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Pitaro chiede un’ordinanza per disciplinare i rientri al Sud. «Il nemico è il virus»

Il consigliere regionale del gruppo misto ritiene «auspicabile che il presidente facente funzioni disciplini le modalità di accesso alla regione per scongiurare impennate dei contagi»

Pubblicato il: 07/12/2020 – 11:03
Pitaro chiede un’ordinanza per disciplinare i rientri al Sud. «Il nemico è il virus»

REGGIO CALABRIA «Il nemico numero uno è il virus e tutto dovrebbe indurre a bloccarne la diffusione e impedire una nuova ondata a gennaio-febbraio. In tal senso – afferma il consigliere regionale Francesco Pitaro (g. misto) – è auspicabile che il Presidente della Regione valuti l’ipotesi di un’ordinanza per disciplinare le modalità di rientro al Sud. Ciò perché, approvato il decreto del Governo sugli spostamenti tra regioni nelle feste natalizie che proibisce di muoversi dal 21 dicembre al 6 gennaio, è scattata la corsa alle prenotazioni su treni, aerei e bus verso il Sud. Al punto che Alitalia ha registrato un aumento del 50% di prenotazioni per viaggiare proprio nella settimana dal 13 al 20 dicembre e un +13% nella settimana di Natale (dal 21 al 27 dicembre)».
Aggiunge Pitaro: «Proprio per scongiurare impennate del virus, sarebbe necessario che il presidente Spirlì emanasse un’ordinanza ad hoc per disciplinare le modalità di rientro, prevedendo l’autodenuncia preventiva, il tampone o addirittura la quarantena».
Il consigliere regionale conclude ricordando che «la presidente Santelli il 3 giugno scorso, resisi conto dei rischi dell’esodo in direzione del Sud, emanò un’ordinanza con cui ingiungeva, tra le altre indicazioni, di registrarsi prima del proprio arrivo attraverso il portale www.rcovid19.it raggiungibile anche dalla pagina www.emergenzacovid.regione.calabria.it, indicando luogo di provenienza, luogo di destinazione principale, periodo di soggiorno, se temporaneo, impegnandosi a comunicare al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale territorialmente competente eventuale comparsa di sintomi Covid -19 correlati. I dati di registrazione si prevedeva che fossero poi trasmessi al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria Provinciale territorialmente competente che poteva proporre, sulla base della valutazione del rischio, l’esecuzione del test per ricerca di Sars-Cov-2, ovvero utilizzarli, nel rispetto dei dati personali, per l’eventuale contact tracing con le modalità previste nella Circolare del Ministero della Salute n. 0018584-29/05/2020-Dgpre-Dgpre».

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