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il ritrovamento

Un manufatto di granito del II secolo a.C. recuperato nel fiume Savuto

Si tratta di una forma cilindrica di granito di circa 300 kg, trovato vicino al “Ponte di Annibale” a Scigliano

Pubblicato il: 10/04/2021 – 11:13
Un manufatto di granito del II secolo a.C. recuperato nel fiume Savuto

COSENZA Un manufatto granitico di forma cilindrica, del peso di circa 300 kg, è stato rinvenuto il 23 marzo scorso sull’argine del fiume Savuto a Scigliano, in provincia di Cosenza, nelle immediate vicinanze della base del “Ponte di Annibale”, detto anche “Ponte di Sant’Angelo di Scigliano”, dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale di Cosenza, supportati dall’8° Elinucleo di Vibo Valentia. Il ritrovamento è avvenuto nel corso delle attività di monitoraggio dei siti archeologici, paesaggistici e monumentali della Regione Calabria, in seguito all’erosione causata dalle abbondanti piogge cadute nei mesi precedenti.

manufatto scgiliano

Gli accertamenti sul bene, attivati dai militari ed eseguiti nell’immediatezza dai competenti funzionari della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cosenza, hanno consentito di accertarne il particolare interesse culturale, in quanto appartenente, verosimilmente, ai resti di una cava antica. Nella stessa circostanza, al fine di salvaguardare l’importante scoperta, gli stessi funzionari hanno ritenuto indispensabile eseguire il recupero del manufatto per metterlo al riparo da un’eventuale piena del fiume, che lo avrebbe potuto danneggiare o far disperdere. Su disposizione del Sindaco di Scigliano, dott. Raffaele Pane, è stato quindi impiegato un mezzo meccanico per il prelevamento del manufatto, che è stato successivamente trasportato presso i locali idonei messi a disposizione dall’Amministrazione comunale.

Secondo gli esperti, il rinvenimento di un bene culturale di tali caratteristiche, proprio nei pressi del Ponte romano edificato nel corso del II secolo a.C., suggerisce la probabile esistenza di una cava o di un insediamento antico, che potrebbe aprire nuove interessanti prospettive future dal punto di vista storico e archeologico. Il professore Mauro La Russa (Università della Calabria) sta conducendo ulteriori esami tecnici sul bene volti a chiarirne l’esatta epoca, il materiale utilizzato per la sua realizzazione, nonché le sue finalità.

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