Occhiuto: «A breve parte il “taxi sanitario”. Utilizzeremo le licenze Ncc»
L’annuncio del presidente della Regione: «L’applicazione è già pronta e si chiama “Iamu”»

CATANZARO «Grazie alle sentenze della Corte costituzionale, che ci hanno dato ragione, siamo riusciti a ottenere 200 nuove licenze Ncc. Con queste licenze realizzeremo il “taxi sanitario” a breve». Ad annunciarlo il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, nel corso della presentazione di un rapporto sulla sanità in Cittadella.
Come nasce il “taxi sanitario”
Occhiuto ha ricordato che «la Regione ha ideato un meccanismo per utilizzare il Fondo Sociale Europeo in modo innovativo. La normativa sul Cup prevede che le prestazioni sanitarie debbano essere garantite all’interno di un’“area di garanzia”, che spesso coincide con l’intera regione. È evidente, infatti, che non tutte le prestazioni possano essere disponibili sotto casa. Tuttavia, in una regione come la Calabria, caratterizzata da grandi difficoltà nei collegamenti e da una popolazione anziana molto numerosa, questo sistema rischia di creare un problema concreto. Molti pensionati vivono di fatto soli, perché i figli lavorano fuori regione. Di conseguenza, offrire una prestazione disponibile magari entro tre giorni ma a 50 o 60 chilometri di distanza significa, spesso, non offrirla : molte persone non hanno nessuno che possa accompagnarle e manca una rete di trasporto efficiente che risponda a queste esigenze». Per questo motivo – ha aggiunto il governatore calabrese – «mi sono battuto più volte davanti alla Corte costituzionale contro il Governo nazionale sul tema degli Ncc. Molti non capivano questa mia insistenza: certamente c’era anche una visione liberale della questione, ma soprattutto c’era la consapevolezza di vivere in una regione dove i taxi sono pochi, il trasporto pubblico è insufficiente e sarebbe necessario sviluppare fortemente il trasporto a chiamata. Grazie alle sentenze della Corte costituzionale, che ci hanno dato ragione, e al lavoro della nostra segretaria generale, l’avvocato Montilla, che ha seguito il ricorso insieme all’Avvocatura, siamo riusciti a ottenere 200 nuove licenze. Con queste licenze realizzeremo il “taxi sanitario”. A breve – ha spiegato Occhiuto – i cittadini over 65 che prenoteranno una prestazione tramite il Cup riceveranno una notifica: se la visita o l’esame si trova fuori dalla propria area urbana, potranno richiedere il servizio di taxi sanitario. Il mezzo accompagnerà l’anziano alla struttura sanitaria, lo aspetterà durante la prestazione e poi lo riporterà a casa».

App già pronta: si chiama “Iamu”
Sempre con riferimento al “taxi sanitario”, Occhiuto ha quindi rivelato: «L’applicazione è già pronta e si chiama “Iamu“. Stiamo soltanto affrontando un ultimo problema legato alla distribuzione ancora troppo frammentata delle licenze. Per questo stiamo valutando di avviare una sperimentazione in una provincia dove il numero di licenze è maggiore, per poi estendere il sistema a tutta la Calabria. Abbiamo stimato che il servizio costerà circa 100-110 euro a tratta. Invece di restituire all’Europa risorse del Fondo Sociale Europeo — cosa che purtroppo accade spesso nelle regioni del Sud — abbiamo deciso di investirle così: per abbattere le liste d’attesa e consentire ai cittadini di curarsi anche quando le prestazioni sono disponibili lontano dal proprio domicilio. Questo approccio dovrebbe diventare ordinario. Dall’Europa e dallo Stato dovrebbero arrivare stimoli chiari affinché il Fondo Sociale Europeo venga utilizzato soprattutto per integrare sanità e welfare». (c. a.)
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