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Morelli a Gioia Tauro. «Porto strategico per l’Europa, non solo per la Calabria»

Seconda tappa per il viceministro: «I soldi per il Sud ci sono. Progettiamo futuro della regione». Spirlì: «Porto nel Recovery Fund»

Pubblicato il: 16/04/2021 – 13:50
Morelli a Gioia Tauro. «Porto strategico per l’Europa, non solo per la Calabria»

GIOIA TAURO «Questa è una terra meravigliosa da cui le persone spesso non si spostano per loro volontà». Investire sulla Calabria, sul Sud, partendo da infrastrutture e collegamenti. Questa è la mission che anima la visita del viceministro alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili, Alessandro Morelli. Ieri sera intorno alle 19, accolto dal presidente di Regione facente funzioni, Nino Spirlì, il componente dell’esecutivo era sbarcato all’aeroporto dello Stretto per scandire tappe e motivi della sua trasferta calabrese. Tra i principali, il porto di Gioia Tauro, patrimonio «non solo della Calabria ma di tutta Italia».
Ed è proprio all’infrastruttura portuale della Piana che il viceministro si è presentato nella mattinata di questo 16 aprile. Ad aspettarlo c’era il commissario dell’Autorità portuale, l’ammiraglio Andrea Agostinelli oltre al presidente facente funzioni e l’assessore regione alle insfrastrutture Domenica Catalfamo, che accompagneranno il viceministro anche nella prossima tappa nella Locride.
Tra i presenti diversi esponenti della politica regionale dello stesso colore politico di Morelli, dalla consigliera regionale Tilde Minasi al deputato Furgiuele. Sul tavolo, c’è un tema su tutti: i fondi europei che arriveranno nell’ambito del Recovery Fund che per il Mezzogiorno d’Italia rappresentano un’occasione unica ed irripetibile. «Era importante, in questo momento, dimostrare che il governo è vicino alla Calabria e crede nel futuro di questa terra». Dopo un meeting col commissario Agostinelli, Il viceministro si sottopone alle domande dei cronisti.

«Un porto per l’Europa»

L’infrastruttura di Gioia Tauro è «un’opera strategica non soltanto per il territorio locale, ma per il paese. Vogliamo che venga riconosciuta tra le realtà più importanti d’Europa».
La sortita calabrese durante i giorni di una primavera vestita d’autunno serve a sancire nuove intese, sia con la Regione che con l’Autorità che gestisce «il primo porto di passaggio dopo Suez». Lo sguardo si rivolge anche alla Sicilia, ma anche oltre, all’Africa continentale. Il porto, in tal senso, «è la prima realtà di passaggio che porta in Europa».
Anche per questo si rende necessario dare «una progettualità». Motivo che sottintende la volontà di superare il commissariamento. «Il Commissario Agostinelli – dato il pole position per la nomina a nuovo presidente – ha palesato una difficoltà nel pensare una progettualità a lungo termine. Anch’io sono votato a guardare al prossimo decennio, non solo al prossimo anno».

Il Gateway e le altre infrastrutture

«Il Gateway, ferroviario», che dovrebbe facilitare l’accesso al porto, «è un’opera necessaria». Nell’affermare questo, Morelli fa un parallelismo col porto di Genova, altro porto «ascellare», insieme a quello di Trieste. «Un porto – dice anzitutto – è una realtà complessa e per questo c’è bisogno di capire quali siano le vocazioni per il suo sviluppo».
Non si può per tale prescindere dal discorso sulla statale 106, sull’alta velocità o sul Ponte che collegherebbe la Calabria alla Sicilia. «Il Gateway è, in tal senso, uno dei temi cruciali». Motivo per il quale, la Lega (suo partito) aveva presentato un’interrogazione parlamentare «per sostenere il porto». «Intendiamo sollecitare il governo nell’impegno assunto, per tenere alta l’attenzione su quest’opera secondaria in un porto, ma fondamentale». E aggiunge: «Siamo all’opposto rispetto a Genova che è meglio collegato, ma ha necessità più impellenti per quanto riguarda la profondità. Qui c’è difficoltà per il trasporto dei container col resto paese».

Recovery Fund

«Il Recovery – dice il viceministro – è un momento storico cruciale per la gestione di finanziamenti importanti. Proprio per la valenza di interessi nazionali ritengo che il lavoro dovrà essere di coesione verso un obiettivo locale e internazionale». Il porto di Gioia Tauro rappresenta dunque una delle priorità progettuali. «C’è una progettualità di lungo termine e specifiche norme per il Sud. I soldi per il Sud ci sono. E non bisogna ragionare con la logica che vengono tolti a qualcuno per darli al Sud: sono soldi per l’Italia».

Criminalità e repressione

Durante le prime tappe di questa visita e ancor prima grazie alla sua attività all’interno del governo, il viceministro sostiene di aver «imparato che la volontà dei calabresi perbene è quella di lavorare. Testimonianza ne sono le aziende di quanti in questa terra continuano ad impegnarsi». Una visione che spesso viene affievolita rispetto a quella di una terra vittima della criminalità diffusa. In tal senso, il porto di Gioia Tauro, spesso è lo specchio di queste cronache. L’infrastruttura viene accostata il più delle volte ai sequestri di grossi quantitativi di stupefacenti provenienti da diverse parti del mondo. «Va evidenziato – sottolinea Morelli – il grandissimo lavoro delle forze dell’ordine che hanno intensificato in tal senso le verifiche dei beni in entrata. Numeri impressionanti che vanno rilanciati per sottolineare il lavoro fatto». Per quanto il porto sia dunque riferimento per molte situazioni illecite, «molte delle quali vengono intercettate», è necessario che l’attenzione posta «sul tema illegalità faccia il paio con l’’attenzione sul tema del controllo e della repressione».

Un’opportunità per i calabresi

«Il porto – conclude il viceministro – logicamente è e sarà una grande opportunità di lavoro per zone in difficoltà». La Calabria in tal senso sconta «non solo le difficoltà indotte dal Covid, ma ataviche dal punto di vista della mancanza di lavoro».
L’infrastruttura aspira quindi a diventare una «fonte di attrazione positiva: tutto si muove su domanda ed offerta». «Tante persone saranno operative sul porto così da evitare che possano indirizzarsi su cattive strade o ad emigrare in altre terre». Il viaggio calabrese del viceministro si concluderà nel pomeriggio di venerdì a Lamezia Terme.

Spirlì: «Il porto di Gioia Tauro fa già parte del Recovery»

A margine dell’incontro, il presidente facente funzioni Nino Spirlì chiarisce l’iter sui progetti che dovrebbero entrare a far parte del Recovery Fund. «Il governo – dice – solo nelle ultime ore ha aperto un dialogo con le Regioni. Pensavamo che potesse esserci accentramento delle competenze mentre invece ha chiarito che segnerà dei macro-temi all’interno dei quali le Regioni presenteranno le proposte». Anche per questo è più intensa l’attività della conferenza Stato-Regioni nell’ultimo periodo. «Credo che il 21 e il 23 concluderemo il giro degli incontri con i ministri proprio per poterci garantire un panorama concreto di confronto col governo e capire quali progetti potranno essere presi in considerazione per entrare nel Recovery». In questo senso, «il porto di Gioia Tauro fa già parte del Recovery. È una notizia che il ministro Giovannini mi ha dato di persona circa 6 giorni fa, quando sono stato a Roma per parlare del porto. Credo che l’opera madre o padre di tutte le infrastrutture calabresi sia proprio il porto di Gioia Tauro». (f.d.)

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