Ultimo aggiornamento alle 7:24
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

la protesta

Licenziamenti Abramo Komunika, Usb: «Passeremo alle azioni di lotta»

Il sindacato indice lo stato di agitazione per i dipendenti mandati a casa dall’azienda catanzarese dopo 4 mesi di mancata retribuzione

Pubblicato il: 14/10/2021 – 10:30
Licenziamenti Abramo Komunika, Usb: «Passeremo alle azioni di lotta»

CATANZARO «Indetto lo stato di agitazione da parte della Usb, prima di proclamare lo sciopero dei lavoratori dell’azienda di stampaggio, imbustamento ed altro, di Komunika.
Dopo il parto della nuova azienda nel 2021 – si legge in una nota dell’Unione sindacale di base – nel giro di pochi mesi ha subito trovato la soluzione di mandare a casa la metà dei lavoratori, facendo utilizzare le macchine, che prima venivano utilizzate da più operatori, ad un solo addetto, replicando la scenetta di un vecchio film incentrato sull’omologazione e l’alienazione di chi lavora».

Oltre al licenziamento, i lavori non vengono retribuiti da luglio

«Ma tornado al problema – continua il sindacato – non solo si espone il baratro economico e famigliare per 16 lavoratori della komunika, con il licenziamento; ma è dal mese di luglio che non vengono retribuiti! Prima affamati e poi licenziati; dopo anni che la società Abramo opera in questo settore incassando entrate, in meno di un anno di presunta involuzione del fatturato, l’unica soluzione che si è trovata a questa temporanea crisi è stata mandare a casa i lavoratori.
Ricordiamo per chi non avesse memoria che i vari padroni italiani – insiste Usb – che hanno mercato e commesse hanno incassato miliardi di soldi pubblici pagati dai lavoratori, rimunerando sempre salari miserabili, fruendo anche di ulteriori esenzioni fiscali, o di puri vantaggi speculativi di carattere finanziario. A Catanzaro succede che al primo euro che manca in contabilità il conto lo si scarica sui salariati a protezione degli azionisti. A pagare sono sempre i produttori della ricchezza, ovvero i lavoratori, a vantaggio di chi in anni ed anni ha solo intascato».

«Passeremo alle azioni di lotta»

«Leggiamo dal sito del Gruppo Abramo – prosegue ancora l’Usb – una solida rete di società in rapida crescita con sedi in sei Paesi, e migliaia di contatti gestiti ogni giorno. È per questo che siamo sempre alla ricerca di persone motivate ed ambiziose, che amino lavorare insieme in un contesto internazionale. Tutti condividiamo l’obiettivo di fare bene il nostro lavoro, oggi meglio di ieri. Probabilmente hanno dimenticato di scrivere motivati a lavorare senza retribuzione ed utilizzati solo quando gli incassi per l’azienda sono floridi! Di questi licenziamenti dobbiamo ringraziare come lavoratori, chi doveva essere dalla nostra parte; le organizzazioni sindacali concertative, quelle burocrazie sindacali, che hanno condiviso con il governo e confindustria che ha dettato l’agenda, lo sblocco dei licenziamenti. Per di più oggi, su richiesta sempre dei padroni di Confindustria, si sono cancellate dal testo di legge persino quelle sanzioni simboliche per i padroni che scappano. Nei fatti hanno confezionato una legge che prescrive come licenziare educatamente e monetizzare il licenziamento. Proprio come avviene in Francia. Una truffa presentata come “soluzione”. Inaccettabile. Inaccettabili come possono essere gli ammortizzatori in discussione che si configurano come atterraggio morbido dei licenziamenti e creazione di nuovo precariato (allargamento della cassa differenziato per tipologia d’impresa, contratto di espansione come scivolo pensionistico a perdere, contratto di rioccupazione con declassamento incorporato attraverso l’apprendistato) più che come protezione sociale dei licenziati.
Ora attendiamo lo svolgersi delle procedure di raffreddamento e dopodiché si passerà alle azioni di lotta che i lavoratori decideranno. Significa dire ad ogni padrone che vuole licenziare deve mettere sul conto, in primo luogo, la perdita di controllo sui suoi impianti, perché i lavoratori andranno a sfamarsi dentro le fabbriche occupate; un ammonimento che in termini pratici vale infinitamente di più di una probabile multa da assorbire a bilancio. Una forma di lotta necessaria – conclude il sindacato – come replica proporzionale alla radicalità del padrone. Uguale e contraria».

Argomenti
Categorie collegate

Corriere della Calabria - Notizie calabresi
Corriere delle Calabria è una testata giornalistica di News&Com S.c.a.r.l. ©2012-. Tutti i diritti riservati.
P.IVA. 03199620794, Via del Mare, 65/3 S.Eufemia, Lamezia Terme (CZ)
Iscrizione tribunale di Lamezia Terme 5/2011 - Direttore responsabile Paola Militano
Design: cfweb