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La Calabria scopre che il re (Letta) è nudo

Forse si sta sottovalutando, il fallimento farsa del Pd in Calabria. Ma la frana comincerà dal fondo dello stivale italico, dove avevano un candidato, giovane e in carriera, Nicola Irto, scelto dai m…

Pubblicato il: 07/07/2021 – 11:02
di mimmo nunnari
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La Calabria scopre che il re (Letta) è nudo

Forse si sta sottovalutando, il fallimento farsa del Pd in Calabria. Ma la frana comincerà dal fondo dello stivale italico, dove avevano un candidato, giovane e in carriera, Nicola Irto, scelto dai maggiorenti piddini calabresi e gradito dalla base; avrebbero potuto avere l’alternativa (o prima scelta) con Antonio Viscomi, deputato, professore universitario, cattolico, con l’esperienza di vicepresidente (esterno) della Giunta nell’amministrazione Oliverio. Uomo colto, parlamentare che avrebbe meritato un ruolo nel governo Draghi. Ma sarebbe stata una cosa giusta e, il Pd non l’ha indicato, perché cose giuste non riesce a farne. Niente. Torniamo in Calabria. Letta e lo scudiero pugliese Boccia volevano una donna, perché fa tendenza, non importa se in tutti gli altri posti in cui si voterà a settembre i candidati sono tutti maschi. Non è serio. Hanno fatto il giro delle sette chiese: sondato, strizzato l’occhiolino, promesso e poi tirato fuori dal cilindro (insieme a Conte e Speranza) la candidatura di una brava imprenditrice, di origini pugliesi, Maria Antonietta Ventura, che al primo rumore di possibili guai giudiziari per la sua azienda ha fatto elegantemente, e sapientemente, un “passo di lato”. Nella trasmissione televisiva dove ha rivelato che la sua famiglia per parte di madre ha affinità con Antonio Gramsci a Letta hanno posto una domanda sulla Calabria: ha glissato, ha assicurato che al Nazareno ci stanno pensando. Un po’ poco per una risposta sulla regione più povera d’Europa con la mafia più potente del mondo. E’ una tragedia. Comunque vada a finire una cosa è certa: Il Pd in Calabria ha chiudi. Non ci sono ragioni concrete, serie, perché il suo elettorato (zoccolo duro o zoccolo morbido) lo segua. Quel che resta del Pd calabrese è solo un granaio di voti, per riempire i silos mezzovuoti del Nazareno. Il resto è fuffa. Letta e i suoi non hanno uno straccio di proposta per la Calabria, la colonia, “l’irredimibile”, la disprezzabile. Ora che si è scoperto affine a Gramsci, farebbe bene, Letta, a leggersi o rileggersi “La questione meridionale” del comunista sardo fondatore de “l’Unità”. Capirebbe che servono parole pesate, sostanza, riflessione, programmi e che la scelta donna o uomo viene dopo, e non è decisiva. Non serve uomo o donna a prescindere. Serve la persona, capace, intelligente, onesta, giusta. A furia di discutere sul decreto Zan (che comunque vada a finire sarà la pietra tombale per il Pd) al Nazareno hanno fatto un po’ di confusione sul genere in politica. C’è un’altra cosa da dire. Tutti hanno capito che tira aria di Centro in Italia, che destra e sinistra se non sono categorie superate hanno comunque bisogno di nuovi orientamenti, nuovi afflati culturali, riverniciature ideologiche. Renzi lo sa da tempo, a Salvini lo ha spiegato Giorgetti e pure Giorgia Meloni lo sa; ma lei cavalca una prateria libera e non rinuncerebbe mai a svolgere il ruolo di attrattore del popolo di destra che in Italia è storicamente “presente”. Lascia, furbescamente, fare a Forza Italia e Lega il ruolo di centrocampisti, tanto lei c’è quando le chiederanno di esserci. Lo sa pure Draghi, che con la sua politica equilibrata e del fare ha avviato un ciclo nel quale destra e sinistra perdono appeal a favore del Centro. Solo Letta non lo sa.

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