Parco regionale delle Serre, Costantino: «Non servono confini, ma connessioni»
Il commissario racconta la nuova stagione dell’area protetta «Dobbiamo comprenderla, tutelarla e valorizzarla in chiave sostenibile». Al centro anche giovani, cicloturismo e biodiversità

In Calabria, ci sono aree protette che si misurano con l’estensione e altre che si distinguono per la capacità di incidere sul territorio. Il Parco Naturale delle Serre appartiene a questa seconda categoria. Si estende su poco meno di 18 mila ettari, attraversa tre province, Vibo Valentia, Catanzaro e Reggio Calabria, e coinvolge 26 comuni. Un unicum nel panorama calabrese, non solo perché è un Parco regionale che convive con tre grandi aree protette nazionali, Pollino, Sila e Aspromonte, ma anche perché le sue dimensioni e la sua struttura rendono possibile un modello di sviluppo costruito realmente dal basso, secondo un approccio bottom up. Nella fase iniziale i confini dell’area protetta sono stati vissuti come un vincolo, oggi quegli stessi confini sono più letti come la cornice entro cui costruire una tutela ambientale più efficace e, insieme, nuove occasioni di crescita, progettazione e sviluppo. Una dinamica di cui è pienamente consapevole il commissario del Parco delle Serre, di recente nomina, Francesco Costantino: «È un ente costituito con legge regionale ormai moltissimi anni fa. Nelle fasi iniziali, effettivamente, è stato vissuto come uno strumento che poneva vincoli e il territorio, i cittadini e le comunità locali lo avevano inteso come foriero di divieti, un ingombro per le attività di tutti i tipi. Oggi di quella sensazione rimane un lontano ricordo. Percorrendo in questi mesi il territorio del Parco e incontrando istituzioni, imprese e cittadini, mi sono reso conto di come il giudizio sia radicalmente mutato e il Parco sia inteso non solo come leva di sviluppo, ma anche come veicolo grazie al quale molte comunità, prima non molto conosciute, hanno trovato il giusto riconoscimento delle loro peculiarità storiche, culturali, ambientali e produttive».



Rispetto alla realtà attuale del Parco, Costantino aggiunge poi, con puntiglio su tempi e procedure, una considerazione di ordine personale e professionale: «Sono stato nominato commissario dalla Giunta regionale a febbraio 2026, il decreto del presidente della Regione è stato adottato il 1° aprile, l’insediamento è dell’8 e qui ho trovato una realtà diversa rispetto a quella che conoscevo. In tanti anni da dirigente regionale mi sono occupato di tematiche diverse, dal Genio civile al demanio fluviale, dalle bonifiche all’inquinamento elettromagnetico, dalla qualità dell’aria alle cave e alle miniere, con una postura di tipo esclusivamente tecnico. Qui l’approccio è diverso: degli aspetti gestionali si incarica la struttura del Parco, il mio ruolo è, diciamo così, più politico e si fonda molto sulla costante e quotidiana interlocuzione con le comunità, le istituzioni comunali, i Gal. Il mio compito è quello di rendere evidente e concreta l’attenzione posta dall’amministrazione regionale su un Parco che ha delle specificità. In Calabria abbiamo tre parchi nazionali, dieci riserve naturali, sei parchi marini: è un patrimonio non indifferente, ma penso che quella delle Serre, e non voglio essere di parte, sia un’area protetta davvero particolare. Lo è per il territorio, per le diverse province coinvolte, per un paesaggio e contenuti che mutano radicalmente lungo le direttrici Jonio-Tirreno, mare-montagna-mare. In questi mesi il dialogo con le amministrazioni comunali è stato intenso. Tra i vari argomenti voglio citare le Ferriere di Mongiana: il Parco aveva un protocollo d’intesa fino a qualche anno fa che intendo riprendere e rilanciare. Complessivamente ci sono molte altre attività che i Comuni mi stanno sottoponendo e c’è un buon dialogo, all’insegna di una programmazione dal basso, che è l’unica in grado di generare risultati duraturi». Quelle in corso sono settimane nelle quali parte, come di consueto, la campagna antincendio della Regione Calabria, denominata Tolleranza Zero, con una robusta macchina organizzativa messa in campo. Sotto questo profilo anche il Parco recita la propria essenziale parte: «Certamente l’attenzione è massima sulla promozione di comportamenti corretti e sulle azioni di prevenzione. A breve, peraltro, partirà un progetto pilota proprio nel Parco delle Serre, una sperimentazione di cui non voglio anticipare i dettagli. Posso solo dire che si tratta di un’iniziativa destinata a una prevenzione rafforzata, e cioè non a intervenire nel momento in cui l’incendio è ormai già divampato, ma appena c’è l’innesco. È un progetto che stiamo seguendo con grande attenzione e presto sarà concretizzato».



Per il commissario dell’area protetta, le azioni messe in campo e le prospettive indicate hanno un minimo comune denominatore: difendere e valorizzare la biodiversità, termine coniato nel 1988 dall’entomologo americano Edward O. Wilson e che indica la ricchezza di vita sulla Terra o in singoli contesti territoriali. Sotto questo profilo, per il commissario Costantino il compito del Parco è essenziale: «Non c’è dubbio che la biodiversità qui sia un elemento decisivo e che riguardi diversi ambiti. Come area protetta siamo ente capofila, ad esempio, del Biodistretto delle Serre. L’obiettivo è trasformare le risorse naturali e ambientali di cui disponiamo in un motore di benessere per le comunità locali, contrastando lo spopolamento attraverso un modello di sviluppo che si fondi su sicurezza alimentare ed economia circolare. E poi ragionare a fondo su cosa in concreto sia la biodiversità, comprendendola, tutelandola e valorizzandola in chiave sostenibile». Nel Parco regionale delle Serre è poi possibile riscontrare un fenomeno che caratterizza, sempre di più, l’intera regione. I giovani vivono un rinnovato legame con l’ambiente e la natura, manifestano piena consapevolezza sul valore della biodiversità e attorno a essa costruiscono percorsi di vita, familiare e professionale. A spiegare cosa sta accadendo è il commissario dell’area protetta regionale, Francesco Costantino: «Abbiamo delle guide del Parco che oggi sono una risorsa molto importante. Nella maggior parte dei casi si tratta di giovani, alcuni dei quali sono rientrati in Calabria e nei Comuni del Parco proprio per investire su questa attività. È un segnale incoraggiante. Recentemente, abbiamo avuto la possibilità di ospitare la formazione degli escursionisti con la parte relativa al cicloturismo. I partecipanti sono giunti anche da altre regioni e abbiamo visto come in questo specifico settore vi siano delle best practice. D’altro canto, oggi possiamo contare su una Ciclovia dei Parchi che si sta rivelando un vero e proprio asset in termini di attrattività. Accanto alle guide abbiamo poi voluto investire anche sulla formazione delle guardie ecologiche volontarie. Grazie a un finanziamento faremo partire dei corsi per implementare queste figure, che metteremo a disposizione anche di territori non necessariamente ricadenti nel perimetro del Parco». L’area protetta delle Serre sta immaginando, dunque, il proprio futuro e lo sta facendo anche attraverso percorsi che vedono il protagonismo unitario di diversi enti. Il caso forse più significativo è quello del Biodistretto: «Qualche tempo fa, precisa Costantino, il Parco, da capofila, ha sottoscritto un accordo temporaneo di scopo assieme a tre Gal, Terre Locridee, Serre Calabresi e Terre Vibonesi, per un progetto che si sviluppa sostanzialmente su tre direttrici: la biodiversità dei territori, la produzione biologica, il turismo esperienziale. Partiamo dal concetto di biodiversità, aggiunge Costantino, e ci riferiamo a quella vegetale e animale, alla flora e alla fauna. Negli ultimi anni, e cito solo una delle attività che il Biodistretto sta facendo partire, c’è stata una riduzione degli insetti impollinatori. È un dato ambientale e statistico che ha immediati riflessi sugli ecosistemi, sulla produzione agricola e, in definitiva, sull’economia e dunque sulla società. Ecco perché, prosegue ancora Costantino, una delle realizzazioni riguarderà la creazione di vere e proprie oasi per favorire la riproduzione degli insetti impollinatori. Ma Biodistretto per noi significa anche molto altro, come ad esempio il monitoraggio destinato alla conoscenza e alla difesa di molte specie animali. Seconda direttrice, quella delle produzioni biologiche, che non significa solo pensare di non utilizzare pesticidi. C’è tutta una serie di attività che devono essere messe in campo da parte degli agricoltori e che qualificano le imprese e i prodotti. Infine, dice ancora Costantino, la terza prospettiva che citavo: il turismo esperienziale, lento, sostenibile e consapevole. Quello che consente di riconoscere e rispettare il territorio, entrarci in piena sintonia, non da turista propriamente detto, ma da viaggiatore che vive e condivide un’esperienza».



Il Biodistretto, la sua prospettiva e il valore assegnato alla biodiversità portano con sé un’altra significativa riflessione che riguarda la governance: «Certamente si tratta di un percorso che vede assieme più soggetti istituzionali, il Parco che ne è il capofila e tre gruppi di azione locale, ma tengo a sottolineare come, oltre a quelli istituzionali, ci siano i partner privati. Con loro il dialogo, il confronto e la collaborazione sono essenziali. Le faccio un esempio: nel momento in cui un escursionista si trova a percorrere un sentiero o attraversa il nostro territorio lungo la ciclovia, ha bisogno di strutture, di servizi, di accoglienza. È la rete che dobbiamo implementare, con una più forte connessione tra i suoi protagonisti. Penso, conclude Costantino, che sia questa la chiave dello sviluppo sostenibile: la collaborazione e la cooperazione tra tutti i protagonisti del territorio. È in questa cornice che si muove il Parco delle Serre».

(Le foto sono di Giorgio Pascolo)
SNAI Area Versante Ionico Serre – “Il Biodistretto del Parco delle Serre e dei territori limitrofi: strategie di marketing, commercializzazione e promozione – Azioni di integrate di animazione e di accompagnamento verso il Distretto del Cibo, tra biodiversità ed agricoltura biologica” cod. intervento APQ A.1.1 – CUP: F39J21018700007 – Finanziato da Regione Calabria