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«La Calabria perde anche i treni notturni. Il paradosso degli intercity»

Dal cambio orario di dicembre 2020 la Calabria è stata privata dell’unico treno notturno che permetteva la partenza da Roma e l’arrivo in Calabria. I calabresi, per usufruire del servizio notturno…

Pubblicato il: 30/11/2021 – 13:48
di Francesco Crea
«La Calabria perde anche i treni notturni. Il paradosso degli intercity»

Dal cambio orario di dicembre 2020 la Calabria è stata privata dell’unico treno notturno che permetteva la partenza da Roma e l’arrivo in Calabria. I calabresi, per usufruire del servizio notturno verso la Calabria, devono necessariamente prendere posto su un intercity notte Roma-Sicilia che effettua fermata in Calabria solo a Lamezia Terme centrale e Villa San Giovanni. Al contrario, il “nostro” treno notturno, oltre a queste due fermate, effettua sosta per servizio viaggiatori anche a Scalea, Paola, Amantea, Vibo Marina, Tropea, Ricadi, Nicotera, Rosarno, Gioia Tauro, Palmi, Bagnara, Scilla, Reggio Calabria – Lido e Reggio Calabria centrale.
Nel giugno del 2012, la coppia di espressi notturni 894/895 Reggio Calabria – Roma Termini e viceversa è stata trasformata in intercity notte 794/795 Reggio Calabria C.le – Milano C.le, con spostamento della fermata nella Capitale dalla stazione Termini a quella Tiburtina, mantenendo i tempi di arrivo e partenza sostanzialmente identici, infatti dalla Calabria si arrivava a Roma la mattina intorno alle 6.35 e la sera si partiva da Roma verso la nostra regione intorno alle 23.15.
Nell’autunno di quello stesso anno, questa coppia di treni è stata prolungata su Torino e la fermata a Milano è stata spostata dalla Centrale a Porta Garibaldi. A causa della chiusura quasi totale, da parte di Rete Ferroviaria Italiana, per adeguamenti infrastrutturali, della linea Bologna-Firenze, il treno notte Calabria-Piemonte è stato deviato via Pisa-Genova e in senso dispari il treno Icn 795/792/793 Torino Porta Nuova-Reggio Calabria centrale ha perso la fermata serale a Roma Tiburtina visto che ora, da orario, si trova a passare tra le 1.47 e le 1.50 e pertanto in fascia notturna si può andare dalla Calabria a Roma, ma non si può più compiere il tragitto inverso.
La fermata a Roma la Calabria l’ha persa in Liguria, visto che il nostro treno notte impiega 2 ore e 35 minuti per percorrere i circa 90 km che separano Genova Piazza Principe da La Spezia centrale, perché costretto a circolare dietro a un treno locale da Genova fino a Recco, dove viene fermato per diversi minuti, onde consentire la precedenza a un altro treno regionale e tutte queste perdite di tempo costringono il nostro treno ad effettuare un’altra sosta a Corniglia per dare la precedenza al Frecciargento Genova-Roma, treno di categoria superiore agli Intercity.
Mi chiedo se esista una legge della Repubblica Italiana che consenta a Rfi di fermare un treno intercity per far passare un treno regionale che risulta essere più economico, rispetto agli intercity diurni e notturni… I treni intercity diurni e notturni in Italia vengono sovvenzionati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso un contratto con Trenitalia, mediato con l’appoggio tecnico del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, perché ufficialmente sono treni che non potrebbero finanziarsi con la semplice vendita dei biglietti, circolando anche ma non solo in aree a scarsa domanda, al contrario dei servizi a mercato, come le Frecce. Con orari del genere, però, è logico che i treni Intercity che presentano gravi allungamenti dei tempi di percorrenza, non potranno mai attrarre una clientela tale da consentire l’effettuazione a mercato di questa tipologia di treni e pertanto la loro sopravvivenza continuerà a essere legata alla sovvenzione statale che copre le perdite.
Da sottolineare che anche in senso pari – a causa della soppressione della fermata a Napoli centrale – la fermata a Roma Tiburtina, come comodità, è del tutto inadeguata, visto che l’arrivo anticipato alle 6.06 del mattino è un orario scomodo e quindi sarebbe auspicabile ritornare al vecchio orario con fermata intorno alle 6.40. Un’altra cosa gravissima sono i tempi di percorrenza tra Roma e Firenze, infatti, partendo alle 6.09 da Roma Tiburtina, il treno Icn 794 Calabria – Piemonte arriva a Firenze Campo Marte dopo 3 ore e 56 minuti, ossia, alle 10.05. La sera, invece, il corrispondente treno Icn 793 Piemonte-Calabria, partendo da Firenze alle 22.08, giunge nella Capitale per effettuare solo una fermata di servizio alle 1.47, dopo 3 ore e 39 minuti.
Da specificare che questa coppia non effettua nessuna fermata intermedia tra Roma e Firenze e che i regionali della stessa linea sono in molti alcuni casi più veloci del nostro treno. Visti i tempi di percorrenza, mi domando perché un treno tanto lento costi tanto caro…
Da sottolineare inoltre che nel 1975 il treno TEE 93 “Vesuvio” sulla medesima tratta impiegava 3 ore e 3 minuti. Nonostante tutti i lavori che negli anni passati prima le FS e poi Rfi hanno fatto e stanno facendo, i tempi di percorrenza dei treni intercity in Italia in molte tratte sono aumentati. Stesso discorso vale per la Jonica, dove i treni rapidi in circolazione tra Reggio Calabria e Taranto prima della loro soppressione nel 2003 impiegavano tra le 5 ore e 55 minuti e le 6 ore esatte per compiere l’intero percorso che separa la Città dello Stretto da Taranto. Ora, invece, i tempi di percorrenza si attestano tra le 6 ore e 58 minuti come per il treno intercity IC 567 e le 6 ore e 29 minuti del treno IC 559. E anche su diverse tratte della Jonica, linea quasi del tutto a binario unico, i treni intercity, sebbene più costosi rispetto ai treni regionali, sono più lenti dei treni locali e in diversi casi sono costretti a fermarsi per dare la precedenza ai treni regionali. Mentre il Gruppo FS Italiane presenta il futuro turismo ferroviario di lusso dei “Treni della dolce vita”, qui in Calabria utilizziamo i “Treni della vita amara”!

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