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Liste d’attesa, Sapia: «Controllare che non ci siano i furbi»

Interrogazione del parlamentare ai ministri della Salute e dell’Economia su ipotetici favoritismi negli interventi chirurgici

Pubblicato il: 08/02/2022 – 9:51
Liste d’attesa, Sapia: «Controllare che non ci siano i furbi»

ROMA Sul recupero delle prestazioni sanitarie non erogate a causa della pandemia da Covid, il deputato di Alternativa Francesco Sapia ha interrogato il presidente del Consiglio e i ministri della Salute e dell’Economia. In particolare, il parlamentare, che alla Camera siede in commissione Sanità, ha chiesto «se il presidente del Consiglio non intenda valutare uno scostamento di bilancio per aumentare le risorse stanziate al riguardo, ad oggi insufficienti, al fine di tutelare pienamente il diritto alla salute dei pazienti ordinari, anche per scongiurare che eventuali cronicizzazioni o aggravamenti possano aumentare i costi dell’assistenza sanitaria».
Con riferimento alla commissione d’indagine interna che di recente il commissario dell’ospedale di Cosenza, Isabella Mastrobuono, ha istituito per scovare eventuali favoritismi nella gestione delle liste d’attesa per gli interventi chirurgici, Sapia ha poi chiesto «quali informazioni abbia in proposito il ministro della Salute», perché, spiega il deputato, «sarebbe grave se le visite intra moenia fossero servite o possano servire a scavalcare chi ha più bisogno di essere operato».
Il parlamentare ha ricordato che «entro il 31 gennaio le Regioni e le Province autonome dovevano trasmettere a Roma i piani per l’utilizzo delle risorse, comunque insufficienti, destinate al recupero delle prestazioni rimaste in sospeso». Nella sua interrogazione, Sapia ha quindi chiesto «quali Regioni e Provincie abbiano presentato nei termini questi piani e quanti siano i fondi disponibili per ciascuna di esse». Ancora, il deputato calabrese ha chiesto «se il ministro della Salute non intenda tempestivamente adottare, e all’occorrenza quali, iniziative di competenza al fine di controllare che il recupero delle prestazioni sanitarie non erogate a causa della pandemia segua effettivi criteri di tutela della salute in relazione alle condizioni dei pazienti, anche per scongiurare che il sistema delle visite intra moenia possa determinare disparità, a discapito dei cittadini meno abbienti».

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