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‘Ndrangheta in Emilia, sequestrati beni per oltre 1 milione e Carmine Bramante

L’imprenditore è originario di Crotone. Il provvedimento riguarda 9 immobili e terreni ma anche ditte operanti nell’edilizia, auto e conti correnti

Pubblicato il: 20/05/2021 – 16:13
‘Ndrangheta in Emilia, sequestrati beni per oltre 1 milione e Carmine Bramante

REGGIO EMILIA È Carmine Bramante il 43enne imprenditore edile – originario di Crotone, ma residente da anni a Montecchio Emilia, nel Reggiano – nei confronti del quale è stato disposta una misura di prevenzione patrimoniale su proposta (non si tratta di un’operazione di polizia giudiziaria però, anche se potrebbe sfociare in questo se la locale Procura lo ritenesse opportuno) del questore di Reggio Emilia, Giuseppe Ferrari, accolta dalla specifica sezione del tribunale di Bologna (QUI LA NOTIZIA).

Il sequestro

Un sequestro di oltre un milione di euro tra 9 immobili (ubicati sempre nel Reggiano) e terreni annessi ai quali sono stati posti i sigilli, ma anche ditte operanti nell’edilizia, auto (non di lusso, per tenere un basso profilo) e conti correnti (tra cui uno da 120.000 euro). Beni – intestati fittiziamente – che secondo gli inquirenti sono riconducibili alla cosca emiliana di ‘Ndrangheta. Bramante ha patteggiato una condanna di un anno e mezzo per intestazioni fittizie (attualmente in stato di libertà), aggravate dal metodo mafioso, nel processo ‘Aemilia’ contro il sodalizio di matrice calabrese della criminalità organizzata.

Libra

L’operazione – denominata ‘Libra’ – è scattata all’alba di stamattina in cinque diverse località della provincia reggiana una trentina tra agenti di polizia della Divisione Anticrimine e militari della Guardia di Finanza i quali hanno indagato proprio partendo dal noto filone giudiziario contro la ‘consorteria’, analizzando le frequentazioni e le relazioni di Bramante ricostruendo ben 22 anni di ‘vita fiscale’ tra transazioni bancarie, redditi percepiti dalle attività lecite, intraprese dallo stesso e dal suo nucleo familiare, che però non sarebbero sufficienti a giustificare tenore di vita e proprietà acquisite. Inoltre è emerso che avrebbe alienato, a compiacenti prestanome (sui quali sono in corso ulteriori indagini) un appartamento attraverso un atto di compravendita la cui causa giuridica è
ritenuta solo surrettizia.

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