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Ippolito: «Chi viene a Cirò non vuol vedere i vigneti sovrastati dalle pale eoliche»

Il rappresentante delle storiche cantine ospite al talk in onda su L’altro Corriere Tv racconta la sollevazione contro il progetto

Pubblicato il: 27/05/2021 – 16:44
Ippolito: «Chi viene a Cirò non vuol vedere i vigneti sovrastati dalle pale eoliche»

LAMEZIA TERME «Possiamo dire di aver vinto la prima battaglia che dovrà portare alla reale tutela di un territorio di pregio della Calabria». Quella delle “Cantine Ippolito” è una storia che dura dal 1845 e a farsi portavoce di questa realtà è oggi Paolo Ippolito, tra le altre, anche ambasciatore della “Città del vino”. Proprio quel vino che della città di Cirò Marina, come proiezione in piccolo dell’intera regione, è uno dei principali veicoli di promozione territoriale.
Ospite del talk 20.20, condotto da Danilo Monteleone e Ugo Floro, in onda su L’altro Corriere Tv e in streaming sul canale 211 del digitale terrestre, Ippolito ha parlato però di un argomento speculare rispetto alla preservazione delle eccellenze vitivinicole del Crotonese.
Notizia dell’ultimo periodo era stata infatti quella del progetto di un imponente parco eolico composto da quattro pale dell’altezza di 200 metri e di diametro di 180 metri ciascuna, che avrebbero dovuto sovrastare, su autorizzazione del Comune, il territorio dei vini provocando non pochi disagi. Anche per questo, i produttori si sono fin da subito sollevati contro l’iniziativa che è stata, almeno per il momento, bloccata.
«Questo parco – ha spiegato Ippolito – dovrebbe sorgere in quello che è il cuore dell’enologia calabrese. Cirò Marina è conosciuta nel mondo per la sua storia, in quanto lavoriamo la vite fin dal quarto secolo avanti Cristo».
La notizia che sarebbe dovuto sorgere un parco eolico proprio in quella zona è stata appresa in maniera fortuita. «Il progetto risale ai primi 2000 ed era stato approvato dal Comune. Poi non si è realizzato e siamo giunti ad oggi. Negli anni abbiamo sviluppato una maggiore sensibilità e consapevolezza sul tema ambientale, che ci ha portato ad opporci anche se già nel 2007 mi venne chiesto di installare un mini-eolico nelle mie tenute e rifiutai».  
«Al di là della necessità di tenere integro un ecosistema, – aggiunge – c’è anche un aspetto funzionale: installare queste pale signfica mutare le strade, la morfologia del territorio, il fluire dell’acqua. Per questo abbiamo assunto una posizione forte nei confronti di quest’opera che non si deve fare». La zona è quella di “Punta Alice” nel territorio citorano, «un ecosistema a sé». La produzione vinicola permette oggi «l’occupazione di oltre 3mila persone a l’attività di 50 cantine. Stiamo andando a fare una cosa fortemente impattante su un territorio senza averne la necessità». La preservazione dell’integrità del paesaggio, infatti, ha ricadute anche dal punto di vista turistico-economico. «In territori come il Salento si è lavorato bene dal punto di vista turistico. A Cirò Marina la gente non viene per vedere i vigneti sovrastati dalle pale eoliche».
Anche per questo la politica ha risposto prontamente: «La Regione ha subito dato parere favorevole a bloccare il progetto su istanza del consigliere Irto. Il giorno successivo, Margherita Corrado ha presentato istanza al senato e l’assessore Ultimo si è dimostrato particolarmente sensibile al tema».
L’opposizione non è, come ovvio, legata all’energia rinnovabile offerta dall’impianto, ma al rapporto costi-benefici dell’istallazione. «Abbiamo già un surplus energetico e non vedo una ricaduta sociale tale da giustificare questo lavoro». Oltre all’aspetto emozionale e funzionale, c’è poi anche quello giuridico: benché la società abbia ottenuto la possibilità di costruire già nel 2003, nel frattempo sono decorsi i tempi dettati dall’iniziale progetto. Il tema è divenuto oggetto di un contenzioso giuridico. «C’è in tal senso la responsabilità anche della popolazione e della classe imprenditoriale dell’epoca. Noi dobbiamo autodeterminarci e il fatto che questa sollevazione non ci sia stata vent’anni fa ma c’è oggi è emblematico».

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