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Covid, autorizzate le cure con gli anticorpi monoclonali a Rossano e Cetraro

L’Asp di Cosenza sta predisponendo la riapertura totale della Pneumologia Covid del “Giannettasio” fino a 38 posti

Pubblicato il: 06/11/2021 – 7:14
di Luca Latella
Covid, autorizzate le cure con gli anticorpi monoclonali a Rossano e Cetraro

CORIGLIANO ROSSANO Il Covid torna a fare paura. Il 16enne non vaccinato, affetto dal virus Sars-Cov-2 ricoverato in rianimazione all’ospedale di Cosenza, dopo essere passato dal pronto soccorso dall’ospedale “Giannettasio” di Corigliano Rossano, città in cui risiede, è solo l’ultimo dei casi eclatanti. Ci sono, però, anche le buone notizie.

Corigliano Rossano e Cetraro: autorizzati gli anticorpi monoclonali

Preoccupazioni a parte, il rovescio della medaglia di una situazione epidemiologica sul territorio che inizia a farsi critica, è l’autorizzazione alle cure dei pazienti Covid con gli anticorpi monoclonali, come confermato dal direttore sanitario dell’Asp, Martino Rizzo, nei reparti Covid degli spoke di Corigliano Rossano ed in caso di necessità anche quello di Paola-Cetraro che per il momento rimane chiuso. Nei due centri potranno, quindi, essere utilizzare le proteine prodotte in laboratorio per contrastare l’infezione.

Posti letto Covid già in overbooking

Da ieri, frattanto, il reparto Covid è saturo ed i 18 posti al momento disponibili, peraltro in overbooking, sono tutti occupati – da pazienti non vaccinati – anche a causa del fatto che l’unità operativa complessa di Pneumologia Covid di Rossano ad oggi è l’unica attiva in tutta l’Asp di Cosenza, ospedale Annunziata escluso.
Il reparto nel corso della passata ondata della pandemia ha ospitato per mesi 38 pazienti. Tanti erano i posti letto nelle due ali del quinto piano del “Giannettasio” dedicati al virus. Passata la fase acuta dell’emergenza, una parte è stata chiusa mentre nell’altra, mediamente, sono stati ricoverati 6-8 pazienti. Da qualche giorno si sta registrando un’impennata vertiginosa di casi e di ricoveri, come conferma il dottor Giovanni Malomo, direttore dell’unità operativa complessa di Pneumologia Covid del “Giannettasio”. In alcuni ambiti familiari della città – soprattutto fra i non vaccinati – il Sars-Cov-2, corre veloce. Il primario del reparto Covid conferma anche che l’età media dei ricoverati si sta abbassando dai 60 ai 45-50 anni. «Il reparto – dice Malomo al Corriere della Calabria – è pieno di pazienti e sono tutti non vaccinati. La variante dominante è sempre la “delta”».

A Rossano riaprono i 38 posti disponibili

La preoccupazione è crescente anche nel management dell’Asp di Cosenza, in riunione nel pomeriggio di oggi per decidere la riapertura anche dell’altra ala del reparto Covid di Rossano. L’obiettivo è “coprire” il più possibile, quindi riportare la disponibilità a 38 posti. Ma c’è un problema da superare, perché se da un lato la struttura è pronta, dall’altro si dovranno richiamare in servizio nel reparto medici, infermieri e operatori socio-sanitari assunti in piena emergenza e dirottati altrove – in altre unità operative complesse o addirittura in altri ospedali – a seguito della decrescita dell’infezione.
L’Azienda sanitaria provinciale vuole farsi trovare pronta ad un’altra ipotetica ondata. Vuole riattivare Rossano nel pieno delle sue possibilità anche perché i reparti di pneumologia e malattie infettive dell’ospedale hub di Cosenza sono saturi.

Caos al pronto soccorso del “Giannettasio”

Lo spauracchio, insomma, è quello di assistere nuovamente alle file di ambulanze fuori dal pronto soccorso del “Giannettasio”. «Da qualche giorno – spiega Natale Straface, primario del pronto soccorso, direttore del Dipartimento Emergenza-Urgenza dello spoke di Corigliano Rossano al Corriere della Calabria – stiamo assistendo sempre più pazienti affetti dal Covid. Fino a ieri avevamo una valvola di sfogo che era il reparto Covid, da qualche ora invece non ci sono più posti disponibili».
Straface lamenta anche la cronica e atavica carenza di personale. «Continua la fuga di medici dai nostri pronto soccorso. Non sappiamo più a quale santo votarci per coprire i turni giornalieri ed è concreta ad oggi la possibilità di dover chiudere il pronto soccorso del polo ospedaliero di Corigliano». Il rischio, peraltro, è quello di concentrare il servizio di emergenza-urgenza di tutta la Sibaritide – 250mila abitanti sul pronto soccorso di Rossano. (l.latella@corrierecal.it)

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