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Catanzaro, la decisione (tardiva) dei capigruppo al Comune: scuole aperte

«Dopo la sentenza del Tar si è ritenuto che per l’amministrazione sarebbe nei fatti illegittimo, in assenza di focolai, chiudere le scuole primarie e secondarie»

Pubblicato il: 10/01/2021 – 21:46
Catanzaro, la decisione (tardiva) dei capigruppo al Comune: scuole aperte

CATANZARO È terminata in serata la conferenza dei capigruppo al Comune di Catanzaro convocata dal presidente del Consiglio comunale Marco Polimeni, e promossa dal sindaco Sergio Abramo, per discutere, nel timore di un aumento dei contagi, della riapertura delle scuole. La maggior parte dei partecipanti, è scritto in una nota, ha sostenuto con forza l’esigenza di sospendere, ancora per qualche giorno, le lezioni. La riunione si è tenuta a due giorni di distanza dalla decisione del Tribunale amministrativo regionale che accoglie il ricorso di alcuni genitori che si sono opposti all’ordinanza del presidente facente funzioni Spirlì, che aveva sospeso le attività didattiche in presenza. «A seguito di consulti tecnico-giuridici – prosegue la nota del Comune – si è ritenuto, considerando la recente ordinanza del Tar, che per l’amministrazione comunale sarebbe nei fatti illegittimo, in assenza di focolai, chiudere le scuole primarie e secondarie. Normalmente un’ordinanza emessa da un sindaco può essere impugnata al Tar e successivamente, in caso di sentenza contraria, revocata. In questo caso, dopo la sentenza emessa dal Tar venerdì, è stabilito in partenza che non si possono chiudere le scuole in assenza di focolai. Emettere quindi un’ordinanza sulla chiusura delle scuole configurerebbe un abuso d’ufficio». La conferenza dei capigruppo chiederà all’Asp, pertanto, una specifica informativa sulla situazione dei contagi. Contestualmente il sindaco chiederà all’Ufficio scolastico regionale di valutare, nel minor tempo possibile, se ci siano le condizioni per promuovere una formula di didattica “mista”, in presenza e a distanza, che armonizzi tanto le esigenze di prevenzione, quanto quelle di coloro che non possono, per motivi di lavoro o altro, tenere i propri figli a casa. Abramo, riferisce la nota, «ha anche detto che domani chiederà all’Asp di avviare uno screening con i tamponi su tutto il personale scolastico, docente e non. I capigruppo hanno sottolineato, in chiusura, che col Decreto Calabria sono stati ulteriormente ridotti i poteri di sindaci e Consigli comunali in materia di sanità. Decisione presa nonostante i sindaci calabresi avessero chiesto al presidente Conte, in un incontro ufficiale, di accrescere i poteri dei primi cittadini».

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