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‘Ndrangheta in Veneto, condanne per oltre un secolo a esponenti delle ‘ndrine di Gioia Tauro

Sono 24 i soggetti condannati nell’abbreviato di “Taurus”. Sei i patteggiamenti. Storico risarcimento riconosciuto alla Regione come parte civile

Pubblicato il: 06/07/2021 – 9:51
‘Ndrangheta in Veneto, condanne per oltre un secolo a esponenti delle ‘ndrine di Gioia Tauro

VENEZIA Ventiquattro condanne per un totale di oltre un secolo di carcere. Questo il verdetto pronunciato dai giudici dell’abbreviato dell’inchiesta “Taurus”, che ha ad oggetto i traffici e le ramificazioni delle ‘ndrine di Gioia Tauro in Veneto, in particolare nel Veronese, Padovano e Trevigiano. Oltre alle pronunce di condanna, sono state confermate le confische per oltre 3 milioni di euro e i risarcimenti alle parti civili tra le quali la Regione e la Cgil. È la prima volta che viene riconosciuto il diritto risarcitorio alla Regione Veneto nella sua veste di parte civile in un processo contro la ‘ndrangheta. La motivazione addotta dai giudici è che a subire i danni derivanti dai reati di matrice mafiosa è «l’intera collettività» e la Regione stessa «la cui immagine esce lesa». Anche per questo, la condanna prevede una provvisionale immediatamente esecutiva pari a 500mila euro.
La sentenza ha rispecchiato le richieste dell’accusa, basate sulle contestazioni di molteplici ipotesi di reato dall’associazione di stampo mafioso (contestata a otto degli imputati) passando a reati-fine quali estorsioni e usura con tassi d’interesse che toccavano soglie del 3-600%, quindi minacce, rapina, ricettazione, riciclaggio, traffico d’armi e di stupefacenti.
Gli anni complessivi delle condanne sono 94 e 8 mesi di carcere, ai quali si aggiungono i 6 patteggiamenti per un totale di 12 anni e 9 mesi di cella.
Gli imputati sono in tutto 84. Per coloro i quali non hanno optato per il rito alternativo si procederà con rito ordinario. Le udienze dibattimentali sono fissate per il prossimo 8 novembre nell’aula bunker di Mestre, a un anno esatto dal blitz coordinato dalla locale Dda ed eseguito dai carabinieri dei Ros nei confronti delle ‘ndrine che da quasi 40 anni si spartivano i traffici nella regione di Nord Est.
Al centro di “Taurus” ci sono le “famiglie” Gerace, Albanese, Napoli e Versace, della Piana di Gioia Tauro. Queste, secondo l’accusa, si sarebbero stabilite fuori regione creando una vera e propria “locale”, ovvero una «struttura con autonomia operativa» appartenente alla ‘ndrangheta.
Come tale operava «nei Comuni di Sommacampagna, Villafranca, Valeggio sul Mincio, Lazise, Isola della Scala».

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