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Corruzione all’Asp di Reggio, nuove indagini sul livello politico

Gli sviluppi investigativi sul caso del funzionario “sponsorizzato” da Paris. I (tanti) pranzi «inopportuni» tra imprenditori e pubblici ufficiali

Pubblicato il: 04/08/2021 – 7:17
di Pablo Petrasso
Corruzione all’Asp di Reggio, nuove indagini sul livello politico

REGGIO CALABRIA È il gip distrettuale di Reggio Calabria Caterina Catalano a mettere nero su bianco che l’inchiesta “Inter Nos” non è ancora finita. Lo quando motiva la scelta della misura cautelare per il consigliere regionale di centrodestra Nicola Paris, ristretto agli arresti domiciliari per evitare il pericolo di inquinamento delle prove e «il rischio che le indagini ancora da compiere (…) possano essere irrimediabilmente compromesse da condotte dirette a orientare le investigazioni». L’ordinanza di custodia cautelare incanala, in qualche modo, questi sviluppi investigativi e chiarisce che «si impongono sui risvolti politici della vicenda Corea», cioè del tentativo del consorzio “Helios”, con l’impegno attivo di Paris, di garantire al dirigente dell’Asp di Reggio Calabria – che gli inquirenti considerano «asservito» agli imprenditori finiti sotto inchiesta per mafia – la conferma nella propria postazione. Cosa che, in effetti, avviene ed è oggetto di festeggiamenti nel corso di una cena del “gruppo”. Per l’accusa, il consigliere regionale avrebbe cercato di intervenire sul governatore reggente Nino Spirlì. Nell’ordinanza di custodia cautelare si sottolinea che «il presidente Spirlì, coerentemente con quanto emerso dalle intercettazioni, ha confermato, sentito a sommarie informazioni dai pubblici ministeri in data 28 giugno 2021, che il consigliere Paris, la scorsa primavera, in un incontro presso gli uffici della giunta regionale a Catanzaro, gli avrebbe chiesto di metterlo in contatto con il commissario straordinario Scaffidi. Il governatore facente funzioni, comprendendo che si trattasse di “questioni personali” gli avrebbe suggerito di contattare direttamente il commissario, cosa che effettivamente è avvenuta». Nuove indagini, dunque, si occuperanno di eventuali «risvolti politici».

I soldi per pagare i corrotti sono «buoni e benedetti»

L’inchiesta, però, a leggere tra le pieghe del provvedimento, è destinata a illuminare altri angoli bui dell’Asp di Reggio Calabria, alcuni dei quali lo sono da lungo tempo. Il giudice per le indagini preliminari sottolinea che la struttura smantellata dalla Dda di Reggio Calabria sotto la guida di Giovanni Bombardieri è «da oltre dieci anni padrona assoluta dei servizi di pulizia aggiudicati dall’Asp di Reggio Calabria». E che «le condotte delittuose commesse tra il 2009 e il 2016» che hanno al centro la gara del 2013 per l’affidamento del servizio «producono tutt’ora i loro effetti, dal momento che gli associati continuano a percepire per la gestione di un servizio, invero assai scadente, indebiti profitti, per corrispondenti fatture milionarie». Giuseppe Corea si assicurava che quelle fatture venissero pagate in tempi rapidi. Ma non è l’unico funzionario di cui i membri del “sistema” tessono le lodi. All’allora Rup dell’appalto Ciccio Macheda sono grati perché sarebbe grazie a lui che «il margine di guadagno dell’Ati è così alto». La rete, però, sarebbe ancora più ampia. Antonino Chilà, uno dei vertici del consorzio “Helios”, in una conversazione «eloquente», spiega alla moglie – che «si lamenta che i funzionari Asp “ancora mangiano” – che i soldi «utilizzati per comprare i funzionari» sono «buoni e benedetti».

I brindisi pericolosi tra imprenditori e funzionari dell’Asp di Reggio

Per i magistrati antimafia di Reggio Calabria «la corruzione è la chiave che apre tutte le porte» e «risultano documentate plurime dazioni di denaro e regalie a soggetti con funzioni apicali in grado di poter intervenire nell’interesse dell’Ati e principalmente della cooperativa “Helios” nelle varie fasi dell’appalto del servizio di pulizia e sanificazione». I benefit sono vari: «dazioni di denaro, regali di valore, assunzioni per i figli dei dipendenti Asp, trasferimenti in sedi più gradite». Tutto è funzionale al mantenimento della commessa, la cui proroga «puntualmente arriva alla fine di marzo 2021», un procedimento «risultato condizionato dalla corruzione della Rup Filomena Ambrogio e dall’influenza che Macheda e Calabrò (altri funzionari considerati vicini al consorzio, ndr), nonostante il pensionamento, sono ancora in grado di esercitare, naturalmente dietro compenso».
I pranzi organizzati dai rappresentanti della “Helios” sono, per gli inquirenti, la cartina al tornasole del grado di compromissione tra imprenditori e pubblici ufficiali. Sono «occasioni in cui, tra un brindisi e un altro, vengono effettivamente concordate le decisioni amministrative, in un deprecabile svilimento delle funzioni pubbliche piegate agli interessi criminali dei privati».

«Altri dipendenti coinvolti nel sistema criminale»

Il 24 gennaio 2020, in un agriturismo, alcuni membri del consorzio «programmano di stringere il funzionario Giuseppe Giovanni Galletta, direttore dell’esecuzione del contratto di appalto, al fine di organizzare e programmare con lui l’estensione del quinto contratto alla “Helios” per le strutture del distretto rimaste fuori dal contratto originario». Cinque mesi dopo, il 19 giugno 2020, gli imprenditori organizzano un pranzo per i funzionari Asp «al quale erano presenti anche Corea, il consigliere Nicola Paris, il funzionario pienamente asservito ai D’Andrea, Salvatore Idà e, ancora una volta, Giuseppe Giovanni Galletta». Le frequentazioni, però, sono ancora più vaste. Il gip non può che rimarcare «la frequentazione di questi eventi conviviali, a tacer d’altro inopportuni, da parte di tutta una serie di funzionari e dipendenti Asp». L’ordinanza di custodia cautelare ne elenca almeno sette. E definisce questi incontri come «straordinariamente sintomatici della capacità di infiltrazione dell’associazione nel (debole) tessuto amministrativo della sanità reggina, al pari dell’attribuzione di regalie natalizie e donativi vari che non risparmia nemmeno la direttrice Angela Minniti». Anche sulle infiltrazioni del gruppo nell’Azienda sanitaria, per il gip, «è di certo auspicabile il prosieguo delle investigazioni per approfondire la responsabilità di ulteriori soggetti che appaiono coinvolti a vario titolo nel sistema criminale». E’ un livello amministrativo che potrebbe rivelarsi più ampio di quanto emerso finora. Proprio come i «risvolti politici» dell’attività di Paris. (p.petrasso@corrierecal.it)

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