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L’INTERVENTO

Ex ospedale di Cariati, l’apertura di Longo. I comitati: «Subito la modifica del decreto 64»

Il commissario apre all’inserimento della struttura nel piano sanitario 2022-2024. «Primo segnale dopo 11 anni. Non possiamo più aspettare»

Pubblicato il: 27/04/2021 – 7:41
Ex ospedale di Cariati, l’apertura di Longo. I comitati: «Subito la modifica del decreto 64»

CARIATI «Dopo 11 anni un primo segnale in direzione dei cittadini». A riportarlo in una nota sono i comitati dell’ex ospedale Vittorio Cosentino di Cariati, chiuso in seguito al piano di rientro dello scorso 2010. L’affermazione arriva dopo le riflessioni del commissario “ad acta” Guido Longo durante il consiglio regionale dello scorso 26 aprile.
La struttura è stata occupata mesi fa su impulso del movimento Le lampare basso ionio cosentino. Il presidio popolare permanente è evoluto in una serie di comitati (o è andato a rinfoltire le fila di quelli già esistenti) che chiedono a gran voce la riapertura dell’ospedale in una zona di Calabria totalmente carente di strutture sanitarie. Basti pensare che alcuni paesi costieri, e soprattutto dell’entroterra Presilano, scontano un tempo di percorrenza maggiore di un’ora per raggiungere il primo pronto soccorso utile. Motivo per il quale, gli stessi comitati, avevano respinto fermamente il dca che disponeva la riconversione in Casa della salute. «Bisogna rivedere tutto il piano delle Case della salute perché così non significano niente». Dice ora Longo, sollecitato da diversi consiglieri regionali a discutere del Vittorio Cosentino.
«O le trasformiamo in presidi sanitari o vanno chiusi e non è possibile. – continua – Lo includeremo nel piano sanitario 2022-2024. Non voglio più sentire parlare di ospedali chiusi. Il decreto 64 del 2016 va modificato, è ovvio».

«È l’inizio di un ragionamento sensato»

I comitati durante l’occupazione dei binari della ferrovia di Cariati

Dopo gli appelli spesso parsi vani perché inevasi, i comitati non si sbilanciano, ma intravedono un barlume di speranza dopo tantissimo tempo. «Queste parole – scrivono nella nota a commento dell’intervento del commissario – possono rappresentare l’inizio di un ragionamento sensato su un territorio abbandonato da troppo tempo».

«Subito modifica del decreto 64»

«Ora – incalzano i comitati – bisogna chiedere l’immediata modifica del Decreto 64. L’Ospedale per una zona altamente disagiata, l’Ospedale per un intero territorio. Non c’è tempo da perdere e non c’è nulla che impedisca a Longo l’immediata modifica del decreto 64 che sarebbe fondamentale anche come segnale verso le comunità di questi luoghi in estrema difficoltà».
«Per quanto riguarda le cittadine e i cittadini in mobilitazione sul territorio e che dal 19 novembre hanno acceso un faro in mezzo al buio e al silenzio che caratterizzano particolarmente questi luoghi della Calabria, non ci sentiremo soddisfatti fino a quando la struttura, in ottime condizioni, allocata a Cariati non verrà inserita nella rete sanitaria regionale per acuti “nero su bianco”».
Tuttavia, aggiungono che i tempi prospettati per l’intervento appaiono, allo stato, troppo lunghi: «Ci opponiamo con fermezza», si legge. «Il territorio ha bisogno di atti immediatamente risolutivi» che, dati alla mano, la struttura di Cariati consentirebbe. «Per ora registriamo finalmente solo qualche “buon proposito” di programmazione del futuro e non quella metodologia auspicabile in una situazione così disastrosa.

L’intervento dovrà essere immediato

«Lo dicevamo ieri, lo diciamo oggi e, purtroppo, ci ritroveremo, come cittadini in lotta, a dirlo anche domani: non c’è tempo».
L’attesa è durata troppo, ed ha mietuto vittime, non soltanto legate all’emergenza Covid. «Per quanto riguarda Cariati, dopo undici anni, un reale segnale in controtendenza e in direzione della richiesta dei cittadini si è finalmente verificato. È un impegno da cui ripartire e con cui incalzare da oggi in avanti commissario, governo e classe politica per accelerare i tempi e concretizzare. Un risultato, quello di oggi, raggiunto con la lotta ma che non può bastare in una terra che ha bisogno di interventi immediati e che deve avere uno scatto di orgoglio».
E concludono: «Rinnoviamo a tutti, società civile e classe dirigente, l’invito ad aumentare l’impegno nei confronti della battaglia per la sanità pubblica nel territorio di Cariati.
È un diritto di un intero territorio, è un diritto per un’intera regione! Andiamo Avanti, perché la lotta paga sempre ed è l’unica strada sicura per poter vincere e per poter continuare a guardare l’orizzonte a testa alta». (f.d.)

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