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episodio “spartiacque”

“Kaufen, Kaufen, Kaufen”: la strage di Ferragosto a Duisburg e la ‘ndrangheta alla conquista della Germania

Dalla faida di San Luca alla strage davanti al ristorante “Da Bruno”: il 15 agosto 2007 sei uomini furono uccisi al termine di una mattanza

Pubblicato il: 15/08/2026 – 10:35
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DUISBURG Si pronuncia «Kaufen Kaufen Kaufen», si legge «comprare, comprare, comprare». Negli anni ’90, successivi alla caduta del Muro di Berlino, aumentano gli investimenti della ‘ndrangheta in Germania come ha avuto modo di raccontare Bernd Finger, per più di trent’anni a capo della sezione dedicata al contrasto della criminalità organizzata della polizia tedesca. La criminalità organizzata calabrese riesce a clonare in diversi Länder le strutture operative delle cosche in Calabria, dalle quali dipendono. Lo sottolinea la Direzione investigativa antimafia. Che indica come episodio “spartiacque” la strage di Duisburg

L’anniversario

19 anni fa, San Luca finisce sulle prime pagine dei principali quotidiani europei. La sanguinosa faida tra le famiglie di ‘ndrangheta Nirta-Strangio e Pelle-Vottera raggiunge la Mühlheimer Straße, a Duisburg, dove ha da tempo aperto un ristorante italiano chiamato “Da Bruno”. «Moriu fratima, moriu niputita, moriu fraita. Moriru tutti». il drammatico messaggio arriva in Aspromonte. Sono tutti morti: Sebastiano, il fratello di Giovanni, Marco, fratello di Achille, Francesco e Marco Pergola, Tommaso Venturi e Francesco Giorgi. Sei i corpi per terra, gli ultimi due di soli 18 e 16 anni.

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Il procuratore di Napoli Nicola Gratteri si soffermò sul livello di conoscenza delle autorità tedesche del fenomeno mafioso calabrese. «Dieci anni prima della strage di Duisburg, in Germania pensavano che i “locali” fossero dei magazzini. Il “locale” è l’organizzazione base della ‘ndrangheta e gli ho detto chiaramente: “Voi tra 10 anni avrete lo stesso problema che abbiamo noi in Italia”». Detto, fatto.

La cupola della ‘ndrangheta e i confini tedeschi

Nell’immaginario collettivo (la Germania non fa differenza) la percezione della ‘ndrangheta come organizzazione criminale lascia e lasciava spazio alla distorta concezione della mala come di un gruppo di pastori arrabbiati e particolarmente violenti. Sulla mattanza consumata a ferragosto del 2007, Ersilio Mattioni ha dedicato un libro della collana “Mafie. Storia della criminalità organizzata” (Rcs). Il giornalista parte dalla lunghissima e sanguinosa faida, che comincia a San Luca nel 1991 e finisce nel 2007 proprio a Duisburg, in Germania: con una strage davanti a un ristorante italiano. Figura chiave nel racconto di Mattioni è Giovanni Strangio. «Assume un’importanza superiore agli altri perché era uno di quelli che l’ha commessa la strage. Le figure legate alla strage di Duisburg potevano e forse dovevano essere controllate e monitorate meglio. Strangio era una di queste». Quando si arriva a comprendere realmente cosa è accaduto a Duisburg? «Nell’ultimo agguato di Ciccio Pelle detto “Pakistan” muore Maria Strangio, moglie di un boss importante, e rischia di morire anche un bambino di 5 anni: ecco in quel momento comincia a essere concepita la strage di Duisburg», sottolinea Mattioni. «E’ ovvio che ci sarà una vendetta ed è ovvio che per lavare col sangue la morte di Maria Strangio serviva un parente stretto. Quindi Strangio era il sospettato numero uno». Una storia incredibile la sua. «Viene arrestato dopo un conflitto a fuoco con i carabinieri e poi si ritrova incredibilmente libero, non viene sorvegliato, parte per la Germania dove ha una base d’appoggio a Kaarst e poi farà la strage». E Mattioni pone una serie di interrogativi. «Come è stato possibile che potesse partire? Non era controllato, non era monitorato? A queste domande non sono riuscito a dare risposta neanche nel libro». (f.b.)

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