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Obiettivo “sicurezza” all’ospedale di Lamezia: muro al confine con il campo rom e videosorveglianza

Via libera dell’Asp alla redazione dello studio. La svolta per un presidio sprovvisto di qualunque tipo di controllo e di prevenzione

Pubblicato il: 14/08/2021 – 8:00
di Giorgio Curcio
Obiettivo “sicurezza” all’ospedale di Lamezia: muro al confine con il campo rom e videosorveglianza

LAMEZIA TERME Una proposta che potrebbe ricordare un po’ le ambizioni (elettorali) di Donald Trump ma, evidentemente, considerata allo stato attuale l’unica soluzione attuabile per cercare – almeno sulla carta – di contenere gli ingressi abusivi e garantire una maggiore sicurezza all’esterno e all’interno dell’ospedale di Lamezia. È quanto previsto dall’ultima delibera della terna commissariale che guida l’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, approvata all’unanimità dai commissari Luisa Latella, Marcello Musolino e Salvatore Gullì, dopo i pareri positivi del direttore sanitario e amministrativo, dopo i due incontri organizzata il 29 luglio e il 5 agosto 2021.

Il muro con il campo rom

E, una delle “misure” scelte è proprio quella di realizzare un “muro” sul lato nord-ovest dell’Ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia Terme. Per intenderci, proprio lungo il confine con il vicinissimo campo rom di Scordovillo. Una misura di sicurezza per evitare che gli occupanti del campo possano, di fatto, scendere lungo la collinetta e ritrovarsi nel parcheggio del presidio ospedaliero lametino come accade praticamente ogni giorno. La convivenza tra il campo di Scordovillo e il presidio ospedaliero è una di quelle “anomalie” irrisolvibili di Lamezia e tutte le criticità sono emerse dopo l’ultimo incendio e le colonne di fumo nero che hanno letteralmente investito l’ospedale.

Videocamere di sorveglianza

Ma non è tutto. L’ultima delibera, già trasmessa alla Procura di Lamezia, Catanzaro, al Prefetto di Catanzaro e al Commissariato di Polizia di Lamezia prevede anche l’installazione di un sistema di telecamere di videosorveglianza da sistemare nelle vicinanze di ogni accesso esterno, delle scale e degli ascensori per ogni piano dell’edificio per evitare sfondamenti, predisponendo sistemi di allarme antintrusione per “scongiurare” ingressi non autorizzati. L’obiettivo della terna commissariale è, infatti, quello di «individuare tutte le possibili fonti di rischio» con «calibrati interventi risolutivi» tali da poter arginare «ogni situazione di criticità a tutela della pubblica incolumità e della sicurezza dei pazienti». 

Parcheggio e vigilanza armata

E, a proposito di “sicurezza”, nella stessa delibera dell’Asp del capoluogo è stato chiesto di redigere anche tutti gli atti necessari per «dare corso ad una nuova procedura di gara per la gestione dei parcheggi all’interno del presidio ospedaliero» per contrastare l’abusivismo commerciale e di espletare «una nuova procedura di gara per la vigilanza armata». 

Cambio di passo

Insomma, un netto cambio di passo rispetto alla situazione attuale: un ospedale, di fatto, sprovvisto di qualunque tipo di controllo di sicurezza e di prevenzione, con accessi liberi e incontrollati da qualunque ingresso, mettendo a rischio l’incolumità dei pazienti e del personale sanitario. Sperando sia la volta buona. (redazione@corrierecal.it)

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