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«Andava fatto un piano vaccinale. Senza commissari tutto rimane bloccato»

Secondo Eugenio Corcioni, dell’Ordine dei medici di Cosenza «bisogna nominare la squadra commissariale nel minor tempo possibile». Rubens Curia: «Questa dovrebbe essere la fase semplice. Presto dov…

Pubblicato il: 07/01/2021 – 8:23
«Andava fatto un piano vaccinale. Senza commissari tutto rimane bloccato»

COSENZA Continua il caos sul piano vaccini e il botta e risposta tra il personale medico e il commissario “ad acta” dopo le dichiarazioni rilasciate ieri dallo stesso Guido Longo.
L’Ordine dei medici aveva prontamente replicato al commissario che aveva in qualche modo indicato la scarsa adesione del personale sanitario tra le cause dei ritardi nella somministrazione dei vaccini in Calabria. Negli studi Rai sono intervenuti, per discutere il tema vaccini, Eugenio Corcioni per l’Ordine dei medici di Cosenza e Rubens Curia, dirigente del settore Prevenzione primaria del dipartimento regionale Tutela della Salute della Calabria, in qualità di portavoce di “Comunità competente”.
«Solo ieri l’Ao ha vaccinato 300 dipendenti. – affonda Corcioni – Nessuno vuole boicottare una campagna che ci vede impegnati in prima linea». Piuttosto, aggiunge: «Abbiamo bisogno di un governo attento. La squadra commissariale deve attivarsi nel minor tempo possibile altrimenti tutto rimane bloccato».
Oltre alla concreta designazione dei sub-commissari e della task force per come previsti dal Decreto Calabria, secondo Corcioni sono diverse le priorità alle quali bisogna far fronte nel minor tempo possibile, come l’attivazione del piano Covid «che ancora non esiste». «Il tracciamento è il must di ogni tipo di epidemia, se non è possibile è perché manca un governo del sistema».

«SIAMO ANCORA NELLA FASE SEMPLICE» Simile il tenore delle dichiarazioni di Rubens Curia secondo cui «questa dovrebbe essere la fase più semplice perché bisognerebbe vaccinare solo le 25mila unità del personale sanitario». Il problema, secondo il dirigente, si manifesterà quando bisognerà vaccinare la popolazione: «Abbiamo 445mila ultrasessantacinquenni e un’altra fetta importante di popolazione riguarda i lavoratori essenziali. Bisognava predisporre un piano regionale vaccinale anziché procedere col fai da te».
«Noi – aggiunge Curia – abbiamo in agenda due punti fondamentali: da un lato le vaccinazioni, dall’altro una diagnosi precoce degli asintomatici. Si sta trattando tutto come fossimo nell’ordinarietà, ma siamo nella straordinarietà», oltre che in ritardo: «Già la prossima settimana alcune regioni invieranno la comunicazione per la vaccinazione agli ultra 80enni».

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