e alla disponibilità. Purtroppo, la sordità dei destinatari si è trasformato in un ennesimo atto di regime nei confronti della Calabria. Il governo, pour ammettendo il fallimento del precedente commissariamento, ha decretato un nuovo commissariamento, togliendo alla Calabria, ancora una volta, la dignità di gestire la propria sanità E molto umilmente io stesso mi sono permesso di offrire la mia collaborazione, al fine di evitare questo ulteriore schiaffo istituzionale, al ministro Speranza e Boccia e al presidente del Consiglio Conte e ho cercato anche l’intermediazione del commissario Arcuri, per concederci una pausa di 10 giorni prima della fine del Decreto Calabria. Un’interlocuzione che potesse costruire la possibilità di governare insieme, per un semestre, la fase di trasferimento dei poteri alla Regione, cosa che rinnovo oggi, alla luce dei tristi fatti che conosciamo. Ma anche questo piccolo, forse troppo sensato, tentativo, non ha sortito alcun risultato. Dunque oggi è il primo giorno dei resoconti: tiriamo le somme e diciamo come stanno esattamente veramente le cose. Ho investito il direttore del Dipartimento, Bevere, il delegato del soggetto attuatore, Belcastro, e la mia struttura nella persona del capo gabinetto Vigna che ha buona memoria storica, per modo da consegnare un accurato ma agile resoconto di quanto accaduto in materia di gestione dell’emergenza Covid.
LE TAPPE E I NUMERI DI SPIRLÌ Spirlì ha quindi scandito le tappe. «L’11 marzo di quest’anno il presidente Santelli dopo aver effettuato una ricognizione dei posti letto di Terapia Intensiva, Pneumologia e Malattie Infettive provvedeva a predisporre un apposito piano di riprogrammazione individuando con il decreto 18/2020 individuando i centri Covid. area sud. In data 31 marzo 2020, Belcastro allora direttore generale del dipartimento Salute dopo essersi confrontato con i commissari straordinari delle Asp e aziende ospedaliere comunica che potranno provvedere al reclutamento del personale necessario con una spesa autorizzata di 18 milioni. Con ordinanza 50 dell’11 giugno 2020 Santelli ha ordinato ai delegati al Covid il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. Il commissario Cotticelli in data 12 giugno 2020 ha scritto al ministero della Salute e dell’Economia chiedendo se la competenza sulla riorganizzazione rientri fra i poteri del commissario. In data 15 giugno, il ministero della Salute ha confermato al generale Cotticelli la sua competenza e il 18 giugno 2020 ha approvato il documento di riordino della rete ospedaliera con il quale obbliga i commissari straordinari delle aziende a darne attuazione. Di questo piano la Giunta regionale non è mai stata resa partecipe».
LA DELUSIONE DELLA SANTELLI Il presidente facente funzioni ha poi rimarcato come il tutto ha provocato «tanta delusione e sgomento che, il 13 settembre, Jole Santelli scrive al Presidente del Consiglio Conte Il 27 ottobre il Ministero della Salute comunica al commissario, di concerto col Mef, che “il potere dovere di predisporre e adottare il programma operativo Covid, compete esclusivamente alla struttura commissariale. Nella stessa comunicazione i ministeri invitano “la struttura commissariale a trasmettere con ogni sollecitudine il programma operativo per la gestione emergenza Covid”. Io stesso, in data 27 ottobre 2020, ho pubblicato un comunicato stampa col quale informavo i calabresi intorno all’utilizzo della cifra pari a 45 milioni destinata all’acquisto di macchinari e al reclutamento delle risorse, che vi leggo: “In merito all’utilizzo dei fondi destinati al contrasto dell’emergenza coronavirus, la Regione ha fatto fino in fondo la sua parte, impegnando i 45 milioni a disposizione. Gli ulteriori 54 milioni previsti dal Decreto Rilancio saranno gestiti direttamente dalle aziende sanitarie e ospedaliere individuate come soggetti attuatori dei singoli interventi”, aziende individuate dal commissario straordinario Arcuri, con ordinanza del 9 ottobre, quali soggetti attuatori degli interventi previsti nel piano. La Regione, quindi, ancora una volta, è stata esautorata dalla gestione degli interventi. Le risorse del decreto Rilancio, infatti, saranno inserite nella programmazione sanitaria e nel nuovo programma operativo Covid che i ministeri affiancanti (ministero della Salute e Mef) hanno stabilito (ribadendolo nell’ultimo tavolo di monitoraggio del 9 ottobre) in capo alla struttura commissariale. È perciò evidente che la Regione, in questo ambito, non abbia alcuna possibilità di intervento. Siamo dunque riusciti – ha spiegato il presidente ff – a contrastare gli effetti del Covid in una situazione nella quale la Regione non aveva una gestione diretta di tutta la rete sanitaria. Tutto questo è avvenuto a causa dell’oltremodo punitivo decreto Calabria, peraltro in scadenza. L’auspicio è che non venga rinnovato ma, in ogni caso, va sottolineato come, pur senza avere un controllo diretto sulla sanità, la Regione abbia fatto tutto quello che era in suo potere».
«SONO UN PRESIDENTE DI PASSAGGIO» Spirlì ha quindi concluso: «Ai media, alla stampa, al popolo della rete sociale chiedo la difesa, la tutela della nostra terra e non questo continuo avvelenamento dei pozzi che dopo aver ucciso i presunti nemici finirà con avvelenare, necessariamente, anche gli amici e se stessi. Io sono un presidente di passaggio e non ho mai pensato di poter sostituire neanche minimamente la lungimiranza, la nobiltà, la grande professionalità del presidente Santelli che mi ha voluto al suo fianco e ci ha voluti al suo fianco. Tutti. Però glielo devo, a Lei signor presidente lo devo a voi signori consiglieri e assessori, un servizio per il quale la nostra gente mi remunera e che non potrei svolgere in altro modo se non confrontandomi con questa nobilissima Assise dentro la quale, dal primo momento e fino ad oggi, mi sono sentito a casa, accolto, stimato».

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