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Macheda va controcorrente: «I posti in terapia i tensiva sono 113 e non 160»

Secondo il direttore dell’Unità operativa complessa di Rianimazione del Grande ospedale Metropolitano di Reggio Calabria «il raddoppio dei posti non c’è stato. Noi abbiamo fatto da soli e stiamo pe…

Pubblicato il: 10/11/2020 – 9:15
Macheda va controcorrente: «I posti in terapia i tensiva sono 113 e non 160»

LAMEZIA TERME «I posto in terapia intensiva in Calabria? Me ne risultano 113 e non 160». Il dottor Sebastiano Macheda, direttore dell’Unità operativa complessa di Rianimazione del Grande Ospedale Metropolitano di Reggio Calabria, va in controtendenza rispetto a numeri evidenziati in questi giorni. Intervenuto a “Buongiorno Regione”, su Rai Tre Calabria, il primario per certi versi smentisce quanto sostenuto da più parti, anche in tv,  ed anche dall’ormai ex commissario alla sanità regionale, Saverio Cotticelli. Quella vissuta dal generale «è stata una situazione imbarazzante – ha detto Macheda –. Mi dispiace per la figura del generale ma credo che in questo ruolo sia necessaria competenza, a maggior ragione in una realtà come la nostra. Speriamo che chi lo sostituirà possa fare meglio. Zuccatelli è del settore, dovrebbe possedere le competenze giuste per mettere mano ad una situazione non semplice».
Interpellato sui numeri dei posti letto disponibili nelle terapie intensive calabresi, il dottor Macheda è chiaro: «Me ne risultato 113 e non 160. Il raddoppio dei posti letto di cui tanto si è discusso, non c’è stato. Noi al Gom abbiamo provveduto da soli: a giorni saranno disponibili altri 12 posti letto in più».
Sebastiano Macheda, poi, specifica che la Calabria è stata dichiarata zona rossa per «la preoccupazione rispetto ai posti letto disponibili, la velocità del contagio e il numero dei pazienti ricoverati, non solo nelle rianimazioni».
Il direttore dell’Unità operativa complessa di Rianimazione raccomanda ai cardiopatici di fare molta attenzione. «I pazienti che stanno arrivando in terapia intensiva sono per il 90% cardiopatici. Il virus sta aggravando anche le persone più giovani rispetto al passato, quelle fra i 60 e i 75 anni e tutti con patologie cardiologiche che condizionano la prognosi in maniera importante. Dunque, i cardiopatici siano particolarmente attenti».
Per meglio prepararsi alla seconda ondata, il reparto di ortopedia del Gom farà spazio alla Pneumologia. «L’ortopedia ancora non è stata chiusa – spiega Macheda – ma in quell’area accoglieremo la Pneumologia e anche noi anestesisti rianimatori daremo una mano: saranno 28 i posti letto disponibili. Ma c’è bisogno di forze fresche, di medici, infermieri, oss perché non esiste solo il Covid. Se le forze si concentrano sulla lotta al coronavirus è ovvio che si ridurrà l’attività ordinaria».
Secondo Sebastiano Macheda il Paese è vicino al lockdown totale. «Credo sia corretto – dice in proposito – se ci guardiamo intorno e assistiamo a ciò che accade. Queste situazioni riguardano anche altre regioni e chi deciderà ha i numeri per poterlo decretare, ma secondo me ci siamo».

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