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Lucano, dal dialogo con Oliverio e Loiero alla solidarietà a Berlusconi: «La persecuzione non è mai giusta»

L’ex sindaco di Riace, candidato con de Magistris, si dice «pronto al dialogo» e parla di giustizia: «C’è una dimensione umana da rispettare»

Pubblicato il: 10/06/2021 – 10:32
Lucano, dal dialogo con Oliverio e Loiero alla solidarietà a Berlusconi: «La persecuzione non è mai giusta»

RIACE «Le mie disgrazie coincidono con l’avvento di Marco Minniti al ministero dell’Interno, la mia percezione da imputato principale a Locri è che c’è stata una sorta di intelligence che stabilisce che sono pericoloso», «apparati del sistema di questa area progressista» nel quale l’ex ministro dell’Interno calabrese avrebbe avuto «un ruolo centrale».
A rispondere alle domande di Klaus Davi è Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace e pronto a lanciarsi nelle sfida delle Regionali dopo aver scelto di correre (almeno per ora) al fianco dell’ex pm Luigi de Magistris. Nell’intervista rilanciata da “Il Giornale”, Lucano ribadisce un concetto già espresso più volte in questi anni.
E se già hanno fatto parecchio discutere le sue intenzioni di voler “dialogare” con Loiero e Oliverio, i due ex presidenti della Regione Calabria, («verso Mario Oliverio così come Agazio Loiero c’è un rapporto di affetto. Sulla questione che ha fatto volare l’immagine della Calabria intesa come terra di solidarietà e inclusione nel mondo sono stati presenti e partecipi. È un auspicio, una speranza»), Lucano, nel corso del suo intervento, ha parlato anche di Silvio Berlusconi, in riferimento alla condizione di “vittima della giustizia”. «È una condizione – riporta Il Giornale – che non vorrei augurare a nessuno, neanche alla peggiore persona. Nemmeno a Silvio Berlusconi.C’è sempre una dimensione umana che bisogna rispettare. Non è giusta la persecuzione, non è mai una giustificazione. Vale anche per Berlusconi come per qualsiasi altro essere umano».
Al processo in cui è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per il quale il pm ha chiesto 7 anni e 11 mesi di condanna, è stato messo alla sbarra per la gestione di Riace e di quel modello che ha fatto il giro del mondo. Un esperimento ben riuscito, al punto da dar fastidio a chi sull’immigrazione clandestina ci lucra come la criminalità organizzata, insinuando anche un dubbio: «Non escludo – ha detto Lucano – che nel 2018 la ’ndrangheta abbia chiesto alla Rai lo stop alla messa in onda della fiction dedicata a Riace e interpretata da Beppe Fiorello».

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