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la requisitoria

Processo Gotha, chieste condanne per oltre 250 anni

Pena più alta (28 anni) invocata per l’avvocato Paolo Romeo. Invocati 20 anni per l’ex parlamentare Caridi e l’ex sottosegretario regionale Sarra. Bombardieri: «Non c’è più spazio per chi vuole app…

Pubblicato il: 26/05/2021 – 17:59
di Francesco Donnici
Processo Gotha, chieste condanne per oltre 250 anni

REGGIO CALABRIA Sono in tutto 19 le richieste di condanna avanzate dal procuratore capo di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, nel rito ordinario del processo “Gotha”. Oltre 250 è la somma complessiva degli anni invocati dalla procura reggina.
La condanna più pesante, pari a 28 anni di reclusione, è stata chiesta per Paolo Romeo, avvocato ed ex parlamentare Psdi, ritenuto la «mente pensante» della «componente riservata della ‘ndrangheta». Pene pesanti invocate anche per l’ex senatore Antonio Caridi e l’ex sottosegretario regionale Alberto Sarra (20 anni a testa) che nell’organigramma dell’accusa sono considerati soggetti strumentali, benché integrati nel vertice criminale che si era posto come obiettivo quello di controllare le istituzioni per fare incetta dei fondi pubblici che sarebbero piovuti sul Comune e sulla Provincia di Reggio Calabria.
Nelle 13 udienza della requisitoria portata avanti dalla pubblica accusa rappresentata da Giuseppe Lombardo, Stefano Musolino, Giulia Pantano, Walter Ignazitto e Sara Amerio, è stato definito il volto di una ‘ndrangheta integrata nelle istituzioni. Temi che saranno al vaglio della Corte presieduta dal giudice Silvia Capone, che ha fissato la camera di consiglio per metà luglio.
«Dall’essere percepita come contropotere rispetto a quello nelle istituzioni – ha detto il procuratore – la ‘ndrangheta è diventata essa stessa istituzione. Da sempre ha individuato relazioni funzionali a svolgere il ruolo di compartecipe nella gestione politica, sociale ed economica della città. Nel farlo ha spesso mutato le apparenze fino a ricorrere a quelle forme massoniche deviate che meglio si prestavano ad occultare le relazioni personali e assumendo un ruolo baricentrico» nello scacchiere socio-istituzionale.
Anche per questo, l’Ufficio distrettuale reggino si è posto l’obiettivo di una «ricostruzione complessiva del fenomeno, anche storica. Al di là delle apparenze». Nel farlo, la procura è partita dai “soggetti riservati” che «mantenevano un ruolo di rispettabilità sociale tale da rendere altamente invisibile la loro identità mafiosa».
Si è trattato di un gioco delle parti permesso anche da un  «palcoscenico in cui molti sapevano, ma facevano finta di non sapere». Un sistema che aveva portato alla compenetrazione nelle società miste, dell’ambito sanitario e che garantiva gestione e controllo di dinamiche economiche e sociali grazie all’apporto di amministratori corrotti e imprenditori.
«Abbiamo dimostrato, attraverso specifiche vicende, la capacità dell’associazione di relazionarsi con soggetti istituzionali» e questo processo è stato man mano apripista di un cambiamento sociale tradotto nell’aumento del numero dei collaboratori di giustizia e di sempre più imprenditori che decidono di rompere il muro dell’omertà.
 «Nella ricostruzione accusatoria offerta nel corso del dibattimento non si trattava solo di descrivere la cornice in cui operavano, ma la capacità dei componenti riservati di operare in uno con la componente visibile della criminalità». La politica era il biglietto d’accesso per le istituzioni e i processi democratici venivano contaminati attraverso «lo spostamento di pacchetti di voti».
«Tutti i processi sono importanti. – chiosa Bombardieri – I processi penali incidono sulla qualità della vita delle persone. I giudici saranno chiamati a decidere. Ruolo non semplice. Ma il messaggio lanciato con questo processo è chiaro: far comprendere che oggi non c’è più spazio per gente che si vuole appropriare del futuro dei nostri figli».

Le richieste (rito ordinario)

  1. Amodeo Vincenzo assoluzione
  2. Aricò Domenico assoluzione
  3. Barbieri Vincenzo Carmine 6 anni
  4. Cammera Marcello 16 anni
  5. Canale Amedeo assoluzione
  6. Cara Demetrio assoluzione
  7. Caridi Antonio Stefano 20 anni
  8. Cartisano Carmelo Giuseppe 16 anni
  9. Chirico Francesco 22 anni
  10. Chirico Giuseppe 23 anni
  11. Delfino Alessandro 9 anni
  12. Genoese Zerbi Saverio DECEDUTO
  13. Gioè Salvatore 17 anni
  14. Giustra Paolo 2 anni
  15. Iero Giuseppe 10 anni
  16. Marra Antonio 16 anni
  17. Marra Cutrupi Maria Angela assoluzione
  18. Minniti Angela 3 anni e 8 mesi
  19. Munari Teresa assoluzione
  20. Nucera Domenico assoluzione
  21. Pietropaolo Domenico assoluzione
  22. Pontari Giovanni assoluzione
  23. Raffa Giuseppe 7 anni
  24. Richichi Giuseppe Rocco Giovanni 7 anni e 6 mesi
  25. Remo Giovanni Carlo 8 anni
  26. Romeo Paolo 28 anni
  27. Sarra Alberto 20 anni
  28. Scordo Andrea assoluzione
  29. Strangio Giuseppe 13 anni
  30. Zoccali Rocco assoluzione
  31. Zumbo Giovanni 7 anni e 6 mesi
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