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Processo Gotha, Libera: «Aggredite le regole a fondamento della convivenza civile»

Iniziate le discussioni della difesa e di parte civile. L’avvocato Enza Rando: «Già nel 1998 don Ciotti definì la ‘ndrangheta la più potente al mondo»

Pubblicato il: 27/05/2021 – 14:12
Processo Gotha, Libera: «Aggredite le regole a fondamento della convivenza civile»

REGGIO CALABRIA Dopo le richieste di condanna avanzate ieri dalla pubblica accusa, al termine della requisitoria, prosegue il processo “Gotha”. Per questioni organizzative, il collegio presieduto dal giudice Silvia Capone dispone la celebrazione dell’udienza odierna al Cedir anziché all’Aula Bunker di Viale Calabria. Oggetto della trattazione sono le richieste delle parti civili e l’inizio delle arringhe degli avvocati difensori che dovrebbero proseguire fino al prossimo 18 giugno. Presente in aula anche l’avvocato ed ex parlamentare Psdi Paolo Romeo. Per lui la procura ha chiesto la pena più altra rispetto agli altri imputati, computandola in 28 anni di detenzione. L’accusa a lui rivolta è quella di essere uno dei soggetti che abitano il “sopramondo” della ‘ndrangheta, quella componente “invisibile” che detta regole e strategie a tutti i livelli dell’associazione.
Le discussioni si sono aperte con le arringhe degli avvocati Armando Veneto e Femio difensori di Teresa Munari (per la quale la procura ha chiesto l’assoluzione) e dell’avvocato Canale per Marcello Cammera, per il quale è stata chiesta una condanna a 16 anni. Prima di loro, si sono avvicendati gli avvocati di parte civile tra cui Zampano per Cvx, Franconeri per la Camera del lavoro di Reggio Calabria ed Enza Rando per l’associazione Libera.

«Condotte ai danni di imprenditori, giovani e società civile»

«Già nel 1998, in occasione della giornata della “memoria e dell’impegno nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie”, don Luigi Ciotti definì la ‘ndrangheta come la più temibile organizzazione su scala mondiale» complice anche la capacità di accumulare ricchezze attraverso il narcotraffico e altri tipi di dinamiche divenuti col tempo sempre più sofisticate. Lo ricorda, oltre vent’anni dopo, Enza Rando in occasione della discussione di parte civile davanti alla Corte del processo “Gotha”. «I riscontri processuali raccolti – dice l’avvocato di Libera – permettono di svelare un vero e proprio “sistema di potere”, un’organizzazione ‘ndranghetista finalizzata ad esercitare un controllo pervasivo del territorio nazionale, internazionale e in particolare a Reggio Calabria, insidiandosi in maniera capillare nella gestione di situazioni di crisi e di fragilità economica, ma anche di crisi etica».
Sono diversi, anche in Calabria, i processi nei quali l’associazione è costituita parte civile per rimarcare quel concetto di “corresponsabilità” della società civile che deve considerarsi interamente parte offesa rispetto alle attività della criminalità organizzata.
Il processo istruito dalla Dda reggina, somma di diversi altri procedimenti avvicendatisi negli anni, è in qualche modo la quintessenza di questo concetto. Secondo quanto emerso nel corso del dibattimento, dice Rando: «La ‘ndrangheta non solo ha aggredito le più comuni regole poste a fondamento della convivenza civile, ma ha altresì inquinato il buon andamento e l’imparzialità della pubblica amministrazione e la libertà di iniziativa economica privata». Elementi che secondo la difesa certificano le voci di danno alla base della richiesta di Libera, in qualità di parte civile. L’istruttoria dibattimentale avrebbe di fatto dimostrato «la pervasività del fenomeno ‘ndranghetista nei settori più disparati della vita pubblica, giungendo financo a disvelare i legami della consorteria con la massoneria deviata e con figure apicali delle Istituzioni».
La ‘ndrangheta si sarebbe così evoluta, sdoppiando in uno la sua essenza tra il “visibile” e l’”invisibile” ed esercitando una morsa sociale sempre più stringente. «In una terra già martoriata dalla ‘ndrangheta – aggiunge Rando – tale fenomeno criminale ha rotto ancor di più il patto di fiducia tra cittadini e Istituzioni, poiché ha consentito a soggetti criminali di rapinare risorse, accumulare potere e negare diritti».
In relazione al prospetto accusatorio di “Gotha”, Libera, come parte civile, chiede il risarcimento del danno in relazione alle condotte che l’associazione a delinquere ha posto nei confronti degli imprenditori, attentando alla libertà di iniziativa economica privata, ma anche per i danni arrecati ai più giovani e dalla società civile nel suo insieme «che quotidianamente continua a seminare speranza, costruendo progetti di affermazione della cultura della legalità e sostenendo la credibilità delle Istituzioni».
«Dal rapporto “LiberaIdee”, guardando alle motivazioni individuali che spingono un individuo ad aderire alla criminalità organizzata – dice Rando – prevale l’idea che l’affiliazione mafiosa sia legata alla possibilità di ottenere guadagni facili». Percezione più evidente in Calabria. Questa tendenza si traduce nel controllo del territorio «rafforzato dagli odierni imputati».
L’associazione avanza quindi una richiesta di liquidazione del danno in sede civile pari a 300mila euro e 50mila euro di provvisionale. «Le somme richieste – sottolinea l’avvocato – saranno eventualmente devolute: per il progetto “Liberi di scegliere” (frutto di un protocollo firmato dall’associazione con tribunale dei minori di Reggio, ndr), per un progetto destinato alle scuole della città di Reggio Calabria e alle Università». (f.d.)

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