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Le vessazioni delle cosche di Cutro nel Catanzarese, un rinvio a giudizio e 19 abbreviati

Il gup ha ammesso parte civile il titolare di un’agenzia di viaggi e i familiari finiti sotto usura. La cosca prenotava viaggi all’estero senza pagare

Pubblicato il: 13/12/2021 – 21:14
di Alessia Truzzolillo
Le vessazioni delle cosche di Cutro nel Catanzarese, un rinvio a giudizio e 19 abbreviati

CATANZARO Un solo rinvio a giudizio e 19 persone ammesse al rito abbreviato. Nel corso dell’udienza preliminare del processo denominato Big Bang è stato rinviato a giudizio Moreno Bertucci, 50 anni, di Sellia Marina, per il quale il processo avrà inizio il 16 settembre 2022. Per chi ha optato per il rito abbreviato – ovvero per  Alfonso Mannolo (82), di Cutro; Pietro Scerbo (74), di Cutro; Mario Scerbo (43), di Cutro; Andrea Martino Sirelli (43), di Sellia Marina; Volodymyr Nemesh (32), Ucraina; Mario Falcone (67), di Cutro; Leonardo Falcone (57), di Cutro; Leonardo Curcio (52), di Cutro; Leonardo Trapasso (52), di Cutro; Tommaso Trapasso (43), di Cutro; Salvatore Macrì (53), di Cropani; Antonio Scicchitano (49), di Botricello; Giuseppe Talarico (36), di Catanzaro; Dante Mannolo (53), di Cutro; Pietruccia Scerbo (46), di Cutro; Marco Falcone (43), di Cutro; Giuseppe Capicotto (47), di Catanzaro; Egidio Zoffreo (49), di Cutro; Giovanni Zoffreo (27), di Botricello; Fabio Mannolo (35), di Crotone – il processo proseguirà il prossimo 25 febbraio.

 L’accusa

Secondo l’accusa la consorteria Scerbo-Trapasso-Mannolo-Zoffreo, di San Leonardo di Cutro, avrebbe in maniera sistematica controllato il territorio compreso tra Cropani e Sellia Marina attraverso il taglieggiamento e l’usura. Le indagini della Compagnia dei carabinieri di Sellia Marina, guidata dal capitano Alberico De Francesco, hanno rivelato l’estorsione ai danni di un imprenditore che avveniva sistematicamente dal 1976. E chi non poteva pagare finiva sotto il giogo dell’usura, come accaduto a un imprenditore del settore floro vivaistico, sotto estorsione fin dagli anni ’90.  Così è accaduto anche che il titolare di un’agenzia di viaggi (Viaggiare che piacere di Sergio Scalese) di Cropani posto sotto usura, avesse accumulato un debito monstre nei confronti di cinque diversi usurai. In particolare l’imprenditore era stato vessato negli anni dai Trapasso (Leonardo e Tommaso Trapasso e Salvatore Macrì) i quali prenotavano viaggi, anche all’estero, senza pagare. Schiacciato dai debiti l’uomo alla fine ha visto, quale unica possibilità per uscire dall’incubo, quella di denunciare i propri aguzzini.
Non solo.
Dante e Alfonso Mannolo avrebbero anche cercato di imporre la fornitura di caffè a due titolari di un bar. Non solo. Avrebbero anche cercato di intimidire uno dei due baristi, tramite il noto dj “Big Martino”, al secolo Andrea Martino, per impedirgli di denunciare il fatto ai carabinieri. Il barista, però, ha avuto fiducia nella giustizia e ha denunciato ogni cosa.

Parti civili

Nel corso dell’udienza di oggi il gup Pietrò Carè ha ammesso le richieste di costituzione di parte civile per Sergio Scalese (titolare dell’agenzia Viaggiare che Piacere), per Carmela Demare (moglie di Scalese che aveva prestato al marito ingenti somme di denaro) nonché per la Signora Teresa Rizzo (suocera di Scalese, anche lei aveva prestato al genero una grossa cifra calcolata in172mila euro). L’ufficio di Procura non aveva riconosciuto Demare (difesa dall’avvocato Michele Gigliotti) e Rizzo (difesa da Daniela Scarfone) parti offese.  Gli avvocati hanno specificato come la richiesta di costituzione di parte civile delle due donne poggi sul presupposto della esistenza di un danno indiretto. Una tesi accolta dal gup che ha ammesso le parti civili nonostante le numerose eccezioni sollevate dalle difese.

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