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I contatti tra il parlamentare d’Ippolito e l’architetto vicino ai clan di Lamezia prima delle Politiche 2018

Il professionista contatta il candidato del M5S e lo incontra assieme a un imprenditore ora indagato nell’inchiesta Alibante per offrirgli sostegno elettorale a Nocera Terinese. Le intercettazioni …

Pubblicato il: 09/06/2021 – 6:49
di Pablo Petrasso
I contatti tra il parlamentare d’Ippolito e l’architetto vicino ai clan di Lamezia prima delle Politiche 2018

LAMEZIA TERME Per i pm della Dda di Catanzaro, Vincenzo Dattilo e Rosario Aragona hanno entrambi relazioni “pericolose” con la cosca Bagalà. Il primo, architetto, avrebbe partecipato agli affari del clan «con consapevolezza di scopi» e avrebbe «già rivestito in passato analoghi “compiti” in seno a consorterie mafiose lametine e intrattenuto rapporti con esponenti appartenenti alla criminalità organizzata calabrese e siciliana». Aragona, invece, è considerato uno degli imprenditori di riferimento del sodalizio e sarebbe stato eletto consigliere comunale di Nocera Terinese «anche grazie all’appoggio elettorale fornito dalla cosca» alla lista Unità popolare nocerese. Un soggetto «a disposizione del boss Carmelo Bagalà», con il quale vanterebbe «un rapporto privilegiato e duraturo nel tempo». 

I rapporti di Dattilo con i clan di Lamezia

Dattilo è una delle figure chiave dell’inchiesta Alibante – che ha illuminato il quadro delle infiltrazioni mafiose nel medio Tirreno catanzarese, soprattutto tra Nocera Terinese e Falerna. L’architetto è descritto dai pentiti come un professionista in stretti rapporti con le ‘ndrine di Lamezia fin dagli anni 90. Il collaboratore di giustizia Giuseppe Giampà ricorda che «aveva rapporti con mio padre Francesco, prima che lo stesso venisse arrestato e frequentava anche membri della consorteria dei Cerra-Torcasio di Capizzaglie». In quella famiglia, Dattilo sarebbe stato «di casa». Anche il pentito Giuseppe Angiotti ha parlato del professionista. E, nelle valutazioni del gip, le «dichiarazioni hanno trovato riscontro in corso di indagine». «I qualificati rapporti “professionali” e criminali dell’indagato con le consorterie lametina – segnala ancora il giudice per le indagini preliminari – sono emersi in recenti e importanti operazioni antimafia (Perseo e Crisalide)». In queste inchieste Dattilo, «sebbene non raggiunto da provvedimenti giudiziari si segnalava quale professionista di riferimento per le principali cosche cittadine Giampà e Cerra-Torcasio-Gualtieri». 

Le Politiche 2018 e il contatto con d’Ippolito

Da alcune intercettazioni confluite nell’informativa finale dell’inchiesta Alibante emergono gli interessi di Dattilo per la politica. Interessi che si intrecciano con quelli di Rosario Aragona e si concentrano sulle politiche del 2018. Dalle captazioni, sintetizzano gli investigatori, «emergeva che il candidato Giuseppe d’Ippolito, a Nocera Terinese, tramite il suddetto Dattilo, otteneva il sostegno elettorale» dello stesso Aragona a Nocera Terinese. D’Ippolito, deputato del M5S, non è indagato ed è tra i parlamentari che più spesso sono intervenuti, negli ultimi anni, per chiedere controlli rigorosi sulle infiltrazioni mafiose. È attraverso una sua parente che Dattilo riesce a stabilire un contatto con l’avvocato lametino – all’epoca un semplice candidato – per proporgli, a suo dire, un sostegno elettorale. Accade tutto a ridosso del voto. Il 3 marzo, un giorno prima delle Politiche che incoronano i Cinquestelle come primo partito del Paese, Aragona chiede all’architetto «di concordare un incontro con Giuseppe d’Ippolito poiché doveva comunicargli, di persona, gli accordi elettorali conclusi a Nocera Terinese per sostenere la sua candidatura». 

L’incontro nello studio dell’avvocato-candidato

Il contatto telefonico tra Dattilo e il futuro parlamentare si concretizza alle 15,58 di quello stesso giorno. «Tra un’oretta dove ti posso trovare?», chiede il professionista. E i due si accordano per incontrarsi nello studio dell’avvocato-candidato. Alle 17,25 Dattilo e Aragona giungono nei pressi del palazzo nel centro storico che ospita l’attività professionale di d’Ippolito. I carabinieri seguono l’arrivo dei due nell’area e li osservano nell’atto di entrare nel portone. Il successivo passaggio riportato nell’informativa è del 5 marzo 2018, quando Aragona, «palesemente compiaciuto», contatta Dattilo «chiedendogli se avesse consultato i dati delle elezioni politiche relative al comune di Nocera Terinese dove d’Ippolito, grazie al suo appoggio elettorale, aveva ottenuto ampio consenso». L’architetto, successivamente, spiega che due suoi congiunti «lo avevano notiziato che il neo onorevole dei 5 Stelle era intenzionato a contattarlo personalmente per ringraziarlo del sostegno elettorale ricevuto». Nell’informativa non ci sono tracce di questa telefonata. Appare soltanto una conversazione tra Dattilo e il proprio cugino, nella quale il professionista che l’antimafia catanzarese ritiene legato alle cosche lametine gioisce per l’elezione dell’avvocato («a Lamezia Terme un deputato c’è, del Movimento Cinquestelle… poi, fanno, non fanno, io l’ho votato») e poi si lascia andare a parole in libertà («è un massone, d’Ippolito si chiama… ma voglio dire… non è quello di Cosenza, è di qua… lui è un fratellino»).

I voti raccolti a Nocera Terinese

Lo stesso Dattilo è «meravigliato» per il consenso elettorale ottenuto dal parlamentare. «Come c… ha fatto a prendere tutti questi voti? – dice – Va bene che ha lavorato bene… come si chiama? Aragona». E che Aragona abbia lavorato bene lo sottolineano anche i carabinieri. «Il dato – segnalano – dimostra come l’avvocato Giuseppe d’Ippolito abbia conseguito il miglior risultato percentuale proprio nel comune di Nocera Terinese, raggiungendo il 53,16% delle preferenze», per un totale di 1.320 voti. Una percentuale «sensibilmente superiore» a quella conseguita a Lamezia Terme, «dove risiede ed esercita la sua attività professionale, e nella provincia di Catanzaro». (p.petrasso@corrierecal.it)

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