Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 23:48
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 4 minuti
Cambia colore:
 

la stanza dei libri

«Macaluso: un comunista a modo suo»

Emanuele Macaluso, ha scritto un libro con Paolo Petruccioli, “Comunisti a modo nostro”, sottotitolo “Storia di un partito lungo un secolo”, Marsilio, pagine 453, euro 20) che è forse il migliore, pe…

Pubblicato il: 03/03/2021 – 10:07
di Mimmo Nunnari
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
«Macaluso: un comunista a modo suo»

Emanuele Macaluso, ha scritto un libro con Paolo Petruccioli, “Comunisti a modo nostro”, sottotitolo “Storia di un partito lungo un secolo”, Marsilio, pagine 453, euro 20) che è forse il migliore, per narrazione e schiettezza, tra i numerosi volumi pubblicati in occasione del centenario della fondazione del Pci, che cadeva il 21 gennaio di quest’anno. È morto pochi giorni prima dell’arrivo del volume in libreria Macaluso, ma avrà fatto in tempo vedere le copie staffetta o le ultime bozze. Non ha gioito degli apprezzamenti o siciianamente sorriso per le critiche (che in verità non ci sono state) al suo racconto a due voci con l’altro ex direttore storico de “L’Unità”, Petruccioli, che è stato pure presidente della Rai. I due comunisti “veri”, giornalisti testardi, intellettuali fuori schema, hanno dato vita ad un saggio – frutto di un intenso dialogo – che racconta il Pci lungo un itinerario politico che trova i momenti più densi tra il partito di Togliatti e la svolta della Bolognina, con Occhetto. Si ripercorrono vicende umane e politiche, si raccontano le stagioni cruciali dell’Italia democratica, e si “tratteggiano” ritratti di personalità memorabili, tra conquiste e sconfitte epocali. Macaluso, in una specie di riflessione a voce alta, spiega come matura la sua adesione al partito comunista, che ricalca forse la decisione di tutta la seconda generazione di comunisti, successiva a quella dei fondatori; una decisione maturata negli ultimi anni del fascismo. La spinta ad entrare nel Pci viene dall’antifascismo e dalla lotta di Liberazione, ma non nasconde, la scelta, e lo dice con chiarezza Macaluso, che conta molto a quell’epoca il mito dell’Urss: il paese della rivoluzione, che poi combatte e vince il nazismo. Di tutti i passaggi successivi: del 1956 con la tragedia ungherese e del 1968 con la contestazione Macaluso discute con Petruccioli che, a differenza sua che è uno della prima ora, è uno dell’ultima generazione comunista, un compagno, però, con cui ha avuto affinità e, in un certo senso, quel modo di essere “presenti ma appartati” rispetto all’apparato comunista che poi nel post Pci finisce col chiamarsi “ditta”. Non ci sono sconti nei giudizi sulle generazioni arrivate al vertice dopo il Pci. Dice Macaluso: “Considero Bersani una brava persona, ma non ha una grande testa politica”.
Vale la pena leggere questo libro di Macaluso con Petruccioli anche per capire come si sia giunto allo spettacolo deprimente del sistema politico dominante e declinante di oggi. Nel fitto dialogo tra Macaluso e Petruccioli si susseguono storie e vicende che fanno parte di una storia d’Italia, sicuramente costellata di errori, a volte tragici, ma che in ogni caso è migliore del presente, imploso sotto colpi di furbizia, pressappochismo e mancanza di visione del ceto dirigente non solo post comunista naturalmente. Ricordare i tempi di Togliatti, poi di Berlinguer, le stagioni del confronto con Moro, della solidarietà nazionale, del terrorismo, è un riannodare i fili di un ideale politico sconfitto dalla storia, ma nato da propositi di giustizia sociale, vicinanza alla classe operaia, speranze, inseguendo una via italiana al comunismo. Il dopo, nel libro, è il Pd: il partito del vengo dopo il Pci e la Dc, che è nato “a freddo”, dice Macaluso. La sentenza finale dell’Irregolare Macaluso è questa: “La mia critica fondamentale è che un partito, sena un asse politico-culturale, non regge”. Ad un certo punto c’è, nel dialogo, un po’ di nostalgia: “Quanta gente ha imparato a leggere e a scrivere dentro le sezioni del Pci. Per quanti, le riunioni erano l’unica risorsa di informazione, anche se filtrata dalla propaganda”. Non bisogna dimenticarlo Macaluso il giornalista, politico, scrittore e sindacalista. Era uno della vecchia Italia che ha costruito sopra le macerie della guerra con lo “spirito del dopoguerra”.

*giornalista e scrittore

Argomenti
Categorie collegate

x

x