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Strada pensa a riaprire Cariati e non dice no a un ruolo da sub commissario

Il fondatore di Emergency punta sugli ospedali chiusi («potrebbero ripartire in poche settimane») e apre a un maggior coinvolgimento nella sanità calabrese («con la squadra giusta e con assoluta au…

Pubblicato il: 02/12/2020 – 11:48
Strada pensa a riaprire Cariati e non dice no a un ruolo da sub commissario

CATANZARO «Non posso farlo da solo, ma con la squadra giusta e con un’assoluta autonomia operativa ci sarò». Repubblica chiede a Gino Strada se è disponibile a rispondere a un’eventuale chiamata come subcommissario (il decreto Calabria ne prevede due: uno per i conti e l’altro per l’emergenza sanitaria). Visto l’approccio del fondatore di Emergency, più d’uno tra politici e imprenditori della sanità privata sarà saltato dalla sedia. Di certo c’è che Strada non è qui per fare passerella o per uno spot, come ha spiegato ieri in conferenza stampa. Emergency vuole lavorare ed è in Calabria «perché ce lo hanno chiesto: siamo nell’unica Regione al mondo che destina il 70% del suo bilancio alla Sanità, con risultati fallimentari».
«PERCHÉ ARRIVA LA ‘NDRANGHETA» Nell’intervista a Repubblica, il medico sottolinea che qui la gente «scende in piazza, fa i cortei in auto in zona rossa invocando il diritto alla Salute: anche il governo si sarà fatto qualche domanda. Del resto Conte mi ha detto: ho parlato con Macron, per prima cosa mi ha chiesto della Calabria».
Tuttavia dire la Calabria come l’Afghanistan è «un paragone stupido – sottolinea -. C’è certamente una questione criminale, le cosche sono state sottovalutate, fiancheggiate, tollerate. In certe aree hanno aperto e gestito laboratori di analisi e cliniche». L’approccio di Strada, a differenza di quello complessivo del governo (e, va detto, anche di una parte dell’opinione pubblica calabrese), non è soltanto “criminogeno”. La questione calabrese non è soltanto questione criminale, anche in sanità. Perché se la ‘ndrangheta si infiltra in un settore non è per questioni antropologiche. «Se l’Italia sposta verso il privato 25-30 miliardi di bilancio – dice ancora il fondatore di Emergency –, non dobbiamo stupirci se poi arriva la ‘ndrangheta. La Salute non è più un diritto, ma un bene di mercato, legale e illegale. E le truffe alle Asl non sono un’esclusiva calabrese».

Il presidio per la riapertura dell’ospedale di Cariati

RIAPRIRE L’OSPEDALE DI CARIATI A proposito di “fare”: in Calabria «ci sono ospedali come quello di Cariati che potrebbero riaprire in poche settimane. Altri come Gerace, costruiti e mai aperti. Emergency è pronta a prendere in carico una di queste strutture, naturalmente con tutte le questioni legali a posto». Emergency «lavorerà anche nelle Usca, le unità di continuità assistenziale, in molte zone del nostro Paese non hanno funzionato – spiega -. Con un’attenzione maggiore al territorio, avremmo evitato il sovraffollamento degli ospedali».
Daniela De Serio

UNA CARDIOLOGA DI LAMEZIA NELLA SQUADRA La pandemia «aumenta le disuguaglianze, e la Calabria ne è la prova: lo scheletro di un sistema. Ho letto il piano del governo, è tutto al futuro, un “si farà” dopo l’altro, ma qui c’è bisogno di raggiungere dei risultati ora». Oltre ai due tendoni e al reparto di terapia sub-intensiva di Crotone «siamo pronti ad allargare il nostro intervento, anche fuori Regione». Strada parla anche della squadra. E annuncia la presenza di Daniela De Serio, «una cardiologa di Lamezia Terme che ha lavorato con noi per quattro anni in Sudan e poi all’ospedale da campo di Bergamo. Ha subito chiesto di essere coinvolta».
«SPIRLÌ MENTE» Una battuta Strada la rivolge al governatore reggente Nino Spirlì a “The Breakfast Club” su Radio Capital. «Le parole di Spirlì? Sono affermazioni false – ha aggiunto – Spirlì non sa che Emergency è arrivata in Calabria prima di lui. Noi non facciamo ospedali da campo, ma ospedali di eccellenza. Qui in Calabria serve un cambiamento radicale, non basteranno interventi minimali. I calabresi ora vedono il loro diritto alla salute compromesso. L’intervento che andrà fatto è quello di ricominciare a coltivare la sanità pubblica e non la privata. Emergency lavora in Italia da più di 15 anni, i governi non ci hanno mai considerato. Questa volta sì, per far fronte a un’emergenza straordinaria».
Il sopralluogo di Emergency a Crotone martedì mattina

«I PRIVATI FACCIANO MEDICINA CON I PROPRI SOLDI» Straordinarie sono le criticità del settore calabrese che Strada ha affrontato in un’intervista alla Tgr Calabria: «La Calabria è una regione che soffre di una cattiva gestione della sanità, di una progressiva distruzione della sanità pubblica. Questo è il problema, una sanità dove si è costretti ad andare nel privato e dall’altra parte ci sono 18 ospedali pubblici chiusi. Il privato ha diritto di esistere, se vuole fare medicina privata la faccia tranquillamente purché rispetti le leggi e la faccia con i soldi propri, qui invece succede che il privato la fa con i soldi pubblici e alla fine al pubblico ha meno risorse».
«COMMISSARIO? PER FORTUNA NON ME LO HANNO PROPOSTO» Strada ha anche parlato dei giorni in cui il suo nome circolava insistentemente quale commissario della sanità calabrese. «Io sinceramente avrei detto che posso fare il commissario nel senso di coordinare l’attività, ma avrei bisogno di una squadra di persone, una squadra grossa, tra l’altro. Egoisticamente – ha sostenuto il fondatore di Emergency – dico che fortunatamente nessuno mi ha proposto di fare il commissario e quindi non mi sono trovato in questa situazione imbarazzante e difficile».

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