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La Regione verso il Bilancio: ecco i “paletti” e le azioni da mettere in campo

Nel Defr le linee di programmazione dell’ente: manovra “ingessata” ma l’esigenza è uno sforzo in più di tutto il sistema (non solo della politica)

Pubblicato il: 27/11/2021 – 22:01
La Regione verso il Bilancio: ecco i “paletti” e le azioni da mettere in campo

CATANZARO «Senza un intervento di razionalizzazione della spesa regionale finanziata da risorse autonome, continuerà ad essere estremamente complicato attuare politiche espansive, a meno che non si voglia procedere ad un aumento dell’imposizione fiscale con l’incremento delle addizionali regionali Irpef e Irap, oltre il livello delle aliquote già in vigore per il ripiano dei disavanzi sanitari». Il Documento di Economia e Finanza della Regione Calabria per gli anni 2022-2024 non è un semplice atto burocratico, almeno non questa volta, per questo nel provvedimento approvato nei giorni scorsi dalla Giunta Occhiuto – su proposta congiunta del governatore e della vicepresidente con delega al bilancio Giusy Princi – le linee di politica economica che dovranno ispirare la stesura del bilancio sono accompagnate anche da precisi messaggi, indirizzati alla politica e non solo. Messaggi da prendere in debita considerazione ora che la Regione si avvia ad entrare nella sessione di bilancio.

Il ritorno alla normalità e la necessità di accelerare

«Il Documento di Economia e Finanza regionale è un atto di programmazione fondamentale, che costituisce la base di riferimento per l’intera azione di governo e per orientare le successive scelte della Giunta e dell’Assemblea legislativa», è scritto in premessa nel Defr varato dalla Giunta Occhiuto. Defr che – si rileva – «rappresenta il ritorno alla normalità della gestione amministrativa, dopo dodici lunghi mesi nei quali la Regione è stata governata in regime di reggenza, e pertanto caratterizzati da attività ordinarie, in un contesto peraltro di eccezionale gravità dovuto all’emergenza pandemica. Occorre, ora, imprimere una decisa accelerazione al fine di rendere pienamente operativa l’intera macchina regionale e, soprattutto, evitare il ricorso all’esercizio provvisorio».

«Sfruttare l’opportunità dei fondi Ue e Pnrr»

Nel Documento dei Economia e Finanza si parte anzitutto dalla conferma dei limiti di manovra della Regione per quanto riguarda il bilancio, “ingessatissimo” da tanti fattori. Ma si richiede ora uno sforzo (corale) in più. «Analizzando il Documento di Economia e Finanza -si legge infatti nel Defr – appare evidente che l’impiego delle sole risorse libere di bilancio – che sono in buona parte assorbite dai costi obbligatori – non può essere sufficiente a realizzare una politica di sviluppo che sia in linea con le esigenze e le aspettative di chi vive nella nostra regione…. L’idea che tutti i problemi della regione, da quelli occupazionali a quelli che affliggono enti locali e società, possano essere risolti con questa fetta del bilancio della Regione, continua imperterrita a persistere malgrado sia ormai chiaro da diversi anni l’esatto contrario. Per tale motivo la situazione deve essere ben compresa da tutto il sistema regionale, dal livello politico nel suo complesso, dalle forze sociali, dagli enti locali e da tutto l’apparato burocratico. È sull’altra fetta del bilancio, ben più corposa, che – spiega ancora la Giunta del Defr – devono essere concentrati gli sforzi e l’attenzione della politica e della burocrazia regionale. Appare evidente, infatti, in tale contesto, come le risorse finanziate dall’Ue e dallo Stato, attualmente allocate nel bilancio, nonché quelle previste dal Pnrr, dalla nuova programmazione unitaria 2021-2027 e dai fondi destinati alla perequazione infrastrutturale, possono costituire una opportunità irripetibile per contrastare il deterioramento del tessuto economico finanziario calabrese, attraverso una idonea azione di accelerazione degli investimenti, per avviare finalmente in questa regione un percorso di sviluppo sostenibile e duraturo».

I “paletti” nella predisposizione del bilancio

Ciò posto, ci sono comunque dei veri e propri “paletti”, delle inderogabili necessità, per la Regione, di cui tener conto nella fase di predisposizione ed approvazione dei documenti contabili relativi al bilancio di previsione 2022-2024. Eccoli: «Accantonare rilevanti importi di risorse autonome nel Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) in assenza del celere recupero dei crediti vantati nei confronti dei Comuni» in tema di canoni idrici e rifiuti, «ripianare il disavanzo generato dalle decisioni della Corte dei conti nel giudizio di parifica dell’anno 2020, nella denegata ipotesi in cui la magistratura contabile non ritenesse valide le ragioni del mantenimento nelle scritture contabili di crediti vetusti vantati nei confronti dello Stato…; accantonare risorse autonome nel fondo rischi legali, connesso all’entità delle vertenze intraprese contro la Regione e al grado di soccombenza stimato dalla Avvocatura regionale e che, se non correttamente gestito, rischia di drenare notevoli risorse anche a causa del rilevante numero di contenziosi (non sempre fondati); accantonare le risorse finalizzate alla copertura dei pignoramenti e dei debiti fuori bilancio che hanno superato l’importo di circa 200 milioni di euro negli ultimi sei anni; accantonare le risorse finalizzate alla copertura del fondo perdite delle società regionali. Chiaramente – è riportato ancora nel Defr – per fare fronte a tale erosione di risorse autonome si rende necessario ampliare il livello di entrate e rimodulare quantitativamente e qualitativamente la spesa regionale».

Le azioni da mettere in campo

Da qui il “consiglio” sulle azioni da mettere in campo con il bilancio della Regione: «La tutela e il recupero dei crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni», in particolare «nei confronti dello Stato a fronte dell’avvenuta realizzazione di specifici investimenti, quali quelli connessi al “Completamento dello schema idrico sulla diga del torrente Menta” e al “Complemento del progetto 26/3100 inerente alla diga Esaro e Cameli”; definizione dei rapporti e recupero delle somme connesse alla soccombenza in giudizio a fronte delle vertenze incardinate contro il commissario delegato per l’emergenza ambientale e lasciate “in eredità” alla Regione; prosecuzione delle attività di recupero, anche coattivo, del credito vantato a fronte del servizio idrico erogato agli enti locali… recupero coattivo dei crediti vantati nei confronti degli enti locali in relazione al sistema rifiuti solidi urbani; la riduzione del deficit in sanità (estremamente importante per gli equilibri del bilancio regionale…) e soprattutto il raggiungimento di una “normalità” nella gestione sanitaria; la progressiva riduzione del contenzioso e dei pignoramenti; la riduzione delle spese negli enti sub regionali; accelerare il pagamento delle fatture commerciali; l’aumento delle entrate e recupero dell’evasione fiscale; intervenire sull’apparato amministrativo regionale; realizzare gli investimenti aggiuntivi concordati con il governo».

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