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Caos vaccini tra ritardi e “furbetti”, Longo non si presenta: tensione al Consiglio regionale

Il commissario assente dalle audizioni in commissione Antindrangheta e Sanità. E sulla categoria “altro” restano zone d’ombra e incertezze

Pubblicato il: 07/04/2021 – 14:18
Caos vaccini tra ritardi e “furbetti”, Longo non si presenta: tensione al Consiglio regionale

REGGIO CALABRIA Il commissario Longo non c’è (per l’ennesima volta), il (neo) dg reggente del Dipartimento regionale Tutela della Salute Giacomino Brancati nemmeno (ma almeno delega un suo sostituto), alla fine c’è solo il delegato del soggetto attuatore per l’emergenza Covid 19, Fortunato Varone, a sobbarcarsi le difficoltà di due audizioni scomode – in commissione Antindrangheta e in commissione Sanità del Consiglio regionale – che riguardavano le problematiche della campagna vaccinale in Calabria la misteriosa categoria “altro” dietro cui probabilmente si nasconde qualche “furbetto”.

Assenze “eccellenti” nell’antindrangheta

E durata un’ora, la seduta della Commissione anti-‘ndrangheta del Consiglio regionale convocata – quasi d’urgenza – dal presidente, il forzista Antonio De Caprio, per fare luce – recita l’ordine del giorno – sulle “metodologie utilizzate per la somministrazione di dosi di siero ad ‘altre’ categorie”: in estrema sintesi, per capire come e perché nei report istituzionali sui vaccinati in Calabria risultano ormai oltre 80 persone il cui “titolo” di vaccinazione, rispetto alle categorie ritenute al momento prioritarie, è quantomeno sospetto. È durata un’ora, la seduta dell’Antindrangheta regionale, ed è stata piuttosto sostenuta e anche tesa. In apertura De Caprio stigmatizza l’assenza del commissario Longo che – si legge dal sommario resoconto stenografico della riunione – «ritiene non essere accettabile. Serve una presa di posizione ferma da parte di tutti per evitare che i soggetti preposti alla soluzione delle problematiche che attanagliano il territorio calabrese snobbino le convocazioni da parte degli organismi regionali». De Caprio poi illustra l’odg: «La categoria “Altro” nella somministrazione dei vaccini andrebbe decodificata, la commissione vuole contrastare il fenomeno dell’illegalità con la trasparenza, considerate, anche, la fragilità e le problematiche attuali e pregresse della Calabria». A relazionare è quindi il delegato Covid 19 Fortunato Varone, che – si apprende da fonti della Commissione – riferisce di aver scritto ai nove commissari delle aziende sanitarie e ospedaliere della Calabria per chiedere dati, informazioni e delucidazioni su questi “altri” vaccinati: a dare riscontri sarebbero state solo sei aziende su nove – all’appello mancano l’Asp di Cosenza e l’Annunziata di Cosenza – e le sei che hanno risposto avrebbero messo a disposizione relazioni comunque non esaustive. Insomma, per quanto il numero degli oltre 80mila “altri” è destinato a ridursi, resta ancora tutto sul tavolo il mistero, e indubbiamente le assenze “eccellenti” da sedute comunque istituzionali non aiuta a fare chiarezza. I lavori dell’Antindrangheta comunque procedono serrati, con un vibrante botta e risposta tra Varone e il capogruppo Udc Giuseppe Graziano, il primo a sollevare a muso duro la problematica della voce “altro” tra i vaccinati e a denunciare la presenza di possibili “furbetti”. Il presidente De Caprio infine chiede alla segreteria della Commissione di estrapolare i dati essenziali della seduta con riferimento a possibili responsabilità e concorda con il presidente della Commissione Sanità, Baldo Esposito, anch’egli presente alla seduta, una seduta congiunta dei due organismi nella quale audire ancora il commissario Longo e i commissari delle Asp e delle Ao per far chiarezza sugli aspetti legati alla organizzazione nella somministrazione dei vaccini. De Caprio quindi conclude rivendicando – sempre secondo quanto riporta il resoconto della seduta – la necessità di un ritorno alla Regione dei pieni poteri per consentire alla politica di dare risposte ai cittadini.

Stessa scena in terza commissione

In pratica la stessa scena si registra anche nella seduta della terza Commissione del Consiglio regionale, convocata sempre per oggi dal presidente Esposito per fare il punto sulla campagna di vaccinazione in Calabria. Anche Esposito – sempre secondo il resoconto di seduta – precisa che «come già registrato in Commissione contro il fenomeno della ‘ndrangheta, l’audizione del commissario Longo non voleva essere una inquisizione, ma serviva ad avere notizie certe sulle modalità di somministrazione del vaccino e fare chiarezza sulla categoria “altro” che risulta essere sovrabbondante. Tanti i punti lacunosi che richiedono una sinergia tra gli organi preposti alla gestione della sanità che deve essere la più ampia possibile. Purtroppo più volte si è dovuta registrare l’impossibilità di pervenire all’audizione del commissario Longo», rimarca Esposito che – sempre da resoconto – «dà lettura di una nota con la quale il commissario delega il direttore del Dipartimento Tutela della salute e l’ignegere Gidaro a relazionare, ognuno per quanto di propria competenza» e «stigmatizza l’assenza del commissario al quale era stata richiesta la presenza perchè considerata essenziale». (c.a.)

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