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‘Ndrangheta in Veneto, azienda in amministrazione giudiziaria. È la prima volta – VIDEO

Provvedimento eseguito dalla Dia su disposizione del Tribunale di Venezia. L’azienda sarebbe riconducibile agli affiliati degli Arena-Nicoscia

Pubblicato il: 11/03/2021 – 13:17
‘Ndrangheta in Veneto, azienda in amministrazione giudiziaria. È la prima volta – VIDEO

VENEZIA Per la prima volta un’azienda con sede in Veneto è stata raggiunta dalla misura di prevenzione dell’amministrazione giudiziaria, disposta dal Tribunale di Venezia, perché ritenuta continua alla ‘ndrangheta. La Dia ha dato oggi esecuzione al decreto emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale, ai sensi dell’art. 34 del Codice Antimafia. In amministrazione giudiziaria è finita una ditta operante nel settore della progettazione, riparazione e manutenzione di linee elettriche, in Italia ed all’estero, titolare di commesse per circa 90 milioni di euro.

Il primo caso in Veneto

Il provvedimento emanato su proposta formulata congiuntamente dal Procuratore distrettuale di Venezia e dal Direttore della Dia, colpisce per la prima volta un’impresa avente sede in Veneto gestita, amministrata e rappresentata da persone ritenute contigue ad elementi di spicco della criminalità organizzata calabrese operanti nella provincia di Verona, riconducibili alle famiglie di ‘ndrangheta Versace-Napoli-Albanese-Gerace, a loro volta coinvolte in rapporti con esponenti della famiglia Giardino, affiliata alla cosca di ‘ndrangheta Arena-Nicoscia.

Il video

L’operazione “Taurus”

Di recente i fratelli Diego, Giuseppe e Francesco Versace sono stati destinatari della custodia cautelare in carcere nell’ambito delle indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Venezia (operazione “Taurus) che ha colpito la cosca Versace di Polistena (Reggio Calabria), un provvedimento cautelare aveva raggiunto anche L. C. La misura di prevenzione  eseguita scaturisce dagli ulteriori approfondimenti svolti dalla Dia sulla compagine societaria che, anche sulla base delle attività di indagini già svolte, ha documentato assidui rapporti  di L. C., socio di maggioranza, con soggetti indiziati di affiliazione alla consorteria calabrese e le cui risultanze hanno consentito alla Prefettura di Verona di emettere, nel dicembre 2020, una interdittiva antimafia nei confronti dell’azienda. L’amministrazione giudiziaria avrà effetto sulla società e il relativo patrimonio aziendale per un valore complessivo prudenzialmente stimato in oltre 3 milioni di euro.

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