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«Il nuovo ospedale di Cosenza sorga nell’area dell’Unical»

Da operatore della politica, sento il dovere di esprimere pubblicamente gratitudine al Rettore prof. Leone e al prof. Andò per l’ottenimento del recentissimo accreditamento dell’Unical, da parte d…

Pubblicato il: 30/06/2021 – 15:15
di Franco Pichierri*
«Il nuovo ospedale di Cosenza sorga nell’area dell’Unical»

Da operatore della politica, sento il dovere di esprimere pubblicamente gratitudine al Rettore prof. Leone e al prof. Andò per l’ottenimento del recentissimo accreditamento dell’Unical, da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, del corso di Laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia TD (Tecnologie Digitali). In particolare, tale conquista da ragione e premia la storica battaglia portata avanti da più lustri dal prof. Andò, cattedratico di fama internazionale. Dinanzi a questa realtà, ritengo che si debba avere un diverso approccio rispetto alla collocazione e alla realizzazione del nuovo presidio ospedaliero di Cosenza. Infatti, molti affrontano il problema delle nuove strutture sanitarie non considerando che, come emerso da diversi studi scientifici, da qui al 2030 in Italia avremo circa venti milioni di anziani e pazienti cronici. Per cui bisogna distinguere fra strutture dedicate alla cura delle cronicità e strutture dedicate alle emergenze ed alla cura delle acuzie. Su questo tema non ho dubbi e sono convinto che debba cadere ogni forma di campanilismo e di interesse di parte, considerando, oltretutto, che Cosenza e Rende dovranno nel prossimo futuro conurbarsi.
La cura dei cittadini non può avere bandiere, per tali ragioni è necessario che il vecchio Ospedale dell’Annunziata, unitamente al presidio ospedaliero del Mariano Santo e dell’Istituto di ricerca per gli anziani (INRCA), debbano essere ristrutturati e destinati alla cronicità ed alla diagnostica che dovrà completarsi con le tecnologie più avanzate; mentre, come ho sempre immaginato, il nuovo Ospedale per acuzie dovrà essere dislocato nell’area dell’Università della Calabria, per diventare un policlinico universitario di altissimo livello. Tale opportunità sarebbe di portata storica, non solo per gli studenti della provincia di Cosenza, ma per l’intero Mezzogiorno d’Italia. A tal punto, mi piace sottolineare che ai cosentini interessa un Ospedale che funzioni, non certo un Ospedale sotto casa e che non garantisca i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

*Direzione nazionale “Noi con l’Italia” – Referente per il Settore della Sanità

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