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Andrea Pisano, il giallo sull'incidente e la ricerca della verità

Il racconto della madre del 20enne morto a Natale. «Qualcosa o qualcuno potrebbe aver provocato l’incidente, costringendolo a finire fuori strada». Sul caso indaga la Procura di Paola

Pubblicato il: 12/01/2021 – 15:24
Andrea Pisano, il giallo sull'incidente e la ricerca della verità

di Fabio Benincasa
DIAMANTE «Ho perso mio figlio a Natale, aiutatemi a capire cosa è successo». Inizia con questo disperato appello rivolto alla trasmissione “Chi l’ha visto?” la ricerca della verità di Monica Parise, mamma di Andrea Pisano, morto il 25 dicembre scorso a soli 19 anni in seguito a un incidente avvenuto sulla Statale 18 all’altezza di Diamante, in provincia di Cosenza.
UN RAGAZZO SEMPLICE «Andrea era un ragazzo solare, bello da togliere il fiato, simpatico e sempre sorridente» – racconta Monica Parise al Corriere della Calabria. Tutti gli volevano bene a partire dagli amici dello squash, una delle grandi passioni di Andrea, tifosissimo del Milan. Frequentava il secondo anno di ingegneria meccanica all’Unical e studiava con ottimi risultati. Nell’ultimo periodo era costretto a casa per via delle restrizioni necessarie a mitigare il rischio contagio da Coronavirus e come tutti i più giovani desiderava «rivedere gli amici e soprattutto frequentare la ragazza, a cui era legatissimo».
I DUBBI SULL’INCIDENTE Andrea avrebbe compiuto 20 anni il prossimo 3 febbraio, ma il destino è stato particolarmente crudele. «Io e il padre di Andrea (medici di professione) eravamo in servizio alla postazione di Maierà (Comune in provincia di Cosenza) dal 23 al 26 dicembre», ricorda al Corriere della Calabria. Andrea e suo fratello, invece, erano rimasti a casa a Belvedere Marittimo, in zona Santa Litterata. «Abbiamo cenato tutti insieme il 24 dicembre – continua – e poi Andrea e il fratello hanno fatto ritorno a casa. Avevamo deciso di spostarci con due auto per permettere ai ragazzi di raggiungerci più facilmente». Il 25 dicembre 2020, il giorno dell’incidente, Andrea era partito da casa in direzione Maierà e appena salito in macchina e prima di mettere in moto ha inviato l’ultimo whatsapp alla mamma per avvertirla del suo arrivo. Erano le 14:39. Andrea verrà ritrovato privo di vita ad un km esatto da casa, la sua auto è precipitata da un viadotto in un tratto non delimitato dal guardrail sulla strada statale 18 nei pressi del Ferretti Hotel sul litorale di Diamante. «Era un rettilineo e Andrea guidava bene», assicura Parise. Il suo telefono, l’unica cosa integra recuperata, non avrebbe registrato nessun accesso ad app social o telefonate partite o ricevute durante i minuti in cui era impegnato alla guida. Secondo Monica Parise, «qualcos’altro o qualcuno potrebbe aver provocato l’incidente, costringendo Andrea a finire fuori strada». L’auto – secondo il racconto della donna – «avrebbe continuato la sua corsa nello spazio vuoto e non delimitato da guardrail, lungo la strada non asfaltata (come si vede nella foto)».

Nel tratto della la SS 18 interessato dall’incidente sono presenti anche alcune telecamere e potrebbero fornire supporto alle indagini avviate dalla Procura di Paola e magari aiutare gli investigatori a ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. Sarà compito della magistratura ricostruire quei minuti fatali per un giovane morto in un drammatico incidente stradale. Quello che è certo è il desiderio della famiglia di saperne di più, di dare una spiegazione ad un tragico e doloroso evento. (redazione@corrierecal.it)

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