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asfalto impeccabile e buche scomparse

Più tappe, meno crateri: il miracolo del Giro d’Italia che sistema le strade calabresi

Il passaggio della corsa rosa ha trasformato le zone coinvolte delle città in piste da Formula 1. A Cosenza scomparse le buche, mentre appena oltre il tracciato ufficiale tutto torna come prima

Pubblicato il: 12/05/2026 – 9:46
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Più tappe, meno crateri: il miracolo del Giro d’Italia che sistema le strade calabresi

COSENZA Come suggerisce con la consueta ironia dello Statale Jonico, forse non sarebbe affatto una cattiva idea far passare il Giro d’Italia in Calabria ogni anno. Perché, puntuale come le polemiche sul Festival di Sanremo e le code d’agosto sulla Salerno-Reggio, anche stavolta la corsa rosa ha compiuto il suo piccolo miracolo laico: strade improvvisamente lisce, asfalto impeccabile e buche misteriosamente scomparse. Quei crateri che per mesi – a volte per ere geologiche – costringono automobilisti e motociclisti a slalom degni di una finale olimpica, nel giro di pochi giorni sono stati ricoperti da una colata d’asfalto degna di una pista aeroportuale. Altro che le classiche toppe rattoppate in fretta e furia, destinate a sgretolarsi alla prima pioggia utile: stavolta il manto stradale è stato trattato con la delicatezza riservata ai salotti buoni. D’altronde il Giro passa in televisione, e milioni di spettatori osservano. Meglio evitare che le immagini della Calabria ricordino un videogioco post-apocalittico o, peggio ancora, che qualche corridore finisca in una buca abbastanza profonda da riemergere direttamente in Basilicata. A Cosenza, ad esempio, i tre chilometri cittadini che ospiteranno il finale di tappa sono stati asfaltati di fresco nei giorni scorsi. Naturalmente in pieno giorno, così da aggiungere al restyling anche il tradizionale corredo di traffico paralizzato, clacson isterici e cittadini rassegnati. Il tutto, però, limitatamente al tracciato della corsa: basta spostarsi di mezzo metro oltre il percorso ufficiale e il miracolo svanisce. Le buche tornano, i crateri pure, e la normalità riprende possesso dell’asfalto. Insomma, il Giro d’Italia in Calabria sembra funzionare come una visita importante in casa: si sistema il soggiorno, si nasconde la polvere sotto il tappeto e si spera che nessuno apra la porta sbagliata. Agli abitanti delle strade rimaste escluse non resta che coltivare una speranza: magari, prima o poi, il Giro passerà anche sotto casa loro. (f.v.)

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