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La celebrazione

Villapiana, il parroco papà e nonno prende possesso della parrocchia “Stella Maris”

Mons. Savino: «Don Giovanni mi colpisce quando dice di preoccuparsi della suocera come impegno nei confronti della sua cara moglie che non c’è più»

Pubblicato il: 26/10/2021 – 9:17
Villapiana, il parroco papà e nonno prende possesso della parrocchia “Stella Maris”

VILLAPIANA Don Giovanni Lattuca, il parroco papà e nonno, prende possesso della sua Parrocchia “Stella Maris”, allo Scalo cittadino. Il suo ingresso nella Chiesa villapianese giunge a soli due mesi dall’ordinazione sacerdotale Sostituirà don Francesco Diodati, dal 1 novembre in servizio missionario nella Diocesi di Bolzano- Bressanone, quale sacerdote fidei donum.
Don Giovanni è stato benedetto dal vescovo della Diocesi di Cassano, Francesco Savino. «Mi colpisce sempre – ha detto il presule – quando dice che ha la suocera da accudire, si preoccupa per lei come impegno nei confronti della sua cara moglie che non c’è più. Lui saprà donarsi, imparerete a conoscerlo».
«Scusatemi se talvolta sentirete che nominerò le mie due figlie Marialucia e Teresa o i miei nipoti Francesco e Margarete. E spero mi capirete se ogni tanto correrò da loro a Bolzano, dove vivono, per abbracciarli. Essere papà e nonno è bellissimo, ma la chiamata del Signore non ha paragoni. Ecco perchè ho scelto la vita matrimoniale con Gesù, a cui ho deciso di dedicare la mia restante esistenza. Ma se mi assenterò è per loro, e di questo vi chiedo scusa, ma sin d’ora vi dico, che senza di voi non sono nulla». Così invece don Giovanni nel suo discorso di insediamento, dinanzi a tanti confratelli, ai colleghi delle Ferrovie dello Stato con cui ha lavorato quarant’anni, ad una delegazione proveniente da Montegiordano suo paese di residenza, e a tanti fedeli.
«Avete voluto bene a don Nunzio Laitano (attuale segretario delv escovo fatto popolo, peraltro presente alla cerimonia), come del resto a don Francesco. Ringraziate il dono che è stato, e pregate per lui, e lui pregherà per voi. Sia benedetta la vita della Chiesa, della Diocesi, di don Francesco e don Giovanni», ha aggiunto monsignor Savino, che poi ha inviato un messaggio ben preciso: «Dobbiamo ritrovare la credibilità, è necessario chiederci che Chiesa dare ai nostri bambini. È l’ora della corresponsabilità, del Sinodo che deve aiutarci all’ascolto dentro e fuori, è l’ora della spiritualità, del dialogo. Preghiamo per Papa Francesco e tenete sempre presente che il Vescovo vi vuole bene».
«Vi ho voluto bene e vi porterò sempre nel cuore, un abbraccio e buon cammino», ha detto poi don Francesco Diodati salutato dai suoi parrocchiani, dalla Polisportiva Pro Emiliano e dalle tante persone che hanno preso parte alla cerimonia.
«La causa principale del fallimento umano è l’egoismo. Il peccato originale è la conflittualità tra di noi. Noi siamo dei cognomi in cerca di nomi, e utilizziamo tutte le strategie e le tecniche per protagonismo» ha concluso mons. Savino. E facendo sue le parole del Santo Padre ha detto: «Il malato viene prima della malattia. Non fate mai profitto sugli ammalati».

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