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Crotone, sulla nuova giunta scontro Corigliano-Voce in consiglio comunale

Il consigliere lascia il ruolo di capogruppo, ma resta in maggioranza. Il sindaco difende le proprie scelte sugli assessori

Pubblicato il: 07/03/2022 – 21:05
Crotone, sulla nuova giunta scontro Corigliano-Voce in consiglio comunale

CROTONE Non cambiano le aliquote sull’addizionale comunale Irpef e le detrazioni Imu per l’anno 2022. Il consiglio comunale di Crotone, nella seduta di oggi, ha approvato la proposta presentata dall’amministrazione comunale. Non ci saranno, quindi, aumenti per i cittadini che continueranno a pagare l’0,8% per l’addizionale Irpef e restano ferme le procedure e le percentuali riguardanti l’Imu.

Voce annuncia la lotta all’evasione

Non è stata accettata la proposta della consigliera Anna Maria Cantafora di rivedere l’Imu per gli immobili catalogati come C1, C3 ed E3 (non abitazioni). Il sindaco Vincenzo Voce ha spiegato che l’incasso per l’Imu non supera il 50% degli immobili presenti nel territorio per cui sarebbe impossibile per le cassi del Comune rinunciare a parte delle entrate. Secondo Voce, quindi, ci sarebbe uno zoccolo alto dell’evasione che dovrebbe comunque scomparire grazie all’incarico dato da una società che avvierà un’indagine sul campo per ottenere il quadro preciso della situazione immobiliare. Addizionale Irpef e Imu rappresentavano gli ultimi due punti dei cinque posti all’ordine del giorno della seduta del consiglio comunale di oggi.

Lo scontro Corigliano-Voce sulla nuova giunta

Un Consiglio, anche oggi, caratterizzato da scontri e polemiche. La seduta si è aperta con le comunicazioni di Voce sui recenti cambiamenti effettuati nella Giunta. Il primo intervento, subito dopo le comunicazioni del sindaco, è stato quello del capogruppo (ex) di Tesoro Calabria, Nicola Corigliano, che ha lanciato un violento attacco al sindaco. Corigliano non ha condiviso il metodo e il merito degli innesti fatti da Voce nella Giunta. Si è detto contrariato per non essere stato informato sulle scelte e non ha condiviso nemmeno il “licenziamento” degli assessori Ugo Carvelli e Ilario Sorgiovanni. A dire di Corigliano questi due assessori avevano conseguito buoni risultati nella gestione delle deleghe ai Lavori pubblici, il primo, e Urbanistica, il secondo. Il consigliere è stato anche polemico sui cambiamenti delle deleghe ad alcuni assessori e per il ritorno nell’esecutivo di Sandro Cretella, che si era dimesso qualche mese fa. Corigliano ha concluso il suo intervento dimettendosi dalla carica di capogruppo e annunciando comunque di non lasciare la maggioranza.
Altrettanto pesante è stata la replica di Voce, che ha difeso le sue scelte determinate, a suo dire, dalla volontà di fare l’interesse della città e dei cittadini amministrati. Ha contestato il fatto di non avere informato i consiglieri di maggioranza con i quali avrebbe, invece, avuto interlocuzioni continue. Non avrebbe potuto accontentare tutte le richieste dei consiglieri considerato che ogni rappresentante della maggioranza avrebbe proposto un proprio nome per la carica di assessore. Voce ha anche parlato di centinaia di proteste da parte dei cittadini che avrebbero segnalato al sindaco la mancate risposte da parte dell’Urbanistica alle richieste presentate attraverso Pec.

Il tavolo congiunto Asp-Comune

Il consiglio ha, poi, approvato l’adeguamento dei gruppi e commissioni consiliari alla luce del fatto che la consigliera Dalila Venneri ha costituito il gruppo consiliare De Magistris presidente. Al momento del voto mancava il numero legale e il presidente del Consiglio, Giovanni Greco, ha chiesto una sospensione di 20 minuti. Al rientro in aula il numero legale c’era ed il punto è stato approvato. Successivamente è stato approvata l’istituzione di un tavolo congiunto consiglio comunale e Azienda sanitaria provinciale proposto dal presidente della Terza commissione, Antonella Passalacqua. Non è stato un parto facile, ma alla fine la proposta è passata a maggioranza.

Dissidi sulla mozione contro la guerra in Ucraina

Il punto che ha impegnato di più il Consiglio è stato quello che proponeva «la mozione contro la guerra presentata dalla consigliera Venneri». Il problema è nato perché la proposta della mozione è stata fatta prima dello scoppio della guerra in Ucraina e, quindi, si auspicava che si potesse evitare la guerra. Questa parte andava sostituita con un emendamento. Venneri non ha condiviso il contenuto dell’emendamento proposto da un gruppo di consiglieri. Si è, quindi, andati al voto sull’emendamento che è passato a maggioranza. A questo punto Venneri ha chiesto di ritirare la mozione. Dopo una consultazione del presidente del Consiglio con il segretario generale si è scoperto che il regolamento non prevede il ritiro delle mozioni. A questo punto il Consiglio ha votato e ha approvato la mozione con la modifica proposta con l’emendamento. (redazione@corrierecal.it)

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