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l’udienza

Crollo sulla 106, il direttore dei lavori chiede il rito abbreviato

Nel corso dell’udienza preliminare Bevilacqua ha scelto il rito alternativo. Il 4 giugno si deciderà sul rinvio a giudizio di Mele e Ajmone Cat

Pubblicato il: 15/03/2021 – 19:47
di Alessia Truzzolillo
Crollo sulla 106, il direttore dei lavori chiede il rito abbreviato

CATANZARO Ha formalizzato istanza di rito abbreviato, con contestuale richiesta di interrogatorio, Antonio Bevilacqua, 56 anni, nato a Palermo, ingegnere, direttore dei lavori del tratto stradale della 106 che porta a Germaneto. Gli altri due imputati – Alessio Marino Ajmone Cat, 60 anni, milanese, ingegnere progettista della Astaldi spa e Michele Mele, nato a Bari 79 anni fa, ingegnere collaudatore statico – implicati nel crollo del muro di contenimento della rampa di accesso numero 6 che sulla 106 porta a Germaneto, non hanno chiesto riti alternativi. Il gup, dopo avere stralciato la posizione di Bevilacqua, ha rinviato l’udienza preliminare al 4 giugno prossimo, udienza durante la quale è prevista la discussione per Mele e Ajmone Cat e l’interrogatorio e il giudizio abbreviato per Bevilacqua.

L’accusa

Secondo l’accusa formulata dai magistrati di Catanzaro titolari dell’inchiesta – il procuratore Nicola Gratteri, l’aggiunto Vincenzo Capomolla e il sostituto Vito Valerio – i tre ingegneri, in cooperazione colposa tra loro, mediante condotte attive e omissive, ciascuno nella propria qualifica tecnico-funzionale, «cagionavano, per colpa generica e specifica, il crollo del muro di contenimento della rampa numero 6 di accesso alla strada statale 106 variante A (svincolo per Germaneto)». In particolare, il progettista della Astaldi, nell’elaborare la progettazione di quel tratto stradale non avrebbe previsto un idoneo ed efficace sistema di drenaggio dell’acqua; avrebbe effettuato una sottostima dei carichi che sarebbero andati ad agire sul terrapieno; avrebbe realizzato una sovrastima dei parametri di resistenza meccanica del terreno. Bevilacqua, quale direttore dei lavori di realizzazione del tratto di strada oggetto dell’inchiesta, nelle fasi di progressiva realizzazione dell’opera, avrebbe omesso di segnalare il difetto di progettazione, «quantomeno in riferimento all’insussistenza di un idoneo e necessario sistema di drenaggio dell’acqua». In fase di collaudo, invece, Mele non avrebbe riscontrato alcuna delle criticità progettuali «evincibili attraverso l’ordinaria osservanza delle “regole della tecnica”». A maggio scorso il tratto della 106 che porta a Germaneto era stato subito posto sotto sequestro e gli accertamenti sui lavori fatti erano stati affidati a un pool di tecnici esperti. Nel collegio difensivo gli avvocati Aldo Casalinuovo, Nicola Carratelli, e Francesco Tocci.  (a.truzzolillo@corrierecal.it)

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