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la memoria e il presente

Giro d’Italia, tutto quello che c’è da sapere sulla tappa di oggi da Catanzaro a Cosenza

Da Binda a Pantani e oltre: in un secolo i numeri, la storia e le curiosità della carovana rosa di passaggio dalla nostra regione

Pubblicato il: 12/05/2026 – 9:34
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Giro d’Italia, tutto quello che c’è da sapere sulla tappa di oggi da Catanzaro a Cosenza

COSENZA Nella città delusa dal calcio, arriva a Cosenza la carovana rosa nella sua prima tappa italiana dopo lo show bulgaro: il Giro d’Italia oggi comincia a far girare le ruote in Italia con la Catanzaro-Cosenza, di 138 km. Tappa breve, veloce, ma con una lunga salita intermedia sebbene non impegnativa: partenza dal capoluogo di regione per raggiungere Lamezia Terme senza difficoltà altimetriche e di lì proseguire lungo la costa Tirrenica (ss.18) sempre su strada larga e leggermente ondulata. Dopo San Lucido si affronta la salita di Cozzo Tunno (collegata in vetta al Passo della Crocetta da Paola). Salita di quasi 15 km, ma senza pendenze importanti. Segue una lunga discesa fino alla piana del Crati dove in leggera salita si raggiunge l’arrivo di Cosenza (viale Trieste), previsto dopo le 14.30. Ultimi 3 km cittadini con alcune curve nella parte centrale sempre su strade ampie. La corsa è sempre in leggerissima salita fino alla gobba del ponte sul Crati. Si affrontano alcune ampie curve in seguito che immettono nel rettilineo finale. Retta di arrivo di 450 m al 3.7% di pendenza, su asfalto di larghezza 8 m.
E proprio nel tratto cosentino i ciclisti renderanno idealmente omaggio al monumento (foto in basso) posto di recente dall’amministrazione comunale all’inizio del tratto di viale Mancini in ricordo di Pino Faraca, indimenticato campione cosentino morto esattamente 10 anni fa all’età di 57 anni: Faraca, che oltre alla passione per le due ruote aveva quella per la pittura, durante la sua carriera ha fatto parte delle squadre Honved-Bottecchia, Dromedario e Ariostea. Professionista dal 1981 al 1986, fu migliore giovane al Giro d’Italia 1981, dove si piazzò 11° nella generale indossando la maglia bianca.

Oggi scuole chiuse a Catanzaro e Cosenza

I sindaci di Catanzaro che Cosenza, Nicola Fiorita e Franz Caruso, hanno predisposto per la giornata odierna la chiusura degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Caruso ieri ha invitato la cittadinanza ad avere un po’ di pazienza (quello del Giro, ha detto, è «un ritorno che val bene qualche disagio e qualche rinuncia»).
A Catanzaro la tappa partirà dal Parco della Biodiversità. Il primo cittadino, come detto, ha disposto la sospensione delle attività didattiche di tutte le scuole di ogni ordine e grado, servizi per l’infanzia, Università Magna Graecia, Accademia di Belle Arti e Conservatorio “Saverio Arlia” per il 12 maggio 2026. Inoltre nelle scuola IIS “E. Fermi” di via Carlo Pisacane la sospensione delle attività è stata disposta per i giorni 9, 11 e 12 maggio e IIS “V. Emanuele II – B. Chimirri”, la Scuola Agraria, la chiusura per il 12 maggio 2026.

Mezzo secolo di storia in rosa

Fin qui l’attualità. Ma il Giro, nei decenni, ha lasciato traccia indelebile in tutta la nostra regione. Negli anni Settanta le strade calabresi videro sfrecciare il dominatore assoluto del ciclismo mondiale: Eddy Merckx. Il belga, soprannominato “il Cannibale”, lasciò il segno anche nel Sud Italia, ma a conquistare il cuore degli appassionati calabresi fu pure il connazionale Roger De Vlaeminck, vincitore nel 1975 della Montesano Terme-Cosenza-Catanzaro e della Bari-Castrovillari. Le cronache dell’epoca raccontano di ali di folla lungo le statali e di corridori accolti come eroi popolari. Catanzaro, in particolare, ha spesso regalato immagini indimenticabili.
Nel 1968 l’arrivo nel capoluogo fu accolto da migliaia di persone assiepate lungo il percorso sin dalle prime ore del mattino. A vincere fu Herman Van Springel, protagonista di una lunga fuga sotto un caldo quasi estivo che mise in crisi molti corridori sulle rampe che portavano verso la città. Dodici anni più tardi, nel 1980, Catanzaro visse invece una giornata completamente diversa. Poco prima dell’arrivo un violento temporale si abbatté sul percorso: pioggia battente, vento e asfalto scivoloso provocarono diverse cadute nelle curve finali. Eppure nessuno si mosse. I tifosi rimasero per ore sotto l’acqua pur di vedere il passaggio della maglia rosa, trasformando quella tappa in una delle più combattute e spettacolari dell’epoca. Ancora oggi molti ricordano l’atmosfera dell’arrivo a Catanzaro Lido nel 1985. Sul lungomare si respirava aria di festa già dalla mattina: balconi pieni, tetti occupati dagli spettatori e bambini arrampicati ovunque per riuscire a vedere lo sprint finale. La volata si risolse in pochi metri davanti a una folla impressionante, in uno scenario che le cronache sportive descrissero come “un piccolo stadio a cielo aperto”. Nel Giro del 1986, vinto poi da Roberto Visentini, la Calabria fu attraversata in una fase ancora centrale della corsa. Le tappe meridionali furono decisive più per il calore del pubblico e la durezza logistica che per la classifica, ma confermarono Catanzaro come snodo ricorrente del percorso.
Tra le tappe più dure resta invece quella del 1982 da Palmi a Camigliatello Silano. Il caldo soffocante della costa lasciò spazio al clima più rigido della Sila in pochi chilometri, mettendo in crisi anche i corridori più esperti. Le salite interminabili e le strade invase dai tifosi trasformarono quella giornata in una vera prova di resistenza. Negli anni Novanta fu invece la nebbia a rendere epico il passaggio del Giro sull’altopiano silano. In alcuni tratti i corridori pedalavano quasi alla cieca, costretti a recuperare mantelline e guanti dalle ammiraglie mentre il freddo sorprendeva il gruppo dopo il caldo delle tappe costiere. Lungo il percorso, tanti tifosi offrivano acqua, tè caldo e incitamenti ai ciclisti stremati.
Più recente, e ancora vivissimo nei ricordi degli appassionati calabresi, è l’arrivo del 2003 a Catanzaro con il trionfo di Alessandro Petacchi. Il velocista spezzino dominò lo sprint sul lungomare nell’edizione che lo consacrò come uno dei migliori sprinter della sua generazione. Quel giorno la città si trasformò in una festa popolare: strade piene, bandiere rosa alle finestre e la tradizionale carovana pubblicitaria accolta come un evento nell’evento. Nel 2022 il Giro è tornato nuovamente protagonista in Calabria con gli arrivi a Scalea e Diamante, riportando lungo le coste quell’entusiasmo che da decenni accompagna il passaggio della corsa rosa.

Pantani in Calabria

Anche Marco Pantani ha lasciato il segno nel Sud soprattutto nel Giro d’Italia 1999, quello della sua doppietta Giro-Tour poi tristemente segnato dalla squalifica alla vigilia di Madonna di Campiglio. In Calabria, però, il suo nome è legato soprattutto a una tappa simbolica: la corsa attraversò la Calabria tirrenica, con passaggio da Praia a Mare e lungo la costa cosentina. Non fu una tappa decisiva per la classifica generale, ma fu una delle giornate in cui il pubblico calabrese vide da vicino il “Pirata”, già amatissimo e circondato da un’aura quasi mitica.  Un dettaglio spesso ricordato nelle cronache dell’epoca è proprio questo: la folla lungo la Statale 18 Tirrena Inferiore, con striscioni improvvisati e gente assiepata anche nei punti panoramici più difficili da raggiungere.

Da Catanzaro a Cosenza passando per il Tirreno e Rende

Tra l’arrivo e la partenza, la “carovana” in bicicletta arriverà anche a Rende e attraverserà, in particolare, contrada Isolette, contrada Fiume Crati (nella Strada Provinciale 234) e contrada Santa Chiara di Menna (nella Strada Provinciale 229). È un evento importante per il territorio, che richiede la collaborazione di tutti. Per garantire la sicurezza degli atleti e del pubblico, le vie che saranno attraversate dai ciclisti saranno chiuse al traffico a partire dalle ore 13:30, cioè da tre ore e mezzo prima del passaggio del Giro fino a 30 minuti dopo il suo termine, in conformità con l’ordinanza prefettizia prot. n. 0059549 del 07/05/2026. Al riguardo, si invitano gli automobilisti a organizzare al meglio i propri spostamenti e ad aggiornarsi attraverso i canali ufficiali dedicati all’evento.
Infine l’arrivo nel capoluogo bruzio: Cosenza vanta una buona tradizione in fatto di tappe. La storia ci ricorda che la prima volta che la corsa rosa passò tra Crati e Busento fu nel 1929, in occasione della tappa Potenza-Cosenza e della vittoria del leggendario Alfredo Binda che bissò il successo ottenuto nella nostra città anche nella tappa successiva, la Cosenza-Salerno, per poi aggiudicarsi la vittoria finale al Giro in quella edizione». 
Un altro precedente storico della Catanzaro-Cosenza fu nel 1930. A vincerla fu Domenico Piemontesi. Altre tappe storiche che toccarono la città dei Bruzi furono nel 1949 con la vittoria di Guido De Santi nella Villa San Giovanni-Cosenza, mentre nella tappa immediatamente successiva di quell’anno, la Cosenza-Salerno, è il Campionissimo Fausto Coppi a salire sugli scudi e a tagliare vittorioso il traguardo. In tempi non lontanissimi gli storici e gli appassionati di ciclismo e della corsa rosa ricorderanno, nel 1961, l’affermazione di Antonio Suarez Vasquez nella Reggio Calabria-Cosenza, quella di Jean Stablinski, nel 1967, sempre al termine di una tappa da Reggio Calabria a Cosenza e, nel 1972, la vittoria del belga Roger De Vlaeminck, nella Montesano-Terme-Cosenza (la tappa successiva fu la Cosenza-Catanzaro con la vittoria dello svedese Gosta Petterson). In quell’anno la vittoria finale del Giro andò al grande campione belga Eddy Merckx. 

giro d'Italia corso Umberto Cosenza 2020

Un successo quello di Roger De Vlaeminck a Cosenza ripetutosi anche nel 1976 con un arrivo in volata sul traguardo bruzio al termine della tappa Reggio Calabria-Cosenza. Nel 1981 fu Moreno Argentin a tagliare vittorioso in volata il traguardo di Cosenza al termine della tappa Sala Consilina-Cosenza. 5 anni più tardi sarebbe diventato campione del mondo.  Il Giro è ancora una volta in città nel 1986 con l’arrivo della Nicotera-Cosenza, vinta dallo statunitense Greg Lemond. Altra tappa di arrivo nella città dei Bruzi, nel 1989. Al termine della Scilla-Cosenza si impose Rolf Jaermann. Tappe più recenti, la Cosenza-Matera, nel 2013, con la partenza da Piazza dei Bruzi. Ultima tappa, ma di transito, nel 2020, anno della pandemia (nella foto in alto in passaggio da corso Umberto), quando il Giro passò da Cosenza, per la 103ma edizione (la tappa era la Mileto-Camigliatello Silano). Il tutto avvenne non in primavera, come è tradizione, ma il 7 ottobre, proprio a causa della pandemia. Meno di sei anni dopo la magia si ripete. (EF — FV)

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