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l’arresto

Il latitante nel bunker dietro la falsa parete: arrestato il reggente del clan Gallace – VIDEO

Ricercato dal novembre 2020 e condannato a 14, i carabinieri lo hanno beccato con un trolley contenente 35mila euro e nove cellulari

Pubblicato il: 07/10/2021 – 11:01
Il latitante nel bunker dietro la falsa parete: arrestato il reggente del clan Gallace – VIDEO

CATANZARO Alle prime ore del mattino, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catanzaro, con un intervento attuato dal Gis supportato dai Carabinieri dallo Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, hanno arrestato il latitante Cosimo Damiano Gallace, classe ’61, ricercato da un anno perché condannato a scontare una pena di 14 anni di carcere per associazione di tipo mafioso. Gallace, ormai divenuto reggente dell’omonima ‘ndrina, si nascondeva a Isca sullo Jonio in un appartamento ricavato in uno stabile con annessa cava di inerti di una locale ditta di produzione di calcestruzzo. Al momento dell’intervento, il latitante non è statp subito rintracciato in casa sebbene ci fossero presenti la compagna 34enne e la figlia di soli 4 anni che riposavano in camera da letto. La presenza del ricercato all’interno dell’abitazione era però considerata certa proprio per la presenza del suo nucleo familiare a quell’ora e in quel luogo lontano dalla residenza abituale di Guardavalle.

Il bunker dietro la falsa parete

Gallace, dopo una lunga e minuziosa perquisizione, veniva scovato e catturato all’interno di in un bunker provvisto di accesso nascosto da una falsa parete posta sotto una specchiera proprio in camera da letto. La porta del nascondiglio, collegata a un congegno meccanico, poteva essere aperta esclusivamente ruotando uno dei tre pomelli, quello centrale, di un adiacente attaccapanni a muro. Nel corso della perquisizione, sono stati rinvenuti e sequestrati: un trolley contenente circa 35mila euro in contanti, un tablet, nove telefoni cellulari di cui due danneggiati dall’interessato prima di essere scoperto nel bunker, varie sim non ancora attive e l’hard disk dell’impianto di videosorveglianza con monitor affianco alla tv in sala da pranzo per controllare 24 ore su 24 l’area esterna all’abitazione, tra l’altro dotata di allarme e di cane da guardia di grossa taglia.

Chi è Cosimo Gallace, reggente del clan

Gallace, boss dell’omonima ‘ndrina di Guardavalle con articolazioni ad Anzio, Nettuno, in Lombardia, Piemonte e Toscana  era ricercato dal 25 novembre 2020 per l’esecuzione di un ordine di carcerazione, emesso dalla Corte d’Appello di Roma, in quanto condannato a 14 anni di reclusione per “associazione di tipo mafioso” e “associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”. Inoltre, a carico del Gallace pende anche un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa il 15 marzo 2021 dal gip del Tribunale di Catanzaro e al momento della cattura notificata all’interessato, per indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro sempre con riferimento al reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Per aver preso parte alla cosiddetta “strage di Guardavalle” ha scontato complessivamente, a partire dai primi anni ’90, più di vent’anni di carcere.

«Forte segnale dello Stato e della giustizia»

«La cattura dei latitanti è uno degli obiettivi principali per la lotta alla criminalità organizzata e alla ‘ndrangheta. La presenza di latitanti liberi sul territorio è, infatti, un segno di forza per la criminalità e oggi, invece, con la cattura di Cosimo Damiano Gallace, abbiamo dato un segno di forza da parte dello Stato e della giustizia». Lo ha detto il tenente colonnello Roberto Di Costanzo, alla guida del reparto operativo del Comando provinciale dei Carabinieri di Catanzaro. «La loro cattura, insieme al controllo del territorio e l’aggressione dei patrimoni, rappresentano la strategia vincente per combattere la criminalità organizzata».

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