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Green Pass e scuola: dibattito al rush finale. E arriva il certificato per gli esenti dal vaccino

Cabina di regia fissata per le 11.30 del 5 agosto. Cdm alle 16 per varare le nuove norme. I sindacati: «Obbligo vaccinale non basta a scongiurare il rischio Dad». Diramata la circolare per chi non …

Pubblicato il: 04/08/2021 – 20:52
Green Pass e scuola: dibattito al rush finale. E arriva il certificato per gli esenti dal vaccino

ROMA Rush finale per le norme sul green pass e il piano scuola. Domani sono in programma alle 11.30 la cabina di regia del premier Mario Draghi con i ministri e gli esperti in vista delle nuove misure sul Green pass per scuola e trasporti.
Alle 16 è invece previsto il Consiglio dei ministri per varare le nuove norme. Ore determinanti – intanto – anche per l’approvazione in generale del Piano scuola, in vista del rientro a settembre: il documento dovrebbe essere discusso dai governatori in una Stato-regioni straordinaria.  L’intenzione del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – e di tutto l’Esecutivo – è di ripartire con le lezioni in presenza, seguendo la linea dettata dal Comitato Tecnico Scientifico nel suo ultimo parere fornito al dicastero.

Figliuolo scrive alle Regioni

Entro il 20 agosto regioni e province autonome dovranno fornire «dati univoci che tengano conto del reale andamento della campagna vaccinale» nella scuola. È quanto scrive il Commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo in una nuova lettera inviata alle regioni con l’obiettivo, viene sottolineato, di dare un ulteriore segnale di attenzione al mondo della scuola la cui ripartenza è un obiettivo prioritario del governo. Nella lettera Figliuolo sottolinea che la lista è sono necessari visto che finora sono arrivati dati che «in alcuni casi, evidenziano variazioni relative sia alle platee sia alle percentuali» dei vaccinati.
Alle Regioni il generale chiede di chiarire, per quanto riguarda la platea, «la tipologia di personale in servizio che è stato considerato «scolastico (dirigente, docente, Ata, amministrativo, ecc), distinguendo tra pubblico e privato (paritarie e non)». In relazioni alle somministrazioni, invece, si chiede di escludere dal conto il personale non in servizio e di chiarire il dato di coloro che si sono vaccinati ma non sono stati registrati come appartenenti alla categoria.

I sindacati: «Obbligo vaccinale non basta a garantire sicurezza didattica in presenza»

È «precisa responsabilità politica del Governo valutare se introdurre o meno l’obbligo di vaccinazione del personale scolastico, qualora la ritenga misura assolutamente necessaria per garantire la ripresa delle attività didattiche in sicurezza e in presenza». Lo scrivono Cgil, Cisl, Snals e Anief in una lettera ai ministri nella quale ricordano che “oltre l’85% del personale scolastico» è vaccinato. «Siamo comunque dell’avviso che l’introduzione dell’obbligo vaccinale non sarebbe di per sé sufficiente a dare garanzia di assicurare la ripresa delle attività didattiche in presenza e in sicurezza», aggiungono.

Arriva la circolare che autorizza il certificato per gli esenti dal vaccino

Arriva la tanto attesa circolare del Ministero della Salute che autorizza il certificato per gli esenti dal vaccino anti Covid. Per coloro, cioè, che non hanno potuto vaccinarsi, temporaneamente o definitivamente, per patologie conclamate. «La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti SARS-COV-2 viene rilasciata – si legge- nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate, che la controindichino in maniera permanente o temporanea».
«Le persone che ottengono una esenzione alla vaccinazione – si legge ancora – devono essere adeguatamente informate sulla necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione» come uso delle mascherine, distanziamento, evitare assembramenti. Le esenzioni saranno valide fino al 30 settembre prossimo, salvo diversa disposizione. «Le certificazioni di esenzione alla vaccinazione Covid – si legge nella circolare – potranno essere rilasciate in formato cartaceo e potranno avere una validità massima fino al 30 settembre 2021, salvo ulteriori disposizioni». La durata di validità, «sulla base delle valutazioni cliniche, verrà aggiornata quando sarà avviato il sistema nazionale per l’emissione digitale delle stesse per consentirne la verifica digitale». Temporaneamente e fino al 30 settembre, sono validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi Sanitari Regionali.
Una indicazione importante per tutti coloro che hanno avuto un problema di salute tra la prima e la seconda dose, come una reazione allergica alle componenti del vaccino o chi ha avuto un parere negativo dal medico a causa di patologie pregresse, così come tutti «i malati rari e cronici che, per via della loro patologia, non hanno la possibilità di accedere alla vaccinazione». Tutte queste persone non hanno avuto modo di richiedere il green pass e fra pochi giorni sarebbero rimaste escluse da diversi luoghi al chiuso: piscine, palestre, ristoranti, bar, teatri, cinema. Proprio oggi, infatti, l’Osservatorio malattie rare, aveva avvertito che molte domande stavano arrivando al proprio sportello legale.
Restano per ora esclusi un migliaio di volontari della sperimentazione del vaccino Reithera che non risultano immunizzati. Ma anche per loro si attendono, ormai in tempi brevissimi, le indicazioni del Ministero della Salute, la risposta, infatti, dovrebbe arrivare con un altro provvedimento ad hoc. Per questi esistono altre difficoltà legate al fatto che nel gruppo di sperimentazione ci sono anche volontari che hanno ricevuto un placebo e non il vaccino. Fra questi anche l’imprenditore Riccardo Illy. Pur avendo completato il ciclo, afferma in un’intervista al Corriere della Sera, non può avere il Green Pass, che gli è necessario per lavoro. La scoperta del problema, spiega l’ex governatore del Friuli Venezia Giulia, è avvenuta «Quando di recente mia moglie e io lo abbiamo richiesto. La cosa strana è che al contempo mi è arrivata la lettera dalla Regione che mi invitava a vaccinarmi».
«Sapevamo che fare da “cavie” avrebbe potuto comportare determinate situazioni, – racconta Illy – ma siamo delusi e avviliti per l’atteggiamento del governo nei confronti dell’azienda italiana ReiThera: ha sviluppato un vaccino che funziona e con poche controindicazioni ma non riesce a ottenere finanziamenti pubblici».

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