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«Investire e non licenziare o sarà bomba sociale»

Il segretario generale della Cisl: «Liberalizzare i subappalti significa sacrificare qualità e tutela del lavoro, salute e sicurezza»

Pubblicato il: 23/05/2021 – 12:45
«Investire e non licenziare o sarà bomba sociale»

ROMA «Investire e non licenziare o sarà una bomba sociale». Così il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra su ‘Il Mattino’: «Liberalizzare i subappalti significa
sacrificare qualità e tutela del lavoro, salute e sicurezza e soprattutto in alcune aree del paese aprire le porte ai poteri criminali che si vogliono infiltrare per gestire pezzi dell’economia. Così come è profondamente sbagliata la pratica del massimo ribasso e di stazioni appaltanti incapaci di assolvere al loro ruolo. Noi vogliamo discutere anche di questo con il Governo».
Il leader della Cisl critica il Governo sul decreto sostegni bis: «Il pacchetto lavoro contenuto nel decreto sostegni contiene sicuramente misure necessarie, come il rafforzamento dei contratti di espansione e solidarietà, il rifinanziamento del reddito di emergenza e gli incentivi per far rientrare in azienda i lavoratori cassintegrati. Ma il blocco dei licenziamenti va prolungato per tutti almeno fino alla fine di ottobre. Senza la riforma degli ammortizzatori, l’avvio delle politiche attive ed un piano di investimenti la situazione potrebbe diventare drammatica. Dobbiamo evitare questa bomba sociale». Sul Pnrr Sbarra pensa che preoccupa la mancanza di un vero coinvolgimento delle parti sociali per una valutazione sui contenuti, nei progetti di dettaglio, su come monitorare le procedure, i tempi, la qualità della spesa, il rispetto dei contratti, le norme su trasparenza e legalità e soprattutto le ricadute occupazionali dei tanti progetti per giovani e donne.
«Per questo noi insistiamo con l’idea di un patto, di una condivisione sulle riforme economiche e sociali da affiancare al piano – conclude – questo è il momento giusto. Ci sono tutte le condizioni politiche e sociali per una grande stagione di riforme nel segno di una rinnovata fase di concertazione. Lo abbiamo fatto con gli accordi cornice sull’innovazione nella Pubblica Amministrazione e qualche giorno fa anche sulla scuola. Ma bisogna fare di più. Non comprendiamo le titubanze ed i ritardi del governo»

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