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Il caso

Cariati, Pfizer somministrato ad una cinquantina di 18enni

Il direttore sanitario dell’Asp, Rizzo: «La faccenda finirà in Procura». Graziano: «Non ne sapevo nulla». Una certificazione finisce sui social

Pubblicato il: 28/04/2021 – 12:55
di Luca Latella
Cariati, Pfizer somministrato ad una cinquantina di 18enni

CARIATI La cosa ha davvero dell’inverosimile. Domenica scorsa nel corso di una sorta di open day tutt’altro che pubblicizzato, una cinquantina di studenti maturandi – pressoché diciottenni – è stato sottoposto a vaccino Pfizer.

Open day “certificato” su Facebook

L’open day è stato “certificato” dagli stessi ragazzi. Qualcuno ha candidamente postato su Facebook l’attestazione ottenuta dopo aver ricevuto una dose di Pfizer, preziosissimo vaccino per il quale sono in attesa migliaia di persone rientranti fra le categorie aventi diritto come ultra ottantenni, settantenni, sessantenni e fragili.
I ragazzi pare siano stato raggiunti da un messaggio WhatsApp, questa è la voce insistente che circola a Cariati, dopo aver compilato un questionario di adesione.

Rizzo: «La faccenda finirà in Procura»

«Non ne sapevo nulla – risponde il direttore sanitario dell’Asp di Cosenza, Martino Rizzo, interpellato sulla questione – ed ho sempre detto che chi sbaglia, paga. Ogni settimana inviamo ai responsabili dei distretti sanitari le “raccomandazioni” sulle categorie da vaccinare imposte dall’ufficio del commissario nazionale all’emergenza Covid e fra queste non rientrano di certo i maturandi o i 18enni. Invierò tutto in Procura. Gli open day non sono organizzati per vaccinare tutti indistintamente, ma per accelerare sui tempi per le categorie aventi diritto».
Anche il direttore del distretto sanitario, Antonello Graziano, è all’oscuro. «Onestamente non saprei cos’è successo. Immagino si sia trattato di un’iniziativa del tutto non autorizzata fra qualche operatore e una preside di un istituto superiore di Cariati. Mandiamo costantemente indicazioni ai responsabili dei centri vaccinali sulla base delle disposizioni del generale Figliolo, impensabile che accada una cosa del genere».

“Liberi tutti”?

Anche con i vaccini AstraZeneca voci fondate riferiscono che vi sia un “liberi tutti”, oltre la lista dei cosiddetti “panchinari”, coloro che si presentano al centro vaccinale per approfittare delle dosi rifiutate. Il problema è quando partono “messaggini” interessati e diretti alle categorie non aventi diritto, come pare stia accadendo. Sarà. Di certo, per come preannunciato dal direttore sanitario dell’Asp di Cosenza, la faccenda avrà le sue ripercussioni, oltre che finire in Procura. (l.latella@corrierecal.it)

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