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Locatelli: «Covid? Non esiste un caso Calabria. Ma la pandemia non è finita»

Il presidente del Cts e del Consiglio superiore all’Umg di Catanzaro: «Attenzione a Omicron, non è un banale raffreddore»

Pubblicato il: 28/03/2022 – 13:28
Locatelli: «Covid? Non esiste un caso Calabria. Ma la pandemia non è finita»

CATANZARO «Credere nella propria sanità e investire nella propria sanità». È questa la lapidaria ricetta per la sanità calabrese del presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, presidente del Cts per l’emergenza Covid, oggi all’Università di Catanzaro per partecipare a un seminario di carattere scientifico. Intervistato dai giornalisti, Locatelli ha ovviamente fatto il punto sull’emergenza Covid 19 in Italia e in nella nostra regione, specificando anzitutto che «non esiste un caso Calabria, direi proprio di no», rispondendo dalle domande sull’aumento dei casi positivi riscontrato negli ultimi giorni in Calabria. «È importante – ha aggiunto Locatelli – dissociare bene il dato della circolazione virale rispetto al dato sull’impatto sulle strutture sanitarie e quindi valutare l’occupazione dei posti letto di area medica piuttosto che dei posti di letto nelle terapie intensive. Ecco perché sottolineo così tanto l’importanza di coprirsi con la vaccinazione, con il ciclo primario e con la dose di richiamo». Locatelli ha poi evidenziato: «Non pensiamo che Omicron sia un banale raffreddore. Lo può essere per i soggetti coperti da un ciclo di vaccinazione, certamente non lo è per chi non è adeguatamente immunizzato. La pandemia non è mai finita, e quindi pur essendo l’Italia in una situazione decisamente favorevole per quanto riguarda il livello di copertura vaccinale non deve venire mai meno all’attenzione e alla responsabilità dei comportamenti, soprattutto in questo periodo in cui circola il sotto lignaggio della variante Omicron, il cosiddetto sotto-lignaggio caratterizzato da particolare contagiosità. Quindi – ha concluso il presidente del Cts e del Consiglio superiore di sanità – il messaggio è non sottovalutare la capacità diffusiva di questo sotto-lignaggio, e per chi non ha ancora ricevuto la dose booster andare a farsi vaccinare con la dose di richiamo oltre che evidentemente anche per quei pochissimi – ma dò per scontato che siano un numero assai limitato – che non hanno ricevuto neanche il ciclo di vaccinazione primaria». (c. a.)

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