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Gratteri: «Allarmante la situazione dei Comuni sciolti per mafia» – VIDEO

Il procuratore di Catanzaro polemizza a un vertice in prefettura: «Qui manca un terzo dei sindaci invitati. È gravissimo»

Pubblicato il: 29/06/2021 – 12:07
Gratteri: «Allarmante la situazione dei Comuni sciolti per mafia» – VIDEO

CATANZARO «Quindici Comuni sciolti per mafia, dal mio punto di vista, considerato che in Calabria siamo due milioni di abitanti, è un numero spaventoso. Questo vuol dire che la situazione è veramente grave e allarmante». Lo ha detto il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, parlando con i giornalsiti a margine di un vertice in Prefettura sul tema delle intimidazioni agli amministratori locali e dello scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. «Dobbiamo stare attenti – ha esordito Gratteri – a non generalizzare. Gli atti intimidatori possono avvenire per due motivi: o perché si è davvero contro la ‘ndrangheta e il malaffare oppure perché durante la campagna elettorale si è scesi a patti, ci si è seduti attorno al tavolo e poi non si è stati ai patti. Appena mi sono insediato, nel 2016, ho previsto un aumento, un’impennata dei Comuni sciolti per mafia e purtroppo la storia mi ha dato ragione. Bisogna saper leggere e analizzare i numeri: se – ha spiegato il procuratore capo della Dda di Catanzaro – la Calabria è quarta o quinta come atti intimidatori o prima o seconda per scioglimento di Comuni, non vuol dire nulla se non lo si rapporta al numero degli abitanti. La Calabria è un terzo di Milano, non della Lombardia, quindi parlare di 15 Comuni sciolti per mafia, dal mio punto di vista, considerato che in Calabria siamo due milioni di abitanti, è un numero spaventoso. Questo vuol dire che la situazione è veramente grave e allarmante».

«Oggi manca un terzo dei sindaci»

Rivolgendosi ai giornalisti, Gratteri ha poi ossservato: «Non so se vi siete accorti che oggi gli invitati oggi erano 30, ma manca un terzo dei sindaci. Chiedete agli assenti se hanno avuto una colica renale, un incidente con la macchina, o si doveva sposare la figlia. Questo è gravissimo, vuole dire che non voglio andare, perché non stimo, non mi sento rappresentato. Poi non facciamo le vittime. Penso che nessuno dei sindaci, quantomeno del Distretto di Catanzaro, quindi tre quarti della Calabria, può dire di aver bussato e di non essere ascoltato. Al tavolo oggi ci sono tra i migliori uomini dello Stato, a parte me, gente di altissimo profilo, molto considerati, dal ministero dell’Interno, dal ministero delle Finanze, dal ministero della Difesa. Quindi – ha proseguito il procuratore capo della Dda di Catanzaro – non ci sono alibi per nessuno, bisogna finirla di piangersi addosso, di fare vittimismo. Se non si ha il coraggio, dato che il coraggio non si vende al supermercato, non ci si mette ad amministrare. Ci sono un sacco di sindaci onesti, perbene, che sono vittime della mafia e si sono scontrati a muso duro contro la mafia, e meritano rispetto, aiuto e consulenza».

«In Calabria resistono ancora gestioni feudali»

Secondo Gratteri, dunque «c’è ancora tanto da fare, perché vecchie gestioni, gestioni padronali, gestioni con mentalità feudali ancora resistono e sono forti in Calabria. E’ nostro compito spiegare che quella filosofia di vita, di gestione della cosa pubblica non conviene più». Con riferimento alla legge sullo scioglimento dei Comuni, per Gratteri «bisognerebbe mettere commissari a tempo pieno 24 ore su 24 in quel Comune in modo che la gente non abbia nostalgia dell’ex sindaco colluso o mafioso».

«Rinascita Scott, intollerabile il comportamento di alcuni periti»

Gratteri è anche tornato sul caso dei periti trascrittori denunciato ieri nel processo Rinascita Scott: «Noi abbiamo sempre parlato di tolleranza zero e di osservanza ortodossa delle regole, del codice e della deontologia. Quello che diciamo non è pura accademia o discorsi teorici. Applichiamo sempre in concreto».
«Era intollerabile – ha aggiunto – che dei consulenti che hanno avuto l’ardire di chiedere una proroga di 24 mesi al tribunale in un processo di questa delicatezza vadano in giro con volantini e biglietti da visita per offrirsi di fare trascrizioni, arrivando a proporre la loro consulenza anche alla dottoressa Frustaci che quel giorno era pm, scoprendo dai loro profili Facebook che andavano in giro a richiedere incarichi. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la videoregistrazione dell’incontro al tavolino di un bar tra il consulente e un soggetto imputato agli arresti domiciliari».
«Il processo non rischia assolutamente nulla – ha detto ancora Gratteri – perché già a Roma, al Gup Paris, avevo detto che necessitavano decine di consulenti. Adesso abbiamo ribadito questa istanza per almeno 10-15 consulenti. Sui tempi la scelta non competente a noi come Procura perché come sapete il pm è parte del processo. Il collegio comunque ha convocato per il prossimo 5 luglio i periti per sentirli su quanto avvenuto».

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