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«Per la depurazione 195 milioni di interventi, la Regione non è al tracollo»

Il manager Pallaria risponde alle accuse di Melicchio (M5S). «Il programma è nel pieno della fase operativa, il parlamentare dovrebbe documentarsi»

Pubblicato il: 17/11/2020 – 12:27
«Per la depurazione 195 milioni di interventi, la Regione non è al tracollo»

CATANZARO «“Regione Calabria “Tracollo Depurazione”? Quello che nessuno dice”». È quanto afferma l’onorevole Melicchio a cui si replica fermamente stigmatizzando comportamenti sempre denigratori verso la Calabria ed i calabresi attraverso “uscite” in campi trattati senza adeguati approfondimenti».
Il manager della Regione Domenico Pallaria risponde alle critiche del parlamentare del M5S, spiegando che nel campo della depurazione «si è fatto, in questi ultimi anni, e si è fatto molto». Ed esprime il proprio «disappunto su inappropriate “uscite” non adeguatamente documentate, atte solo a screditare la classe dirigente della Calabria a tutti i livelli e in tutti i campi, ad alimentare sospetti, a descrivere disastri forse rinvenienti in altre parti del paese».
«È arcinoto – spiega Pallaria – che nel territorio regionale vi sono in essere ben tre già conclamate “Procedure d’Infrazione” (2004-2034; 2014-2059 e 2017-2181) derivanti, sostanzialmente, dalla mancata conformità dei sistemi di raccolta e di depurazione delle acque reflue urbane alle disposizioni normative vigenti che hanno, per l’appunto comportato l’attivazione di procedure di contenzioso e pre-contenzioso comunitario oltre che gravi criticità sul territorio calabrese».

Il dg Mimmo Pallaria

UN PIANO DA 195 MILIONI È altrettanto vero, però, che la Regione, «al fine di evitare quello che Melicchio definisce “Tracollo” (finanziario, per le sanzioni pecuniarie che ne potrebbero derivare nonché ambientale, per tutelare le acque dall’inquinamento e prevenire danni all’ecosistema marino) ha programmato e pianificato gli interventi sui sistemi depurativi e fognari per assicurare definitivamente il superamento delle procedure d’infrazione, in particolar modo della procedura 2014/2059 – 2017/2181, concretizzando il “Piano Regionale degli Interventi Prioritari dei Sistemi Fognari e Depurativi” di cui alla DGR n.34 del 08.02.2018: 138 interventi prioritari per un importo complessivo pari a 195.733.856,29 euro su fondi Fsc (Patto per la Calabria)».
TUTTI GLI INTERVENTI PREVISTI Con questo programma, specifica il dirigente, saranno «serviti 90mila abitanti equivalenti da nuove reti fognarie (attualmente non serviti ); serviti 165mila abitanti equivalenti da impianti di depurazione (attualmente non coperti dal servizio di depurazione); realizzati 120 nuovi impianti di depurazione; adeguati e potenziati 133 impianti di depurazione esistenti; realizzati ex-novo e completati 94 schemi fognari».
«Il programma – continua Pallaria – è nel pieno della fase operativa: i Comuni, beneficiari dei finanziamenti dal 2018, in qualità di soggetti attuatori, e con tutte le difficoltà in cui versano oggi i Comuni (in merito alle quali forse l’on. potrebbe incidere!), stanno realizzando le lavorazioni strutturali necessarie. Ma la Regione è andata oltre se è vero come è vero che parallelamente alla su riportata Programmazione ha espletato una specifica ed intensa attività di ricognizione e analisi sullo stato dell’arte degli impianti di depurazione e delle condotte fognarie che presentano accertate criticità. Non sarà più qualcuno a decretare ulteriori procedure d’infrazione: siamo noi a dire “guarda che questi agglomerati sono a rischio infrazione”. Dal che 127 interventi (per un importo complessivo di circa 90 milioni di euro) di cui allo specifico Programma approvato con DGR n.33 del 08.02.2018 ovviamente da finanziare».
C’è altro: «nelle more dell’attuazione degli interventi programmati (finanziati e non), e per evitare “tracolli” la Regione-Autorità Idrica ha sottoscritto 2 protocolli investigativi di collaborazione con le Procure di Castrovillari e Vibo Valentia così da identificare i primi interventi da realizzare, utilizzando Tecnici regionali in qualità di Ausiliari di polizia giudiziaria ai sensi dell’art. 348 c.4 c.p.p. A questi ultimi è affidato il compito esclusivo di attuare le seguenti attività di controllo: verifica tecnica e controllo del funzionamento degli impianti di depurazione, in tutte le sue fasi di trattamento; individuazione degli interventi urgenti da effettuarsi per l’immediato; verifica dei finanziamenti erogati dalla Regione Calabria ai rispettivi Comuni controllati e se gli interventi realizzati dai Comuni avessero o meno consentito di superare emergenze». Pallaria, «a capo della struttura all’uopo costituita (smantellata nello scorso mese di aprile) è stata anche individuato quale custode-amministratore giudiziario di impianti sequestrati nell’Alto Jonio cosentino così come nel reggino. Tale attività congiunta con gli organi inquirenti ha consentito di limitare la frequenza dei reati ambientali che si verificavano in Regione, in particolare nella stagione estiva. Sono state accertate parte delle criticità che impedivano la corretta depurazione delle acque reflue soprattutto nel periodo estivo, sono stati rilevati sversamenti incontrollati di liquami, alcuni causati da by-pass, mentre altri erano causati dal malfunzionamento degli impianti di depurazione, dall’assenza di manutenzione sugli stessi oltre che da un mancato smaltimento dei rifiuti prodotti costituiti principalmente da fanghi di depurazione. E la Regione Calabria si è spesa molto: dal 2015 in particolare, con azioni di supporto e sostegno economico ai comuni rivieraschi; basti citare 2 specifici Programmi finanziati con delibere giunta Regionale numeri 182/2015 e 370/2016 per un importo complessivo di 15,675 milioni di euro. A riprova di quanto detto vi è la testimonianza delle numerose bandiere “blu” che diversi territori hanno acquisito negli ultimi anni di cui non se ne fa menzione».
«MELICCHIO SI DOCUMENTI» Il dirigente regionale precisa inoltre al deputato del M5S «che tutta la programmazione e le criticità legate alla fase di attuazione degli interventi, oltre che alla criticità che condizionano la gestione del segmento fognario e depurativo sono stata trasmessa alla Commissione Parlamentare d’Inchiesta sulle Attività Illecite Connesse al Ciclo dei Rifiuti ad esse Correlati, giusta Relazione di approfondimento prot. Siar 229916 del 18.06.2019 Presidente della Commissione Stefano Vignaroli. Forse farebbe bene l’on. Melicchio a documentarsi sulle criticità e magari trarre spunto per delle iniziative parlamentari cui alle sue precipue funzioni… Farebbe sicuramente bene all’intero paese Italia».
IL CASO BISIGNANO Melicchio ha richiamato anche il caso dell’impianto di depurazione di Bisignano. Anche rispetto a questo caso, Pallaria chiarisce. «Voglio rassicurare Melicchio che la Regione, ancor prima che la Magistratura rilevasse quanto accaduto ed inerente i presunti sversamenti dell’impianto privato, ha programmato e finanziato l’intervento dal titolo “Realizzazione nuovo impianto di depurazione a fanghi attivi di potenzialità 20.000 abitanti equivalenti (a. e.) nella zona industriale, dismissione e realizzazione nuovo impianto a fanghi attivi di potenzialità 1.000 abitanti equivalenti in località Macchia Tavola , potenziamento impianto a fanghi attivi in località Duglia fino a 4.000 abitanti equivalenti. Riefficientamento impianto di località Pucchio di potenzialità 100 a.e. Realizzazione di collettori fognari e impianti di sollevamento” per l’importo complessivo pari a 5.639.000 euro. La necessità di orientarci su detta scelta progettuale, è stata dettata dal fatto che nel Comune di Bisignano sono presenti quattro impianti di depurazione. Un impianto sito in località Mucone, il quale è in parte di proprietà comunale, mentre la restante parte è di proprietà privata. La Regione unitamente al Comune, ed al fine di superare la promiscuità pubblico/privato, hanno previsto la dismissione dell’impianto pubblico – che con i propri reflui alimentava l’impianto privato che, quindi, non avrà più senso esistere ! – programmando l’intervento sopra richiamato da realizzarsi nella zona industriale. Per l’impianto a fanghi attivi sito in località Duglia- Macchia Monaci è stato previsto il potenziamento fino alla potenzialità di 4000 abitanti equivalenti.
Invece per l’impianto a fanghi attivi sito in località Macchia Tavola, è stata prevista la dismissione, in quanto dai sopralluoghi è risultato in stato di degrado, oltre che a trovarsi, secondo il Pai in zona a rischio di attenzione; pertanto, è stata prevista la delocalizzazione e la realizzazione di un nuovo impianto da 1.000 a.e in una zona limitrofa. Inoltre è stato previsto l’adeguamento dell’impianto sito in località Pucchio di potenzialità di 100 a.e. Si rammenta che la convenzione di tale intervento con il Comune di Bisignano è stata sottoscritta nel mese di luglio 2018, data antecedente le attività investigative effettuate dalla Procura della Repubblica di Cosenza».

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