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Manifestazione “pro-dad” a Corigliano Rossano. «Al diritto all’istruzione anteponiamo quello alla salute»

Sit in di qualche centinaio di genitori a favore della didattica a distanza. «Troppi rischi, siamo ostaggio di 20 mamme che ricorrono al Tar»

Pubblicato il: 18/04/2021 – 19:16
Manifestazione “pro-dad” a Corigliano Rossano. «Al diritto all’istruzione anteponiamo quello alla salute»

CORIGLIANO ROSSANO «Al diritto all’istruzione anteponiamo il diritto alla salute». È stato questo lo slogan manifestato a più riprese nel corso di un sit-in di protesta organizzato dai genitori “pro-dad”, oggi pomeriggio, a Corigliano Rossano. Alcune centinaia di madri e padri si sono ritrovati in piazza Bernardino Le Fosse per chiedere «democraticamente» la didattica a distanza o integrata per gli alunni delle elementari e fino alla prima media, che rientrano nella fascia degli studenti in presenza. Ed invece sta accadendo che molte famiglie, nonostante le scuole siano aperte, preferiscano tenere i figli a casa.
«La scuola non è luogo di contagio ma siamo noi a introdurre il virus a scuola – dice una mamma – per questo anteponiamo il diritto alla salute e poi quello all’istruzione. I rischi sono troppi, troppi i contagi a Corigliano Rossano e le strutture sanitarie sono sature».
«Chiediamo la didattica integrata. Ci hanno tolto la dad, pochi hanno scelto e molti hanno pagato il prezzo – aggiunge un’altra mamma riferendosi ai ricorsi al Tar dei genitori a favore della didattica in presenza –. Siamo qui per chiedere che la didattica a distanza sia ripristinata».
«La scuola è sicura se nessuno la frequenta – è il commento di un altro genitore – e la dad ci offre la possibilità di far studiare i nostri figli restando a casa e tutelando la loro e la nostra salute. Chiederemo questo metodo di frequenza scolastica fin quando la curva pandemica a Corigliano Rossano non calerà».
Un’altra mamma racconta del figlio che frequenta la terza media ed è «parcheggiato da una settimana sul divano. Siamo delusi dalle istituzioni, a tutti i livelli. Il presidente Draghi può aprire dove vuole ma non in Calabria, non a Corigliano Rossano, con le strutture sanitarie al collasso. Non possiamo rimanere ostaggio di 20 mamme che ricorrono al Tar»
Sul palco naturale di piazza Le Fosse, una delle mamme organizzatrici riferisce i motivi della protesta, dai contagi elevati in città alla precaria risposta sanitaria. «Abbiamo parlato con il sindaco, lo ringraziamo perché aveva chiuso le scuole, poi riaperte dal Tar. Siamo stanchi e disorientati da questo balletto apri-chiudi in pochi giorni. Non possiamo più pensare in modo singolo, ma dobbiamo imparare a farlo di comunità se vogliamo uscire da questa situazione. Ieri i sindaci hanno manifestato a Cosenza ma hanno sbagliato indirizzo: sarebbero dovuti andare a Roma a consegnare le fasce tricolori a Draghi. In Calabria sono stati chiusi 18 ospedali ed ora ci stanno costringendo a dover scegliere fra il diritto alla salute e quello all’istruzione, noi siamo qui perché abbiamo scelto l’istruzione». (lu.la.)

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